Il segretario della Uil ha insistito nell’obiettivo di valorizzare bene, in modo forte e convincente il progetto di cambiamento della Uil, già molto approfondito in diverse e significative iniziative. Certo aggiornandolo ed arricchendolo. Le nostre coordinate ed i capisaldi del nostro programma li dobbiamo tradurre in lavoro sindacale coerente e compartecipato. Dobbiamo privilegiare l’insieme dei contenuti e proposte e dobbiamo tradurre la nostra ‘geografia dei valori’ in una maggiore diffusione nei territori, oltre che nelle categorie e tra la gente.
Vaccaro ha ricordato che la griglia del ‘progetto di Basilicata’, ispirato e costruito dalla Uil insieme al Censis, parte dal convincimento che le tre risorse acqua, energia e patrimonio eco-forestale sono tre assi di ragionamento, tre possibili fattori di cambiamento per promuovere lo sviluppo locale della regione e che dallo svolgimento, dalla attuazione di politiche legate alla valorizzazione di queste risorse si possono ricavare margini per il lavoro e la crescita della regione. Sono i ‘quaderni` che per noi sono alla base di un nuovo modo di governare la regione. Diffondere la cultura dei nostri beni comuni, del ‘saper vivere e lavorare’ con essi, del non ritenerci estranei alla loro conservazione e valorizzazione produttiva, una riappropriazione da parte delle comunità, del mondo giovanile culturale, di chi già opera. E costruire relazioni, modernizzare portare sui mercati i beni comuni lucani come nostra identità nel mondo globale. Questo è l’asse fondamentale per essere soggetti attivi di trasformazione sociale e produttiva. E su questi temi rivendicare una vera svolta delle politiche regionali.
Nonostante abbiamo prodotto uno sforzo di lavoro ideativo e propositivo davvero straordinario e abbiamo elaborato una filigrana di visioni e proposte per supportare una nuova concezione del cambiamento economico e sociale della regione – ha continuato- serve un nuovo slancio programmatico. L’idea di fondo è che la Basilicata, con una programmazione ‘vera’, dovrà ripensarsi dentro un sistema che metta in sicurezza l’ambiente rafforzi la piattaforma logistica agroindustriale e in pari tempo riunisca in un quadro sostenibile le risorse del petrolio e la vocazione delle aree interne, consolidando così la sua funzione non solo di cerniera ma anche di vero polo produttivo lucano ‘di mezzo’ fra i due distretti metropolitani campano e pugliese.
Ora noi, il sindacato - che le recenti indagini demoscopiche ci dicono siamo tra i primi su scala nazionale a mantenere buoni livelli di sindacalizzazione, quando le tendenze in altre regioni sono negative - ha nuovi compiti da svolgere. Deve saper coniugare le sue essenziali funzioni tradizionali e storiche di contrattazione e difesa del lavoro e di chi esce dal mercato del lavoro e di partenariato sociale ed economico, che devono essere mantenute, con uno sforzo aggiuntivo, innovativo. La sfida – ha continuato - è di essere anche artefice di progettualità, incubatore di idee e soggetto proattivo sul territorio per far avanzare nuovi processi di sviluppo e di crescita degli spazi di partecipazione. 
Uno dei compiti urgenti – ha concluso Vaccaro - è di far comprendere a tutti che il sindacato la Uil nelle nostre realtà sta cambiando e si offre come risorsa civica, senza barriere, come luogo di crescita e di diffusione di un nuovo modello di convivere nelle regione più libero, più produttivo, ricordando che promuovere, spingere per una maggiore e più qualificata produttività del sistema, oggi è fondamentale”.

 Il segretario della Uil ha insistito nell’obiettivo di valorizzare bene, in modo forte e convincente il progetto di cambiamento della Uil, già molto approfondito in diverse e significative iniziative. Certo aggiornandolo ed arricchendolo. Le nostre coordinate ed i capisaldi del nostro programma li dobbiamo tradurre in lavoro sindacale coerente e compartecipato. Dobbiamo privilegiare l’insieme dei contenuti e proposte e dobbiamo tradurre la nostra ‘geografia dei valori’ in una maggiore diffusione nei territori, oltre che nelle categorie e tra la gente.
Vaccaro ha ricordato che la griglia del ‘progetto di Basilicata’, ispirato e costruito dalla Uil insieme al Censis, parte dal convincimento che le tre risorse acqua, energia e patrimonio eco-forestale sono tre assi di ragionamento, tre possibili fattori di cambiamento per promuovere lo sviluppo locale della regione e che dallo svolgimento, dalla attuazione di politiche legate alla valorizzazione di queste risorse si possono ricavare margini per il lavoro e la crescita della regione. Sono i ‘quaderni` che per noi sono alla base di un nuovo modo di governare la regione. Diffondere la cultura dei nostri beni comuni, del ‘saper vivere e lavorare’ con essi, del non ritenerci estranei alla loro conservazione e valorizzazione produttiva, una riappropriazione da parte delle comunità, del mondo giovanile culturale, di chi già opera. E costruire relazioni, modernizzare portare sui mercati i beni comuni lucani come nostra identità nel mondo globale. Questo è l’asse fondamentale per essere soggetti attivi di trasformazione sociale e produttiva. E su questi temi rivendicare una vera svolta delle politiche regionali.
Nonostante abbiamo prodotto uno sforzo di lavoro ideativo e propositivo davvero straordinario e abbiamo elaborato una filigrana di visioni e proposte per supportare una nuova concezione del cambiamento economico e sociale della regione – ha continuato- serve un nuovo slancio programmatico. L’idea di fondo è che la Basilicata, con una programmazione ‘vera’, dovrà ripensarsi dentro un sistema che metta in sicurezza l’ambiente rafforzi la piattaforma logistica agroindustriale e in pari tempo riunisca in un quadro sostenibile le risorse del petrolio e la vocazione delle aree interne, consolidando così la sua funzione non solo di cerniera ma anche di vero polo produttivo lucano ‘di mezzo’ fra i due distretti metropolitani campano e pugliese.
Ora noi, il sindacato - che le recenti indagini demoscopiche ci dicono siamo tra i primi su scala nazionale a mantenere buoni livelli di sindacalizzazione, quando le tendenze in altre regioni sono negative - ha nuovi compiti da svolgere. Deve saper coniugare le sue essenziali funzioni tradizionali e storiche di contrattazione e difesa del lavoro e di chi esce dal mercato del lavoro e di partenariato sociale ed economico, che devono essere mantenute, con uno sforzo aggiuntivo, innovativo. La sfida – ha continuato - è di essere anche artefice di progettualità, incubatore di idee e soggetto proattivo sul territorio per far avanzare nuovi processi di sviluppo e di crescita degli spazi di partecipazione. 
Uno dei compiti urgenti – ha concluso Vaccaro - è di far comprendere a tutti che il sindacato la Uil nelle nostre realtà sta cambiando e si offre come risorsa civica, senza barriere, come luogo di crescita e di diffusione di un nuovo modello di convivere nelle regione più libero, più produttivo, ricordando che promuovere, spingere per una maggiore e più qualificata produttività del sistema, oggi è fondamentale”.