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Questa mattina i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Basilicata, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Vincenzo Tortorelli, hanno incontrato il prefetto di Potenza per un esame delle disposizioni contenute nell'ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Lo hanno reso noto al termine dell'incontro gli stessi dirigenti sindacali che hanno illustrato al prefetto una serie di criticità emerse nel territorio regionale nei settori della sanità, delle attività produttive, dei servizi e dei trasporti.
Per Summa, Gambardella e Tortorelli "il decreto del governo va ora reso concretamente operativo e contestualizzato nei singoli territori, attraverso un attento monitoraggio delle attività a rischio o che comportano forme di affollamento da regolamentare e riportare alle disposizioni di prevenzione del contagio. Abbiamo fatto presente al prefetto di Potenza le numerose criticità che ci sono state segnalate in materia di sanità, con strutture ospedaliere, ambulatori e presidii sanitari in cui si registrano assembramenti e code e in generale una certa difficoltà ad attuare i protocolli preventivi. A tal proposito - continuano i tre leader sindacali - abbiamo chiesto, tra le priorità, all'assessore regionale Leone di convocare un apposito tavolo di confronto con le parti sociali e i responsabili delle aziende sanitarie per mettere a punto delle linee guida vincolanti a tutela dei cittadini e del personale sanitario".

Summa, Gambardella e Tortorelli hanno anche denunciato la mancanza di informazioni sull'annunciato piano di assunzioni in sanità: "Al prefetto abbiamo fatto presente che il sistema sanitario regionale è fortemente sottodimensionato e non sarebbe in grado di affrontare con la necessaria massa critica un'eventuale emergenza sanitaria. Abbiamo perciò sollecitato un chiarimento sui contenuti del piano che, per quanto ci riguarda, in Basilicata deve partire dal rinnovo dei contratti del personale infermieristico e degli operatori socio-assistenziali".

I segretari lucani di Cgil, Cisl e Uil hanno anche espresso preoccupazione per la tenuta del sistema produttivo regionale, sollecitando "la convocazione da parte del presidente della giunta regionale Bardi di un tavolo di coordinamento per mettere a punto con il concorso delle forze sociali misure a tutela dell'occupazione, a partire dal recupero dei fondi residui non spesi in passato per la cassa integrazione in deroga. Ci sono interi settori, in particolare i servizi, il commercio, il turismo ecc. che sono già in forte sofferenza e per i quali si preannuncia un ulteriore penalizzazione per effetto delle misure restrittive varate dal governo. Nel settore dei trasporti, ad esempio, registriamo incertezze legate alla sospensione del trasporto scolastico e la necessità di potenziare e sanificare i mezzi pubblici per garantire la tutela della salute dei passeggeri".

Sabato, 07 Marzo 2020 21:59

8 marzo: giornata internazionale delle Donne

Quest’anno CGIL CISL e UIL avevano lavorato ad una iniziativa unitaria nazionale dedicata alla celebrazione della Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo, iniziativa annullata per l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus.

Tuttavia si è deciso comunque di mantenerne e rilanciarne i contenuti attraverso un manifesto unitario che ha come tema l’ “Alfabeto delle Donne” affinchè attraverso alcune delle tante parole che lo rappresentano possa significare e riconoscere l’indiscutibile protagonismo delle donne nella vita di ognuno nel lavoro, nel sociale e nelle comunità.

Un protagonismo che va valorizzato, rispettato e sostenuto ogni giorno, attraverso un linguaggio corretto, un’azione continua di giustizia sociale e il contrasto ovunque di ogni forma di violenza.

Su questa linea avanza l’ impegno quotidiano di CGIL, CISL, UIL di Basilicata per la parità e le pari opportunità, questione divenuta irrinunciabile in una regione che si contraddistingue ancora per una bassa partecipazione delle donne lucane al mercato del lavoro (solo il 39 per cento a fronte di una media italiana del 53 per cento ed una media del nord Italia  del 62  per cento – fonte Istat), infatti Puglia, Campania e Basilicata sono le regioni con il gender gap più alto in Europa per quanto riguarda l'occupazione, a questo si aggiungono basse retribuzioni, alta disoccupazione, e scarsi servizi di conciliazione vita famigliare – lavoro sia pubblici che privati.

