Ai Segretari Generali di Categoria
Ai Responsabili Sedi Zonali e Comunali

Care amiche e cari amici, care compagne e cari compagni,

gli esecutivi unitari nazionali confederali riuniti il 22 ottobre scorso a Roma, hanno discusso e valutato il DEF e la Legge di Stabilità presentata dal Governo, nonché le proposte di CGIL, CISL e UIL che intendono presentare per la crescita e lo sviluppo del Paese.

A fronte di una chiusura da parte del Governo sulle richieste avanzate dalle OO.SS., si è deciso di continuare la mobilitazione unitaria a sostegno del confronto e, così come deciso dalle Segreterie unitarie nazionali l'8 ottobre scorso, le proposte devono essere discusse e arricchite con le lavoratrici e i lavoratori, le pensionate e i pensionati.

Abbiamo pertanto calendarizzato due attivi territoriali provinciali:

per il territorio di Matera:
Mercoledì 21 novembre 2018 -Sala Consiliare della Provincia di Matera a partire dalle ore 10,00. Concluderà i lavori Domenico PROIETTI – UIL Nazionale;

per il territorio di Potenza:
Lunedì 26 novembre 2018 – Sala Museo Archeologico Provinciale in Via Ciccotti a Potenza a partire dalle ore 10,00. Concluderà i lavori Maurizio LANDINI - Segretario Confederale Nazionale CGIL.

Tutte le strutture devono considerare questo appuntamento come prioritario nei rispettivi calendari di attività e di impegno.


                                                                                              CGIL                 CISL                UIL
                                                                                           A. Summa    E. Gambardella    C. Vaccaro

Giovedì, 15 Novembre 2018 20:05

CAF UIL: AL VIA CAMPAGNA RED 2018

Al via la “campagna RED 2018” : da giorni anche quest’anno gli sportelli delle oltre 60 sedi del CAF UIL sono pronti a fornire l’assistenza e consulenza qualificata per gli adempimenti fiscali dei pensionati e contribuenti e lo faranno in modo capillare in tutto il territorio con le strutture presenti. 
Il modello RED 2018 – spiega Anna Carritiello, responsabile Caf Uil Basilicata - è un modello obbligatorio a carico dei pensionati. Si tratta di una dichiarazione dei redditi online, nella quale vanno indicati i redditi percepiti oltre le pensioni.
Nello specifico Il modello RED 2018 deve essere presentato dai pensionati nei seguenti casi:
• Assenza di un reddito ulteriore rispetto a quello derivante dalla pensione ma con situazione reddituale diversa rispetto a quanto dichiarato nel precedente anno fiscale.
• Titolari di prestazioni collegate al reddito e non comunicate all’amministrazione finanziaria. Il caso più comune è in relazione agli interessi bancari o postali maturati sui propri risparmi.
• Titolari di ulteriori redditi alla pensione come ad esempio nel caso di abitazione principale.
• Titolari di tipologie di redditi rilevanti sotto il profilo previdenziale come nel caso del lavoro autonomo.

La Uil ha sempre rimarcato la centralità dei servizi e la sua complementarietà con le tutele sindacali facendo sì che la politica dei servizi divenisse parte integrante della politica sindacale confederale. Il sistema dei servizi offerti dal sindacato – sottolinea Carritiello - è una vera e propria supplenza istituzionale nelle attività di enti di assistenza e previdenza e in quelli delle attività fiscali. Un esempio per tutti è dato dai servizi dei Caf Uil e della consulenza di patronato svolta da Ital, in sinergia con le categorie, che ottengono sempre maggiori riscontri. 
I cittadini che ricevono l'indennità di accompagnamento o di frequenza, o l'assegno mensile per l’ invalidità o sono titolari di assegno o pensione sociale, devono ogni anno compilare i modelli ICRIC, ICLAV o ACCAS/PS, presso i Centri del Caf e ricevono assistenza per la compilazione e la trasmissione all'INPS gratuitamente. A partire dal mese di dicembre l'Inps invierà la lettera. 
Gli sportelli dei CAF UIL inoltre si occuperanno in questo periodo di ICRIC (Invalidità Civile RICovero). Sono tenuti a presentare il modulo ICRIC gli invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento (solo se trattasi di sollecito) perchè a partire da quest'anno per effetto di una convenzione sottoscritta tra Inps e Ministero del Lavoro preleveranno i dati di ricovero direttamente dalla banca dati del Ministero della Salute. Chi percepisce l' indennità di frequenza sono tenuti a presentare il modello. Nel modello ICRIC si dichiara la sussistenza o meno di uno stato di ricovero in istituto, e se questo è avvenuto a titolo gratuito o a pagamento e l'istituto scolastico di frequenza. In ogni caso il modello va sempre presentato.
ICLAV (Invalidità Civile LAVoro). Sono tenuti a presentare ogni anno il modulo ICLAV gli invalidi civili titolari di assegno mensile.
Nel modello ICLAV si dichiara la permanenza o meno del requisito di mancata prestazione di attività lavorativa o il reddito prodotto negli anni interessati.
Accas/PS (ACCertamento Assegno Sociale / Pensione Sociale) Sono tenuti a presentare ogni anno il modulo ACCAS/PS i titolari di pensione sociale o assegno sociale.
Nel modello ACCAS/PS si dichiara la residenza stabile e continuativa in Italia. Per i soli titolari di assegno sociale sarà necessario dichiarare anche se vi è stato un periodo di ricovero in istituto o meno.

Il dichiarante dovrà conservare la sua copia delle dichiarazioni di responsabilità e la relativa documentazione per 10 anni.
Più efficienza e una maggiore razionalizzazione all’insegna della qualità che ha sempre contraddistinto i servizi della UIL lucana. CAF UIL e ITAL UIL da sempre hanno questo come obiettivo: essere più vicini ai lavoratori e ai cittadini con le nostre assistenze e tutele. Una sfida che la UIL ha deciso di accettare avviando un percorso di adeguamento di strutture ed uffici. Le parole d’ordine sono più efficienza, qualità e omogeneizzazione nei servizi erogati dal CAF UIL e dal Patronato ITAL UIL

La politica fiscale attuata nel Disegno di Legge di Bilancio 2019 ha come obbiettivo pressoché unico la riduzione delle imposte sui redditi da lavoro autonomo (imprenditori e professionisti) e ignora completamente i redditi da lavoro dipendente e da pensione.

Con le novità proposte, di fatto, l’Irpef passa da Imposta sui redditi delle persone fisiche (tutte) a Imposta sui soli redditi da lavoro dipendente e da pensione.

Ciò in quanto con l’introduzione della nuova disciplina, vengono meno, per i redditi diversi da quelli da lavoro dipendente e assimilati, due istituti fondamentali esplicitamente previsti fra i principi e criteri direttivi della legge 825/1971 ovvero:
• progressività dell’ imposta sulle persone fisiche (tutte);
• ritenute alla fonte sui redditi da lavoro autonomo.

Le disuguaglianze impositive, già oggi presenti fra redditi da lavoro dipendente e quelli da lavoro autonomo e/o impresa individuale, verranno ulteriormente ampliate a causa dei benefici fiscali riconosciuti a quest’ultimi derivanti dalle imposte proporzionali e dalla soppressione delle ritenute d’acconto per la stragrande maggioranza dei lavoratori autonomi.

Inoltre la già elevata propensione all’evasione dei redditi interessati al provvedimento aumenterà in ragione delle convenienze dei regimi agevolativi introdotti, che verrebbero meno al superamento delle soglie previste.

Riteniamo che il quadro impositivo delineato dalla legge di bilancio 2018 non sia affatto rispettoso dei principi costituzionali, a partire da quello dell’uguaglianza e arrechi una profonda ferita al criterio della progressività.

Per superare le palesi iniquità impositive fra redditi di natura diversa e prima dell’entrate in vigore dell’imposta proporzionale del 20% prevista per il 2020, è necessario dunque procedere ad un riordino del sistema impositivo che ristabilisca i principi di uguaglianza e di progressività, che riteniamo profondamente lesi dalle misure che verranno introdotte dalla legge di bilancio.

Questi interventi necessitano di una riforma complessiva dell’Irpef che diviene ora ineludibile e deve servire a ristabilire uguaglianza impositiva fra i redditi delle persone
fisiche (lavoratori dipendenti, pensionati e lavoratori indipendenti) sia in relazione alle aliquote e scaglioni di reddito, sia in relazione alle ritenute alla fonte.

AL contempo il Governo deve segnare un cambiamento nel contrasto all’evasione fiscale mettendo in campo una reale volontà di contrasto e destinando automaticamente le risorse recuperate direttamente alla riduzione della pressione fiscale a chi, come dipendenti e pensionati, paga regolarmente le tasse.

Per quanto riguarda l’aspetto previdenziale il DdL Bilancio rimanda tutto ad un disegno di legge collegato limitandosi ad allocare le risorse in un apposito fondo, in tal proposito segnaliamo che su detto fondo sarà “gemellato” con quello istituito per il Reddito di Cittadinanza e quindi le risorse eventualmente risparmiate a consuntivo potranno traslare da un fondo all’altro. Questa scelta continua ad alimentare l’indeterminatezza e la poca chiarezza che al momento è generata dalla non separazione netta tra spesa previdenziale e spesa assistenziale nel nostro Paese. La UIL chiederà con forza che venga restituita l’apposita commissione, prevista dalla scorsa legge di bilancio, i cui lavori colpevolmente non sono mai stati avviati.

Sterilizzazione clausole salvaguardia IVA

L’intervento sterilizza integralmente gli aumenti delle aliquote IVA che, come stabilito dalle precedenti leggi di Stabilità, dal 2019 sarebbero dovute passare rispettivamente dal 22 per cento al 24,2 per cento per l’aliquota ordinaria e dal 10 per cento all’11,5 per cento per quella ridotta.

Inoltre, vengono ridotti gli incrementi previsti per le annualità successive.