Utile appare riportare il dato delle dimissioni volontarie che al 30 settembre 2019 erano 313 di cui 288 hanno riguardato donne e 25 uomini; eppure investendo sulle politiche ed i servizi per le donne si investirebbe sull’ intero sistema Basilicata nell’ ottica della crescita e dell’inclusione.

Per questo riteniamo importante confermare la nostra presenza e dare anche quest’anno il nostro contributo alle celebrazioni della giornata internazionale della donna non solo per richiamare il nostro storico impegno a riguardo, ma

per dare continuità alla nostra opera di sensibilizzazione della società, che resta fondamentale nell’ ampio e costante processo verso l’uguaglianza di genere a cui mai smetteremo di aspirare; perché è sul cambiamento culturale che dobbiamo insistere, sulle sovrastrutture e sugli stereotipi che ostacolano il vivere quotidiano e paritario delle donne.

Ed è proprio su questo che nei prossimi giorni e mesi si articolerà l’impegno di CGIL, CISL e UIL di Basilicata attraverso una serie di iniziative intersettoriali già costruite, ma che necessitano di un rinvio a causa delle misure precauzionali e di prevenzione del contagio.

 

 

CGIL

Le segreterie regionali
CISL


UIL

(Anna Russelli)

(Luana Franchini)

(Anna Carritiello)

 

Le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali convocano per il giorno 19 febbraio alle ore 10.00 presso il Park Hotel di Potenza gli Stati Generali del Lavoro, un Patto per la Basilicata con al centro i temi del lavoro e dello sviluppo al fine di imprimere un rilancio dell’economia lucana.

La Basilicata non può aspettare! 

 

Parte questa settimana anche in Basilicata la nuova fase di mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil su scala nazionale per riaffermare la centralità della crescita economica e sociale del Paese, la risoluzione delle molteplici crisi aziendali, lo sblocco dei cantieri e delle infrastrutture, la grande priorità di un nuovo sviluppo del Mezzogiorno.

Insieme ai grandi temi del rinnovo dei contratti pubblici e privati, con la richiesta di assunzioni nella pubblica amministrazione, nella sanità, nei comparti dell'istruzione, nell' università e nella ricerca oltre alla stabilizzazione del precariato. Senza dimenticare la riaffermazione dello stato sociale, della rivalutazione delle pensioni, della riforma fiscale e della legge sulla non autosufficienza, che ha visto i nostri pensionati lucani presidiare davanti alle prefetture di Potenza e Matera. Iniziative, attivi, assemblee, presidi nei luoghi di lavoro e nel territorio si svolgeranno fino al 18 dicembre, con un primo appuntamento unitario in Basilicata davanti ai luoghi di lavoro il 13 dicembre.

 

Questo respiro di una vertenza  nazionale si colloca nel solco già tracciato da Cgil, Cisl e Uil Basilicata con il partecipato e straordinario attivo unitario del 18 ottobre, quando è stato presentato il Manifesto per il lavoro e la Basilicata 2030 che ricolloca la Basilicata e il Mezzogiorno al centro dell’agenda politica nazionale. Per Cgil, Cisl e Uil la manovra, pur riorientando e rafforzando gli interventi per il Mezzogiorno, si limita solo a riallocare risorse già destinate, a volte riducendole (come il cofinanziamento nazionale dei Fondi europei). I sindacati chiedono di rendere immediatamente operativa la clausola del 34% monitorandone l’effettiva applicazione e il rafforzamento delle risorse da destinare a investimenti in infrastrutture sociali.