Più precisamente:

• l’incremento previsto per il 2020 dell’aliquota IVA ridotta è fissato a 1,5 punti percentuali in luogo dei 3 punti percentuali previsti a legislazione vigente;

• l’incremento previsto per il 2020 dell’aliquota IVA ordinaria è fissato a 2,1 punti percentuali in luogo dei 2,9 punti percentuali e a decorrere dal 1° gennaio

• l’incremento previsto per il 2021 è fissato a 2,5 punti percentuali in luogo dei 3 punti percentuali previsti a legislazione vigente.

Estensione del “regime forfetario”

Il regime fiscale forfetario introdotto dalla legge di stabilità del 2015 viene ampliato introducendo un’unica soglia di accesso dei compensi/ricavi pari a 65.000 euro, più elevata rispetto a quelle attuali che variano in rapporto al tipo di attività svolta, ad esempio, per le costruzioni e le attività immobiliari è oggi pari a 25.000 euro, mentre è pari a 50.000 euro per il commercio al dettaglio e all’ingrosso.

Vengono, inoltre, previste l’eliminazione del limite di 5.000 euro di spesa sostenuta per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, e del limite di 20.000 euro del costo dei beni strumentali.

Si ricorda che il regime agevolato in questione comporta:
• l’applicazione di una imposta sostitutiva che sostituisce IRAP, IRPEF e addizionali regionali;

• l’esclusione dell’applicazione dell’IVA, dagli studi di settore, dagli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità);

• l’esonero dagli obblighi di tenuta dei registri IVA, della dichiarazione e

comunicazioni IVA, delle comunicazioni dei dati delle fatture per lo spesometro. Il contribuente che si avvale del regime forfetario, inoltre, non è soggetto né a ritenuta alla fonte né a sostituti d’imposta, né alla fatturazione elettronica. Non possono fruire del regime in questione:

• gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone o associazioni o imprese familiari , ovvero alle società a responsabilità limitata;

• i soggetti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati e

che esercitano attività d’impresa, arti o professioni nei due anni precedenti. I benefici fiscali derivanti dall’ampliamento della platea dei contribuenti per l’innalzamento del limite della soglia di accesso e per l’eliminazione di taluni vincoli, variano in relazione al tipo di attività esercitata.

La relazione tecnica stima il costo, in termini di minori entrate, dell’agevolazione in questione pari a 13.338 milioni di euro nel periodo 2019-2028.

Imposta sostitutiva per imprenditori individuali ed esercenti arti e professioni

A decorrere dal 1° gennaio 2020 è istituita un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi (IRPEF), delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni (IRAP) che, nell’anno precedente, conseguono ricavi, ovvero che percepiscono compensi, compresi tra 65.000 euro e 100.000 euro.

L’imposta sostitutiva, pari al 20 per cento, può essere applicata (in luogo della tassazione progressiva per scaglioni) al reddito determinato secondo le vigenti disposizioni in materia di determinazione del reddito d’impresa e di lavoro autonomo.

I contribuenti che applicano l’imposta sostitutIVA non subiscono le ritenute d’acconto da parte dei sostituti d’imposta sui ricavi e sui compensi percepiti e non sono tenuti a operare le ritenute alla fonte in qualità di sostituti d’imposta, ma devono indicare nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale dei percettori dei redditi che ordinariamente sarebbero assoggettati a ritenuta alla fonte e l’ammontare dei redditi stessi.

Inoltre, i contribuenti persone fisiche che applicano l’imposta sostitutiva del 20 per cento sono esonerati dalla applicazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e dai relativi obblighi.
La stima del minor gettito prevista nella Relazione tecnica è di oltre 2 miliardi di euro:
• 109 milioni di euro per il 2019;
• 1.129 milioni di euro per il 2020;
• 855 milioni di euro per il 2022.

Imposta sostitutiva sui compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni

La norma dispone che, dal 2019, i compensi percepiti per attività di lezioni private e ripetizioni, esercitata da docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado, sono soggetti a un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi l’aliquota sarà pari al 15 per cento, e dovrà essere versata entro gli stessi termini del versamento del saldo dell'IRPEF.

Il contribuente, tuttavia, ha l'opportunità di far concorrere detti compensi alla formazione del reddito complessivo sulla base dell'esercizio di una specifica opzione. L'applicazione dell'imposta sostitutiva ai compensi in argomento comporta la non concorrenza degli stessi alla formazione del reddito complessivo e, conseguentemente, sui compensi medesimi non sono dovute le addizionali regionali e comunale all'IRPEF.

Per i dipendenti pubblici che svolgono l’attività di insegnamento a titolo privato, sono tenuti a comunicare alla propria amministrazione di appartenenza l’esercizio di attività extra professionale didattica ai fini della verifica di eventuali incompatibilità.

Disciplina del riporto delle perdite per i soggetti IRPEF

Ai soggetti IRPEF, a prescindere dal tipo di contabilità adottato, viene riconosciuta la possibilità di riporto in avanti illimitato delle perdite nell’ambito della determinazione del reddito d’impresa.

Le nuove disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso.

La stima del minori gettito per il periodo 2018-2022 è pari a 347 milioni.

Tassazione agevolata degli utili reinvestiti per l’acquisizione di beni materiali strumentali e per l’incremento dell’occupazione.

Al fine di dare uno stimolo agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi e in occupazione, viene introdotto un regime che riduce le imposte sui redditi a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (2019, per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare).

In particolare, l’aliquota IRES viene ridotta di nove punti percentuali, passando dal 24 per cento al 15 per cento.

Il regime si applica anche agli imprenditori individuali, alle società in nome collettivo e in accomandita semplice in contabilità ordinaria, e, più in generale, ai soggetti IRPEF in regime d’impresa. L’agevolazione, nella fattispecie, consiste nella riduzione, a partire da quella più elevata, delle aliquote IRPEF di nove 9 punti percentuali.

E consentito il cumulo delle agevolazioni con altri benefici concessi, fatta eccezione di quelli che prevedono un regime di determinazione forfetaria del reddito.

Le minori entrate conseguenti alla disposizione in questione sono state stimate in 11.477 milioni di euro per il periodo 2019-2024

Cedolare secca sul reddito da locazione di immobili ad uso commerciale

La disposizione estende il regime opzionale della cedolare secca sugli affitti di immobili destinati all’uso abitativo con aliquota ordinaria del 21 per cento anche ai canoni di locazione derivanti dai nuovi contratti che saranno stipulati nell’anno 2019 dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di un’attività di impresa o di arti e professioni, aventi ad oggetto immobili destinati all’uso commerciale di vendita di prodotti e prestazioni di servizi classificati nella categoria catastale C/1 - negozi e botteghe) e delle relative pertinenze, che sono quelle classificate nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (stalle scuderie e rimesse) e C/7 (tettoie chiuse e aperte) se congiuntamente locate.

Per usufruire del regime opzionale in questione l'unità immobiliare commerciale oggetto della locazione deve avere una superficie complessiva, al netto delle pertinenze, non superiore a 600 metri quadri.

Al fine di evitare che i soggetti con contratti già in corso stipulino un nuovo contratto per avvalersi del regime opzionale della cedolare secca è stato previsto che il regime opzionale non si applica ai contratti stipulati nell’anno 2019, qualora al 15 ottobre 2018 ne risulti già in essere un precedente tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile. Il minore gettito stimato dal 2019 al 2027 è pari a 1230 milioni di euro.

Proroga e rimodulazione della disciplina di maggiorazione dell’iperammortamento

La disposizione prevede la proroga, sia pure in misura diversa, delle agevolazioni già previste riguardanti gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale. In particolare, l’iperammortamento viene prorogato anche agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019, ovvero fino al 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. Dal 2020 al 2024 il minor gettito stimato è pari a 2.850 milioni di euro.

Proroga per 2019 delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia

Viene prorogata la detrazione del 50 per cento , da suddividere in 10 quote annuali di pari importo, per le spese sostenute nel 2019 per interventi di ristrutturazione edilizia (fino a 96.000 euro per unità immobiliare).

In assenza della proroga in questione dal 2019 sarebbe tornata in vigore la normativa previgente che prevedeva una detrazione pari al 36 per cento elle some spese, fino ad un ammontare complessivo di spese non superiori a 48.000 euro per unità immobiliare.

Proroga per il 2019 della detrazione per interventi di riqualificazione energetica

Anche per il 2019 sarà possibile usufruire della detrazione del 50 per cento delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica sui singoli immobili, relativi all’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari, di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A(compresi anche apparecchi ibridi e generatori di aria calda a condensazione) la detrazione d’imposta resta pari al 65 per cento dell’importo speso.

Proroga per il 2019 della detrazione per acquisto mobili e grandi elettrodomestici

Per il 2019 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, fino a 10.000 euro di spesa, finalizzati all’arredo di un immobile oggetto di ristrutturazione, è prevista una detrazione del 50 per cento da ripartire in 10 quote annuali.

Proroga delle detrazioni fiscali per interventi di sistemazione a verde

L’articolo dispone la proroga, per l’anno 2019 della detrazione per un importo pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo, sostenute ed effettivamente e rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi alla sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, nonché per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. La detrazione spetta anche con riferimento alle parti comuni esterne condominiali.

Modifiche alla disciplina del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo

L’articolo in esame opera una risistemazione della disciplina del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, introdotta a partire dall’anno 2015 (dall’articolo 3 del decreto legge n. 145 del 2013).

Le modifiche apportate in questa sede toccano vari profili dell’agevolazione, pur lasciandone invariati i presupposti applicativi e la natura incrementale.

Viene, in particolare, disposta l’estensione dell’ambito temporale di applicazione della misura, la riduzione dell’ammontare massimo del beneficio attribuibile in ciascun periodo d’imposta, la rimodulazione delle intensità del beneficio in ragione della tipologia delle spese ammissibili, l’inclusione tra le spese ammissibili del costo dei materiali necessari per lo svolgimento delle attività di laboratorio o per la realizzazione dei prototipi o degli impianti pilota di ricerca e sviluppo sperimentale.

Più precisamente, a partire dal 2019, l’aliquota di agevolazione viene ridotta dal 50 per cento al 25 per cento, prevedendo che per talune tipologie di spese, tale aliquota sia maggiorata al 50 per cento.

Inoltre, a partire dal 2019, il beneficio massimo per singola impresa viene ridotto da 20 milioni di euro a 10 milioni di euro.

Vengono, poi, introdotte modifiche anche sul piano degli adempimenti formali, rendendo generale l’obbligo della certificazione contabile delle spese (oggi circoscritto, di fatto, soltanto alle piccole imprese) e anzi subordinando l’utilizzo in compensazione del credito maturato all’avvenuta certificazione delle spese rilevanti agli effetti del meccanismo di calcolo del beneficio.

Infine, in considerazione della complessità delle attività di controllo sulla corretta applicazione del beneficio, viene previsto lo stanziamento di specifiche risorse per rendere più efficace l’attività di supporto che il Ministero dello Sviluppo Economico potrà fornire in sede di accertamento su richiesta degli uffici dell’Amministrazione finanziaria.

Abrogazione IRI

La disposizione abroga, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, il regime opzionale dell’Imposta sul Reddito d’Impresa (IRI), previsto dall’articolo 1, commi 547 e 548, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, concernente la tassazione proporzionale e separata del reddito d’impresa, con l’aliquota Ires, per imprese individuali e società di persone commerciali, nonché S.r.l. (con specifici requisiti).

L’abrogazione della disposizione in esame comporta un maggior gettito in termini di competenza pari a 3.699 milioni di euro per il periodo 2018-2020.

Abrogazione Ace

Viene disposta l’abrogazione dell’Ace (Aiuto della Crescita Economica) sostituita dalle misure sugli utili reinvestiti, con un risparmio d’imposta per il periodo 2019-2024 di 8.718 milioni di euro.

Mercoledì, 14 Novembre 2018 19:52

INTEGRAZIONE MANOVRA DI BILANCIO 2018

Il Disegno di legge in materia di bilancio (A.C. n. 1334) pubblicato sul sito della Camera dei Deputati in data 8/11, ha iniziato il percorso di esame alle Camere prima di giungere al testo definitivo; ad integrazione della nostra circolare n. 44 del 9/11 u.s., comunichiamo quanto segue:

per i Fondi relativi alle politiche per la famiglia, il sociale e la disabilità vengono previsti i seguenti rifinanziamenti

1) un aumento di 100 milioni di euro del Fondo politiche per la famiglia per ciascun anno 2019- 2020-2021,

2) un aumento di 100 milioni di euro del Fondo per la non autosufficienza per ciascun anno 2019- 2020-2021,

3) un aumento di 120 milioni di euro del Fondo politiche sociali per ciascun anno 2019- 2020-2021

4) riconfermato per il triennio i 75 milioni di euro il contributo alle Regioni per il trasporto degli alunni con disabilità,

5) a partire dal 2021 è previsto lo stanziamento di 5 milioni di euro per i caregiver familiari aggiuntivi ai 20 già stanziati dalla manovra di bilancio precedente (triennio 2018/2021)

6) non viene rifinanziato, al momento, il Fondo previsto dalle legge 112/2016, meglio conosciuto come il “ Dopo di noi”, anche se hanno dato rassicurazioni in merito. Rammentiamo che il “ Dopo di noi” è un Fondo strutturale, previsto dal precedente Governo, ed ammonta per il 2019 a 51,1 milioni di euro e 56,1 milioni di euro a partire dal 2020.

Rimangono in sospeso e non rifinanziate una serie di misure a sostegno della famiglia come il bonus bebè (80 euro mensili , per i genitori con ISEE sotto i 25mila euro), il voucher baby sitter (un sostegno economico per baby sitter o asilo nido, rinunciando al congedo facoltativo dopo i 3 mesi obbligatori di maternità) ed il congedo padri obbligatorio sperimentale (4 giorni valido solo per il 2018 ) anche se fonti del Governo ne assicurano il rifinanziamento tramite appositi emendamenti.

La manovra completa è consultabile al sito :
http://www.camera.it/leg18/126?tab=2&leg=18&idDocumento=1334&sede=&tipo=

In allegato, la tabella del tomo I dove si evincono i rifinanziamenti sulle politiche sociali.

 

Anche se i dossier più recenti ci dicono che c'è un calo dei reati in Italia, la violenza sulle donne purtroppo non accenna a diminuire.

La violenza nei confronti delle donne, è bene ricordarlo, è una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione che comprende tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata (Convenzione di Istanbul).

Sono tante, quasi nove milioni, secondo gli ultimi dati Istat, le donne che nel corso della vita hanno subito molestie sessuali: da quelle verbali a quelle fisiche, a quelle sul web.
Molto diffusi i ricatti sessuali sul lavoro, anche se in larga misura sommersi. Uomini che chiedono prestazioni sessuali in cambio di un posto di lavoro o di un avanzamento di carriera, usando il potere e sfruttando la vulnerabilità di chi cerca un impiego o una promozione. Sebbene il fenomeno riguardi anche i lavoratori, sono le lavoratrici ad esserne maggiormente colpite.

Sono un milione e 173 mila le donne che hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro durante la loro vita lavorativa, pari all’8,5% delle lavoratrici, nonostante l’obbligo da parte dei datori di lavoro di tutelare l’integrità fisica e morale delle/dei dipendenti. Ma solo lo 0,7% delle donne ha denunciato, per paura di perdere il lavoro e la vergogna di essere giudicate dalla società e dai familiari, per mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine, perché pensano che sia meglio trovare soluzioni individuali. In tante preferiscono lasciare il lavoro o rinunciare alla carriera.
Quella che avviene nei luoghi di lavoro è la forma di violenza in assoluto meno denunciata.

Tutto questo ci chiama in causa come organizzazioni sindacali, ed è su questo che vogliamo mettere l’accento quest’anno in vista della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne, per portare alla luce quanto di nascosto ancora rimane e per proporci, attraverso le nostre strutture territoriali (sportelli, centri servizi) come interlocutori credibili per l’ascolto, la presa in carico e la gestione dei diversi casi di violenza.

Va in questa direzione anche il recepimento dell'Accordo Quadro Europeo contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, siglato nel 2016 da Cgil, Cisl Uil e Confindustria per promuovere nelle aziende la cultura del rispetto e aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro, delle lavoratrici, dei lavoratori e dei loro rappresentati.

Sono ormai centinaia nel territorio le declinazioni di questo accordo tra sindacati, aziende, enti pubblici, che lo hanno individuato come terreno di contrattazione, e che sarà importante estendere ulteriormente, rafforzare, implementare, per renderlo maggiormente efficace.

Anche le iniziative del movimento “#MeToo” hanno rotto il silenzio, facendo emergere ricatti, molestie e violenza in alcuni comparti di lavoro, incoraggiando altre donne ad uscire dall’ombra per affrancarsi definitivamente dalla violenza. E’ compito delle organizzazioni sindacali ora fare in modo che l’atto della denuncia attraversi tutti i contesti lavorativi fino a pervadere il mondo del lavoro nella sua totalità, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, in linea con il nostro impegno a sostegno della proposta di Convenzione e Raccomandazione dell’ILO per dire ovunque “Stop alla violenza nei luoghi di lavoro”.

Il Manifesto unitario che abbiamo preparato per il 25 Novembre, “Donne libere dalla violenza nel lavoro” e che farà da sfondo alle diverse iniziative che si stanno organizzando a livello locale, vuole ribadire questo nostro impegno per fare dell’ambiente di lavoro un luogo sicuro e rispettoso della dignità non solo delle lavoratrici e dei lavoratori ma di tutte le persone che vi operano.

Lo scorso 8 novembre è stata depositata una importantissima sentenza della Corte Costituzionale (sent. n. 194), che ha dichiarato “incostituzionale” il criterio di determinazione dell’indennità spettante al lavoratore a seguito di un licenziamento illegittimo.

Questa sentenza si muove nel campo di applicazione del d.lgs 23/2015 che, come ben sapete, ha introdotto il c.d. regime sanzionatorio a tutele crescenti applicato, in caso di licenziamento illegittimo, alle lavoratrici e lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015.

La norma censurata, e dichiarata incostituzionale con tale pronunciamento, è l’art. 3, comma 1 nella parte in cui prevede, in caso di ingiustificato licenziamento, una indennità crescente pari a 2 mensilità per ogni anno di servizio. Ed è proprio l’ancoraggio dell’indennità alla sola anzianità di servizio ad essere stata bocciata dalla Consulta per contrasto al principio di eguaglianza e di ragionevolezza.

La spiegazione trova la sua ragion d’essere in questo breve estratto della sentenza “In una vicenda che coinvolge la persona del lavoratore nel momento traumatico della sua espulsione dal lavoro, la tutela risarcitoria non può essere ancorata all’unico parametro dell’anzianità di servizio. Non possono che essere molteplici i criteri da offrire alla prudente discrezionale valutazione del giudice chiamato a dirimere la controversia. Tale discrezionalità si esercita, comunque, entro confini tracciati dal legislatore per garantire una calibrata modulazione del risarcimento dovuto, entro una soglia minima e massima”.