 

Per i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Basilicata, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro, occorre “aprire una  vertenzialità nel Mezzogiorno, che ha perso una sua rappresentanza nello scenario politico attuale. In Basilicata i dati sull’occupazione sono tornati ai livelli pieni della crisi, uno dei dati peggiori del Mezzogiorno, emblema di tutte le criticità che il Mezzogiorno vive tra spopolamento e lavoro povero, che stride con una narrazione politica del governo regionale completamente esterna alle politiche programmatiche della Regione. Il Sud, se rialza la testa è fondamentale per il destino dell'Italia intera.

Ma perché ciò accada occorre fare in modo che gli investimenti al Sud possano moltiplicarsi, partendo dalla salvaguardia del Mare Mediterraneo proprio ai fini della sicurezza, promuovendo una crescita sostenibile in termini economici, sociali e culturali in tutta l’area sia nelle regioni del sud Europa che in quelle del nord Africa. Sviluppare e gestire un piano condiviso di utilizzo delle energie alternative. Migliorare le infrastrutture stradali e ferroviarie, porti, interporti e aeroporti e istituire  zone economiche speciali per creare nuove opportunità di sviluppo, sviluppando una rete immateriale per i servizi alle persone ed alle imprese, sviluppare la filiera agro-alimentare e seguire i mercati di consumo. Il sud se rialza la testa, è fondamentale per il destino dell’Italia intera.

 

Una politica di sviluppo che possa poggiare su un ampio consenso sociale che sia anche garante della tutela della legalità, e della lotta alla corruzione. Si deve riunificare il nostro Paese, facendo in modo che il nuovo sviluppo meridionale diventi un presupposto di quello nazionale. Uno sviluppo che deve basarsi su di una progettualità strategica, in cui le infrastrutture e la logistica sono centrali. C’è bisogno delle infrastrutture per la ricerca, di un piano per la logistica, di uno per il turismo, di un piano per la diffusione del digitale, di un piano per la manifattura di qualità. Ciò significa industria intelligente, biotecnologie, patrimonio culturale, manifatture speciali, tutela delle eccellenze industriali esistenti. Occorre saper usare i fondi strutturali europei, liberando le risorse bloccate per progetti mai realizzati.

Ricapitolando: Pil pro capite, condizioni di vita, diritti sociali, libertà civili dicono che il Mezzogiorno rimane arretrato rispetto all’Europa. La battaglia sociale, culturale e la mobilitazione deve sortire una spinta forte, sostenuta dai soggetti dello sviluppo per spingere il Mezzogiorno nel suo complesso verso nuove prospettive. Creando nuova occupazione, specie quella femminile e giovanile, innovando ed irrobustendo il tessuto produttivo dei territori.

In un tale contesto  - continuano i segretari - bisogna aprire nel Mezzogiorno una chiara vertenzialità su sanità, sostenibilità e sviluppo. Partendo dal documento che unitariamente abbiamo presentato un mese fa, il Manifesto per il lavoro e la Basilicata 2030, bisogna costruire una piattaforma sul dopo petrolio, sui tanti progetti ed obiettivi di avanzamento produttivo e sociale, tra i quali il consolidamento della Zes Jonica, e la continuità della carica progettuale di Matera 2019. Sono questi i temi che già hanno connotato l’azione sindacale e ai quali bisogna dare continuità. C’è bisogno di confronto ,ricercando accordi ed intese a tutto campo con le Istituzioni e le forze sociali, c’è bisogno di partecipazione per spostare l’azione politica verso gli interessi del nostro territorio. Serve un progetto per la Basilicata da qui ai prossimi anni - concludono i segretari - avendo come orizzonte l’Europa, la riprogrammazione dei fondi comunitari e soprattutto una risposta che tenga insieme i bisogni delle persone con l’esigenza di sviluppo di lungo periodo”.