Da ciò ne deriva che per le cause in corso e quelle che seguiranno, il giudice potrà comminare la misura dell’indennizzo spettante alla lavoratrice o lavoratore illegittimamente licenziato:
- nel range tra 6 e 36 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il trattamento del TFR (mensilità che, ricordiamo, sono state così aumentate dal Decreto Dignità)
- in base all’anzianità di servizio, ma anche in funzione di altri criteri quali il numero di dipendenti occupati in azienda, le dimensioni dell’attività economica, il comportamento e le condizioni delle parti.
Pertanto, rispetto al testo aggiornato del d.lgs 23/2015 che vi abbiamo inviato nei giorni scorsi, occorre considerare tale ulteriore e riformata versione dell’art.3, comma 1, come di seguito riportata:
“Art. 3 Licenziamento per giustificato motivo e giusta causa
1. Salvo quanto disposto dal comma 2, nei casi in cui risulta accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo o per giustificato motivo soggettivo o giusta causa, il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennita' non assoggettata a contribuzione previdenziale di importo pari a due mensilita' dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a sei e non superiore a trentasei mensilita'”.

Riteniamo che questa sentenza abbia finalmente aperto una breccia, seppur non risolutiva, ad un sistema disequilibrato in cui la libertà di organizzazione dell’impresa predomina rispetto alla tutela del lavoratore ingiustamente licenziato.

Dal 1° ottobre 2018 hanno preso il via le operazioni relative al censimento permanente della popolazione e delle abitazioni. Si tratta nuovo censimento della popolazione italiana che non si svolgerà più ogni dieci anni ma che diventerà annuale. Oltre alla maggiore frequenza, la caratteristica principale del nuovo censimento è che si basa su dati campionari. In altre parole non sono più intervistati tutti gli italiani nello stesso periodo ma solo un campione rappresentativo. Il “censimento permanente” quindi sostituisce il censimento decennale.

La UIL Basilicata mette a disposizione dei propri iscritti e di tutti i cittadini che fanno parte del campione selezionato un servizio gratuito per la compilazione e l'invio del modulo presso la sede del Centro Studi Sociali e del Lavoro sito in via Salerno, 1 a Potenza.

Il questionario va compilato entro il termine perentorio del 20 Dicembre.

L'invio non è facoltativo ma obbligatorio per legge.

Lunedì, 12 Novembre 2018 20:14

BONUS IDRICO, DOMANDE FINO AL 15/12/2018

Se rientrate nei parametri Isee per famiglie con reddito fino a 9.000 e uro e di 20.000 euro, se con più di tre figli a carico, sappiate che è stato publicato l’avviso dell’Egrib rivolto a nuclei familiari, che versano in condizioni di disagio economico. Il bando prevede la concessione di un contributo integrativo sui costi sostenuti per la fornitura di acqua a uso domestico relativo ai consumi del 2016. I Centri di assistenza fiscale(Caf) di Potenza e Matera sono a disposizione, gratuitamente,per tutti gli adempimenti ed eventuali chiarimenti del caso.

BONUS IDRICO

E’ stato pubblicato l’avviso rivolto ai nuclei familiari che versano in condizioni di disagio economico per ottenere un contributo integrativo sui costi sostenuti per la fornitura di acqua ad uso domestico, relativo ai consumi dell’anno 2016.

Questo, in sintesi, il testo:
Beneficiari di tale contributo economico sono gli utenti del Servizio Idrico Integrato residenti dei Comuni della Basilicata, i cui nuclei familiari hanno un indicatore ISEE in corso di validità non superiore a € 9.000,00 e ad € 20.000,00 per i nuclei familiari con più di 3 figli a carico.
Nel caso di utenze condominiali, con un unico contatore, occorre allegare apposita dichiarazione dell’amministratore attestante le somme pagate per l’utenza idrica nel 2016, secondo lo schema allegato al bando.
Nell’occasione, possono accedere al beneficio anche gli eredi conviventi di utenti deceduti negli anni 2016, 2017 e 2018 che non hanno ancora effettuato la volturazione del contratto di fornitura.
In tal caso il richiedente dovrà allegare alla domanda di accesso al bando da presentare ai CAF convenzionati, la richiesta presentata al Gestore del S.I.I. -Acquedotto Lucano S.pA.- per la voltura (gratuita) del contratto di utenza.
Il contributo potrà essere erogato ai soli utenti in regola con i pagamenti.

Il contributo sarà determinato in base al numero dei componenti il nucleo familiare a partire da €75,00 fino a €435,00. Somme quest’ultime scomputate sui consumi futuri direttamente in fattura.

La domanda, riferita esclusivamente all’utenza dell’abitazione di residenza, dovrà essere presentata in forma telematica, utilizzando l’apposito software, in dotazione ai CAF convenzionati, contenente dichiarazioni autocertificate relative alla composizione del nucleo e al valore del suo indicatore ISEE. Pertanto per la sua validità, sarà necessario allegare alla domanda la fotocopia di un documento di riconoscimento del richiedente l’agevolazione, nonché copia di una fattura di Acquedotto Lucano dalla quale si evinca il Codice Utente ed il Codice ULM.

Le domande si potranno presentare fino al 15/12/2018 presso i CAF convenzionati i cui riferimenti saranno pubblicati sul sito istituzionale dell’EGRIB, www.egrib.it

Le informazioni e la copia dell’avviso potranno essere reperite sul sito Internet dell’EGRIB o presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF), i quali forniranno il loro supporto gratuitamente.

CAF UIL BASILICATA

POTENZA Via Napoli, 5 MATERA Via Annunziatella, 34
Tel. 0971 469459 fax 0971650956 Tel. e Fax 0835 344036
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Il ritardo nel pagamento dei salari degli operai addetti alla forestazione, al Programma Vie Blu ed altri progetti si ripete ancora. Dopo i problemi di questa estate, sempre per i pagamenti, adesso oltre 4.100 lavoratori attendono questa volta i salari di settembre ed ottobre. I segretari di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Basilicata, Vincenzo Esposito, Vincenzo Cavallo e Gerardo Nardiello, denunciano l’ennesima grave situazione che si ripercuote su alcune migliaia di famiglie.
Dopo ripetuti incontri in Regione con l’impegno dell’Assessore all’Agricoltura Braia ad accelerare le procedure e i tempi per la predisposizione di delibere, determine e mandati – sottolineano i segretari Esposito, Cavallo, Nardiello – oggi scopriamo che non è stato ancora trasmesso l’indispensabile mandato al Consorzio di Bonifica , a quanto pare, per problemi di liquidità.
Non siamo più disponibili ad assistere all’ennesimo scaricabarile di responsabilità dal Dipartimento ad altri uffici regionali perché è la dignità dei lavoratori che non è rispettata e perché la politica non si assume le proprie responsabilità. Siamo di fronte dunque ad atteggiamenti e comportamenti che inficiano i miglioramenti che abbiamo sinora registrato con il passaggio delle attività al Consorzio unico perché a prevalere è la malaburocrazia.
I segretari Esposito, Cavallo e Nardiello annunciano che in mancanza di un segnale preciso e di una data precisa per il pagamento dei salari sarà organizzata una manifestazione di protesta con il presidio della sede della Regione.

Venerdì, 09 Novembre 2018 19:10

COMUNICATO STAMPA SU VERTENZA VENUM 3.0 SRL


In merito alla vertenza Venum 3.0 Srl balzata alle cronache regionali nell’ultima settimana, UILTuCS BASILICATA, anche alla luce di ricostruzioni faziose e capziose inopinatamente diffuse da più parti, sente l’obbligo di fare chiarezza sulla vicenda in itinere.

Il ruolo di UILTuCS BASILICATA trae origine dalla volontà di dar credito e fiducia ad una start up dalle prospettive incoraggianti, dalle potenzialità indiscusse e da una visione di crescita condivisa. Alla luce di ciò, quindi, in un contesto di precarietà giovanile endemica, si è inteso giungere ad una forma di contrattazione collettiva e di stabilizzazione della pianta organica che potesse garantire stabilità e garanzia dei diritti, secondo quanto previsto dal D. Lgs. 81/2015.

IL CCNL S.A.F.I. proposto da UILTuCS BASILICATA (contratto sottoscritto OO.SS maggiormente rappresentative), ha rappresentato la soluzione ottimale che fosse in grado di garantire un giusto equilibrio tra stabilità lavorativa e costi del lavoro; strategia pienamente condivisa dai lavoratori regolarmente riuniti in assemblea. Inoltre è bene sottolineare che il contratto adottato risulta essere decisamente più vantaggioso rispetto a quello prospettato da altre sigle sindacali.

Inoltre era stata prevista anche una successiva contrattazione di secondo livello, da implementare per gradi e regolarmente presentata da UILTuCS BASILICATA all’azienda, che portasse in dote elementi migliorativi, sotto forma di un innalzamento progressivo delle condizioni salariali dei dipendenti.

Purtroppo, il contingente stato di crisi che ha investito l’unico committente della Venum 3.0 Srl, Axèlero Spa, ha mortificato questo piano di crescita, causando difficoltà e disagi ai lavoratori.

Le continue inadempienze della società committente, la non volontà da parte della Venum di sopperire con adeguati mezzi allo stato di crisi, ha causato la mancata corresponsione di quattro mensilità dovute ai lavoratori, portando UILTuCS BASILICATA a proclamare lo sciopero a tempo indeterminato. La scelta è stata condivisa con i lavoratori riuniti in assemblea e senza alcuna intesa preventiva con l’azienda potentina. È da sottolineare inoltre, che la vicenda è stata gestita da UILTuCS BASILICATA in perfetta solitudine, mentre si apprende oggi a mezzo stampa di intempestive rivendicazioni di altre sigle sindacali.

Infine, a margine della prima giornata di sciopero UILTuCS BASILICATA ha chiesto al Prefetto la convocazione di un tavolo di mediazione cui prendessero parte anche Regione Basilicata e parti in causa (Venum 3.0 Srl, Axèlero Spa). La richiesta è stata accolta, e l’incontro avrà luogo in Prefettura il giorno 15 Novembre alle ore 10:30.

UILTuCS BASILICATA ed i lavoratori tutti, auspicano che l’incontro fissato crei le condizioni per una conclusione positiva della vertenza, riportandola nell’alveo della correttezza procedurale e soprattutto che possa evitare l’ennesima emorragia di professionalità, giovani e futuro.

 

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