 

 

CGIL CISL e UIL hanno indetto una settimana di mobilitazione per il LAVORO. Iniziative, attivi, assemblee e presidi nei luoghi di lavoro e nei territori con 3 manifestazioni/assemblee nazionali a Roma: 10, 12 e 17 dicembre a Piazza Santi Apostoli dalle 9.30 alle 12.30

Martedì, 03 Dicembre 2019 12:47

Cgil Cisl Uil per la parità

Continua la campagna di condivisione per la sensibilizzazione sulla parità di genere. La pubblicazione di questa settimana inaugura la seconda serie di manifesti dedicati agli obiettivi che il Sindacato si è posto sul tema della parità: il primo è il LAVORO, un obiettivo a cui dobbiamo essere particolarmente sensibili. E’ dal lavoro infatti che nasce la vera indipendenza delle donne.

Lavoro: la prima e più urgente emergenza per le donne nel nostro Paese. In Italia lavora una donna su due, una su tre al Sud. Molte di loro lavorano part-time, spesso involontario, con pesanti ripercussioni sui loro stipendi e, in futuro, sulle loro pensioni. Non solo: le donne soffrono una segregazione sia orizzontale (maggiormente presenti nelle professioni meno retribuite) che verticale (con una presenza che si va riducendo man mano che si sale la piramide dei ruoli aziendali).

Il nostro obiettivo deve essere portare più donne nel mercato del lavoro e migliorare la qualità dei lavori che già ci sono. E’ una questione di giustizia sociale, di equità e anche di sviluppo: come anche gli ultimi dati macroeconomici dimostrano, davvero non possiamo permetterci di lasciare inutilizzata una simile ricchezza in termini di capitale umano, competenze e professionalità.

 
Lunedì, 21 Ottobre 2019 13:23

Manifesto 2030 per il lavoro e per la Basilicata

"Manifesto per il lavoro e per la Basilicata 2030”. Proposte per una nuova fase di sviluppo della regione.

Venerdì 18 ottobre  presso il Centro per la creatività Cecilia di Tito (Potenza), è stato presentato il “Manifesto per il lavoro e per la Basilicata 2030” di Cgil, Cisl e Uil Basilicata. 
Il Manifesto racchiude le valutazioni e le proposte per aprire una nuova fase di sviluppo della regione, con una visione dinamica che ponga al centro del dibattito politico e sindacale le ragioni del lavoro e dei ceti produttivi insieme ai bisogni degli strati e delle generazioni che vivono in una condizione di precarietà. L’intendimento è di raccogliere e promuovere un confronto largo e diffuso nella comunità regionale e nel mondo rappresentato dal lavoro che approdi a un’attenzione inedita sulle cose da fare e sulle visioni di futuro della regione oltre i limiti e le contraddizioni attuali, cogliendo nuovi obiettivi di progresso e avanzamento sociale. Il documento contiene riflessioni, analisi e proposte essenziali tradotte in obiettivi e risultati attesi.
Arricchito, integrato da ulteriori apporti che deriveranno dal coinvolgimento ampio di larghi strati della realtà locale, il documento diventa una sorta di “Progetto regione ‘20-‘30” da sottoporre al confronto con il governo regionale e con istanze nazionali pubbliche e private, una base per definire nuovi programmi ed impegni realizzativi.
Al direttivo sono intervenuti i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Basilicata, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro.

In basso la versione digitale del "Manifesto 2030" di CGIL CISl e UIL.

 

 
Giovedì, 11 Aprile 2019 18:17

1° Maggio | Festa dei Lavoratori 2019

Quest’anno la Festa Regionale del 1° Maggio si terrà a Ferrandina e sarà caratterizzata dai temi dello sviluppo, del lavoro e dell’ambiente per ridare coesione alla regione. Questa è la festa dei lavoratori, è la festa dei lavori che deve vedere tutti i lavoratori uniti per affermare la centralità del lavoro, dei diritti, della qualità del lavoro, della sicurezza sul lavoro, della solidarietà, della libertà, della democrazia, della pace.

Il percorso del corteo prevederà il concentramento dei manifestanti in Via Matteotti (Cineteatro della Valle) alle 9,30 e l’arrivo in piazza Plebiscito alle ore 11,00 per il comizio finale dei Segretari Generali di CGIL CISL UIL, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro.