Il segretario Generale della UIL di Basilicata, su La Repubblica, analizza le questioni alla base dello sviluppo in Basilicata.

 Fondo Sovrano: per lo sviluppo le “royalties” del petrolio per creare lavoro e frenare l’emigrazione dei giovani. 

Risorse naturali: boschi e acque le vere opportunità per il turismo.
Infrastrutture: la “ZES” deve diventare la piattaforma logistica del Mediterraneo.

 

In allegato il download dell'articolo.

Dopo tante discussioni e pressioni il “Bando RMI per i lavoratori fuoriusciti dalle platee della mobilità ordinaria ed in deroga per l’inserimento in attività idraulico-forestali” è, finalmente, stato pubblicato e, dal 15 febbraio, i lavoratori interessati possono già presentare domanda.
“Era da tempo che CGIL-CISL-UIL ponevano il tema dei lavoratori che erano stati estromessi dal mondo produttivo ed erano rimasti scoperti di Ammortizzatori Sociali essendo venuta meno la possibilità di ingresso e di proroga della mobilità in deroga. Oggi possiamo dire, con grande soddisfazione, che anche questa platea di ex lavoratori avranno la possibilità di essere inseriti in un contesto che non è un mero ambito di “limbo di attesa” e/o di assistenzialismo. Infatti, come gli altri lavoratori precedentemente inseriti nella “fascia A” del RMI, anche coloro i quali saranno inseriti nella lista dei beneficiari del progetto avranno la possibilità di riappropriarsi della dignità, perduta, di tornare ad essere lavoratori e rientrare nel mercato del lavoro attraverso l’utilizzo in attività idraulico-forestali. Parliamo di una misura già avviata nel 2018 e che sicuramente ha dato buoni risultati nonostante la consapevolezza che il tutto è migliorabile.
Ribadiamo la necessità che in regione Basilicata si dia maggiore centralità alle politiche forestali che sono anche politiche ambientali, paesaggistiche e turistiche. È giunto il momento di parlare con chiarezza di una Forestazione che può e, a nostro parere, deve diventare un vero e proprio motore dell’economia della nostra Regione, anche attraverso l’inserimento di queste nuove unità lavorative ai quali si ridà, con il percorso di cui trattasi, piena dignità sociale di lavoratori".

Le domande possono essere presentate a partire dal 15 febbraio 2019 ed il termine ultimo è fissato alle ore 12.00 del 1° Aprile 2019.
I requisiti previsti per la presentazione delle domande sono:
1. Aver compiuto il 18° anno di età e non aver raggiunto l’età pensionabile;
2. Essere residenti in Basilicata;
3. Essere fuoriusciti dalle platee dei lavoratori in mobilità ordinaria ed in deroga e non essere percettori di altre forme di sostegno al reddito;
4. Non siano titolari di assegno di invalidità civile e/o di altro trattamento pensionistico o di rendita INAIL superiore a € 400,00 mensili;
5. Non siano inabili al lavoro;
6. Presentino un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a € 15.500,00.


I cittadini in possesso dei requisiti precedenti, dovranno presentare domanda compilando il formulario di domanda presente sul portale della Regione Basilicata http:/www.regionebasilicata.it ed andando sulla voce “Avvisi e Bandi”.

Le sedi di CGIL-CISL-UIL, comunque, sono a disposizione per i chiarimenti che, nel caso, i cittadini dovranno richiedere.

Con la diffusione dei dati Inps di dicembre, si chiude con circa 4 milioni 700 mila ore di cassa integrazione guadagni concesse in Basilicata, il bilancio 2018. E’ sempre la straordinaria ad “allarmare” (2milioni 700 mila ore) con un aumento di più 83,2% in un anno rispetto ad un andamento molto differente dell’ordinaria (2 milioni di ore) che segna un decremento annuo del 31,8%. Lo riferisce la Uil di Basilicata sulla base dei dati Inps. I valori della cassa integrazione sembrano essere tornati quelli precrisi. Vi è però una parte dell’occupazione che continua a perdere il lavoro. Continuano a crescere, infatti, le domande di Naspi che da noi in Basilicata raggiungono nel periodo gennaio-novembre, le 20.513 unità. Quante delle domande derivino da procedure di licenziamento a seguito della fine del periodo della cassa integrazione e quante, invece, siano la conseguenza di contratti a termine scaduti e non rinnovati non è dato conoscerlo.

Se osserviamo, però, i dati Inps sulle nuove attivazioni di rapporti di lavoro, emerge chiaramente - commenta il segretario generale regionale Carmine Vaccaro - la flessione di rapporti di lavoro a termine ed in somministrazione in concomitanza dell’entrata in vigore del Decreto Dignità. Ciò ci induce a ritenere che la crescita delle domande di disoccupazione sia anche l’effetto delle novità di un decreto dignità che è stato poco attento alle esigenze di flessibilità di ogni singolo settore e dell’importante ruolo che sulle tipologie contrattuali può svolgere la contrattazione collettiva.
Naturale è stato, quindi, procedere a trasformazioni a tempo indeterminato di alcuni contratti a termine, come dimostrano i dati della crescita dei contratti standard, anche se si tratta di un trend già presente dall’inizio dell’anno dove probabilmente a fare la differenza è stato soprattutto il vigente sistema di incentivi.
E’ evidente - aggiunge - che servono investimenti per creare posti di lavoro, altrimenti l´occupazione strutturale e di qualità non crescerà. La direzione giusta è ancora quella del lavoro, del nuovo lavoro e di una compagine sindacale che vira, svolta verso nuove definizioni. Noi ci attendiamo una discontinuità nei metodi di governo e nelle politiche di sviluppo e ci dobbiamo attrezzare per elevare il livello del confronto. Ma siamo consapevoli che le questioni strutturali da affrontare nel paese e nella regione sono quelle su cui abbiamo appuntato la nostra attenzione nei mesi scorsi. Investi- menti e diminuzione del fisco a lavoratori dipendenti e pensionati per rilanciare i consumi interni, sono importanti richieste che porteremo in piazza nella grande manifestazione unitaria nazionale del prossimo 9 febbraio.

“L’evento “Welfare Basilicata. Un anno dopo” che la Giunta Regionale ha promosso per il 25 gennaio prossimo allo scopo di fare il punto sui temi della lotta alla povertà, delle azioni a sostegno delle disabilità e del sociale come motore di sviluppo capace di creare posti di lavoro qualificati è la scadenza ravvicinata per indicare i tempi, per noi immediati, le modalità e i contenuti del nuovo bando sul Reddito minimo di inserimento”. E’ quanto sostiene il segretario generale della Uil Basilicata Carmine Vaccaro, sollecitando l’assessore Cifarelli, di intesa con la Franconi nel doppio ruolo di presidente facente funzioni e assessore alla Salute-Welfare, a riconvocare il tavolo con le parti sociali al quale la Uil riproporrà un progetto-cardine su welfare e lavoro con un rafforzamento-qualificazione e ristrutturazione del reddito di inserimento in stretta relazione con il prossimo Reddito di Cittadinanza. Il 2018 è stato un anno di partenza per la misura che ha fatto della nostra Regione la prima in Italia ad aver formalizzato un simile percorso di contrasto alla povertà, quanto mai doveroso, attraverso iniziative di pubblica utilità che servono alla vita quotidiana delle nostre comunità. L’esperienza che abbiamo avviato – dice il segretario della Uil – va perciò alimentata ed aggiornata con una più efficace progettualità partendo dalla positività sinora espressa, soprattutto per i servizi ai Comuni, la difesa del territorio e dell’ambiente, e dalla consapevolezza che non possono essere certamente redditi di sussistenza a dare dignità sociale specie a quanti si ritrovano, con famiglia a carico, per età troppo giovani per andare in pensione e troppo “vecchi” per trovare un nuovo lavoro, come i lavoratori in deroga o in cig ordinaria. E’ necessario individuare dunque le date di apertura dei cantieri dando seguito alla bontà del progetto.

Per la Uil il contrasto alla povertà e al disagio sociale resta una priorità che tocca troppe persone. Per questo non basta più il Reddito Minimo di inserimento ma occorrono altre misure più incisive in particolare per accrescere occasioni ed opportunità di lavoro buono e stabile. In attesa di verificare le condizioni del provvedimento nazionale, deve essere proprio il tavolo regionale lo strumento – afferma Vaccaro – per mettere a punto una strategia univoca nazionale-regionale di contrasto alla povertà e al disagio sociale con l’obiettivo di rendere più omogeneo il sistema superando le attuali sperequazioni territoriali. Noi continuiamo a pensare che si debba trasformare una misura passiva del lavoro in una straordinaria occasione di politica attiva del lavoro. Inoltre, i dati Istat confermano che l’Italia ha bisogno di invertire il trend, spostando gli investimenti sulla protezione sociale in un’ottica inclusiva e nello sviluppo della rete dei servizi territoriali per intercettare i nuovi bisogni, legati soprattutto all’andamento demografico, e offrire le adeguate risposte. 
In una situazione politica incerta è dunque necessario porre l’attenzione sul welfare e sui servizi di assistenza alle persone, cogliendo la grande opportunità di sviluppo che questi rappresentano: un grandissimo valore di crescita produttiva, occupazionale, valoriale, culturale nonché di giustizia sociale e di risparmio nel lungo termine. Per tutto questo – conclude – non possiamo perdere altro tempo e dobbiamo “sporcarci le mani” a favore degli ultimi senza lasciarsi distrarre da dinamiche elettorali”.

“Non si possono ulteriormente sottovalutare le conseguenze del ripetuto annuncio dell’ad di Fca, Mike Manley, questa volta venuto alla vigilia del Salone dell'Auto di Detroit, sul cosiddetto adeguamento del piano di investimenti della FCA in Italia a seguito del “pasticcio” provocato dal Governo con l’introduzione dell’ecotassa”. Ad affermarlo è il Segretario Generale della UIL di Basilicata Carmine Vaccaro per il quale “sapere che comunque il piano non viene stoppato”, come dice Manley, non tranquillizza affatto. La contraddizione più evidente è la necessità di un aumento della capacità produttiva per Jeep al fine di soddisfare la crescente domanda dei mercati internazionali. La ventilata proroga dei contratti di solidarietà dei lavoratori della FCA di Melfi è invece la prova più evidente della profonda incertezza sulle nuove produzioni annunciate da tempo. Non possono essere ancora penalizzati i lavoratori di Melfi come degli altri stabilimenti italiani, che hanno già pagato in termini di salario ridotto le scelte del governo dettate da motivazioni a metà strada tra il populismo demagogico e l’ideologico. Come non bastano le dichiarazioni del Ministro del MISE Di Maio sulla "disponibilità a rivedere il provvedimento se poi non si dà alcun seguito alle stesse".
Nel ricordare che il piano industriale FCA presentato ai sindacati prevede 5 miliardi di investimenti dal 2019 al 2021 con la produzione di due nuovi modelli di Jeep a Melfi, Vaccaro sottolinea che “il governo deve sapere che le sue azioni hanno una ricaduta concreta su oltre 7mila lavoratori impiegati a Melfi oltre ad alcune migliaia di altre imprese dell’automotive. Il settore – aggiunge – negli anni ha contribuito in maniera significativa al PIL del Paese e il recente crollo registrato dall’Istat dimostra come la politica non possa non tenerne conto. Introdurre in modo così semplicistico l’ecotassa è una scelta scellerata che non consente “mezze misure”. Noi siamo pronti a fare la nostra parte per tutelare tutti i lavoratori.

Scaricare sulle organizzazioni sindacali la responsabilità della mancata assunzione dei lavoratori Arpab in regime di somministrazione altro non è che un debole alibi: l’Arpab, è il caso di ricordarlo al Direttore Iannicelli, poteva procedere unilateralmente alle assunzioni dello stesso personale ai sensi dell’art. 40 comma 3 del D. lgs. 165/2001 e non lo ha fatto. E’ quanto sostengono la Uil di Basilicata e la Uil Fpl in una nota congiunta a firma dei segretari regionali confederale Carmine Vaccaro e di categoria Giuseppe Verrastro, evidenziando che la manovra di Bilancio definitivamente approvata contiene una chiara norma di deroga al blocco delle assunzioni che va applicata anche in questo caso.
Dunque ben venga il rafforzamento del monitoraggio ambientale del Masterplan di cui l’ARPAB per “mission istituzionale” e per obblighi di legge è tenuta ad assolvere ordinariamente e senza ricorrere a progetti integrativi. Il sindacato si è sempre battuto per costruire percorsi di indipendenza ed autonomia e soprattutto di maggiore credibilità scientifica sulla certezza dei dati ARPAB ed allo stesso tempo ne ha fatto del rispetto incondizionato alla legge un valore mai negoziabile ne tantomeno mistificabile.
La UIL di Basilicata e la UIL FPL intendono chiarire che la causa del mancato raggiungimento dell’accordo è interamente imputabile all’ARPAB che come ha sempre fatto con varie Delibere precedenti ha consumato varie proroghe richiamate nella Delibera 389 del 31/12/2018, nonché attivazione di nuovi contratti senza né informare e tantomeno contrattare con il sindacato ed avendo sforato abbondantemente la percentuale massima consentita dalla legge di lavoro somministrato e tantomeno si può procedere ad una sanatoria per lo sforamento già avvenuto dei contratti somministrati.
Infatti nella seduta del 20 dicembre si è presentata in delegazione trattante sprovvista di qualsiasi dato necessario ad avviare in maniera seria un dibattito sulle questioni e materie oggetto di contrattazione integrativa, impedendo alla UIL FPL di esprimere il proprio consenso in maniera consapevole e ponderata. Ma vi è di più. Sempre nella seduta del 20 l’ARPAB ha rappresentato ai presenti che i contratti di somministrazione sarebbero arrivati a scadenza in data 30 marzo 2019 e non già il 31 dicembre.
Alla luce di quanto rappresentato preme a Uil e Uil Fpl chiarire che nessuna convocazione delle delegazione trattante è stata disposta prima della data del 20 dicembre sull’ordine del giorno relativo alla percentuale di utilizzo del personale somministrato, che l’Agenzia nella seduta del 20 dicembre si è rifiutata verbalmente di richiedere un parere ad organi terzi, tra i quali in primis la Funzione Pubblica, e che nel giro di una settimana l’Agenzia ha fornito dati diversi e contraddittori in merito alle percentuali di utilizzo del personale somministrato nonché scadenze contrattuali.
Dei predetti dati sul personale in somministrazione tutte le organizzazioni sindacali avrebbero dovuto avere piena conoscenza tramite l’informativa obbligatoria prevista all’art. 32 comma 3 CCNL 20/09/2001.
Insomma, siamo alle solite. L’ARPAB si è presentata all’importante riunione solo a fine dicembre senza aver fatti i compiti a casa ovvero omettendo di fornire tutti gli elementi necessari ad assumere una decisione congiunta, fornendo dati carenti, contraddittori, addirittura mutati nel corso dei giorni.
Sorprende tale modalità di conduzione della contrattazione integrativa nonché la superficialità con cui l’Amministrazione affronta tematiche così importanti sia per gli interessi stessi dell’Agenzia sia per gli interessi di quei poveri lavoratori che da oggi sono senza lavoro.
Sconcerta inoltre il tentativo pubblico di scaricare sulla parte privata, ed in particolare, sul sindacato, tale superficialità ed il conseguente ritardo nella determinazione sullo “sforamento” dei limiti di assunzione di lavoratori in somministrazione.
La UIL e la UIL FPL ribadiscono di essere pienamente a favore dell’aumento occupazionale, purché questo sia posto in essere con concorsi pubblici, avvisi pubblici a tempo determinato e soprattutto nel rispetto dei limiti e degli obiettivi di legge, delle procedure di concertazione e delle disposizioni del CCNL, nonché del principio di buon andamento e di imparzialità della pubblica amministrazione.
Il sindacato, la UIL e la UIL FPL nei prossimi giorni avvieranno iniziative formali volte a tutelare l’onorabilità del sindacato e la tutela dei lavoratori nonché ad interessare gli organi competenti compreso l’ispettorato del lavoro, dell’intera questione.

Continua la vessazione dei pensionati. In tre anni la manovra sottrae 2,5 miliardi di euro dalle tasche dei pensionati intervenendo nuovamente sull’adeguamento delle pensioni all’inflazione.

Anche i pensionati di Basilicata faranno sentire la propria voce per denunciare l’ipocrisia del Governo che con una mano sembrerebbe dare ma con l’altra certamente toglie.

Pur essendo un periodo di festività, le strutture di SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL parteciperanno alla mobilitazione nazionale mediante due presidi, a POTENZA in Piazza Mario Pagano dalle ore 10 alle ore 12 di venerdì 28 dicembre e a MATERA il giorno seguente, 29 dicembre, in Piazza Vittorio Veneto dalle ore 10 alle ore 12, per protestare contro la Legge di Bilancio 2019 ed in particolare contro le misure relative all'adeguamento delle pensioni.

“Il SUD e quindi anche la Basilicata di fronte alla manovra del Governo non possono pensare di uscirsene con il tradizionale “speriamo che me la cavo” ma devono mettere in campo iniziative ed azioni quanto più incalzanti ed incisive possibili per puntare a modificare ed indicare la strada da seguire in tutt’altra direzione”: è il messaggio che Anna Gruosso della Uil Pensionati Basilicata ha lanciato a Napoli intervenendo alla riunione degli attivi Cgil, Cisl, Uil delle regioni meridionali. “Abbiamo bisogno – ha detto ancora Gruosso -di servizi sociosanitari. Incrementare in modo strutturale – le risorse per le politiche socio assistenziali, coordinandole e finalizzandole allo sviluppo dei servizi alla persona ed alla famiglia. Definire, per tutte le aree di bisogno, i livelli essenziali delle prestazioni sociali come diritti soggettivi esigibili. Garantire, da parte di tutti i livelli istituzionali, processi di integrazione tra sociale e sanitario. Sulla povertà facciamo chiarezza perché nessuno si illuda che il Reddito di Cittadinanza – che è ancora un oggetto sconosciuto - possa risolvere il diffuso disagio sociale. Prevale la politica assistenzialistica in nome e per conto del cosiddetto contratto di governo e di tesi populistiche in esso contenute. Invece è significativa l’esperienza della Regione Basilicata che di recente ha prorogato il Reddito Minimo di Inserimento per 2.226 cittadini lucani. E ancora: l’avvio del Reddito d’Inclusione (REI) ha rappresentato un evento molto importante per il nostro Paese che si è finalmente dotato di una misura nazionale, strutturale ed organica di contrasto alla povertà. L’esperienza del REI non può essere dispersa anzi deve essere confermata e rafforzata per il suo valore di inclusione anche nell’annunciato reddito di cittadinanza di cui ad oggi non si conoscono le caratteristiche. Sarà importante proseguire e rafforzare, con la quota dedicata del Fondo Povertà, il percorso di potenziamento dei Servizi sociali per l’inclusione. Siamo preoccupati: l'universalità e la sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale sono fortemente messi a rischio dalle scelte politiche, operate in questi anni di progressivo definanziamento. Con le liste di attesa che crescono e non si riducono colpendo soprattutto gli anziani. Ma – ha detto Gruosso - il SUD ha bisogno di maggiori Investimenti per favorire Crescita e Sviluppo per dare lavoro ai Giovani e servizi adeguati ai Cittadini e Pensionati. Viviamo in una società in cui è forte il conflitto generazionale tra giovani e anziani, un conflitto che ha impoverito il Paese. È necessario non percorrere la strada del conflitto e della rassegnazione, ma impegnarsi, rimboccarsi le maniche avere voglia di partecipare. Solo insieme si può proseguire per andare nella direzione giusta. Quella del lavoro. Vogliamo il lavoro per i nostri figli. Vogliamo che i nostri figli con i nostri nipoti possono avere un futuro meglio del nostro. Vogliamo che i nostri figli insieme ai nostri nipoti possono vivere nella loro terra”.

Grazie al lavoro svolto dal CRC INAIL di Basilicata, anche i medici dell’INAIL potranno usare il ricettario fornito dalla Regione, al pari dei medici del Servizio Sanitario Regionale.

Lo rendono noto il presidente del CRC, Donato Rosa (UILTuCS), e la vice presidente Vitalba Acquasanta (Confapi Matera), che hanno sensibilizzato la Giunta Regionale in tal senso.

La Regione Basilicata e la Direzione Regionale INAIL, infatti, hanno sottoscritto di recente una convenzione per l’erogazione di prestazioni di riabilitazione incluse nei livelli integrativi di assistenza.

“Si tratta di un grande risultato per i lavoratori e i cittadini lucani – precisano i vertici del Comitato Regionale di Coordinamento dei CO.CO.PRO. di Basilicata - perché gli infortunati sul lavoro e i tecnopatici non dovranno più recarsi presso il proprio medico per farsi prescrivere visite specialistiche o altre prestazioni del servizio sanitario”.

Consentendo ai medici del’INAIL, in occasione delle visite, di utilizzare il ricettario regionale, dunque, si avrà una più efficace e tempestiva erogazione delle prestazioni sanitarie e/ambulatoriali in favore degli infortunati sul lavoro e dei tecnopatici, con l’ulteriore effetto di riduzione dei tempi di attesa e di controllo della spesa sanitaria.

“Abbiamo pensato a facilitare la vita del lavoratore che, già alle prese con l’infortunio, non deve essere ulteriormente oberato di altre incombenze oggettivamente evitabili - conclude il presidente Rosa - in tal modo il CRC INAIL di Basilicata aumenta il proprio impegno sociale per tutti gli assicurati, sia che subiscano infortuni sul lavoro, sia che contraggano malattie causate dall’attività lavorativa”.

“Rivolgiamo un appello alla Regione Basilicata e alla Direzione Regionale INAIL perché diano immediata attuazione alla convenzione sottoscritta”.

 

“La partita del petrolio si gioca e si vince se siamo tutti quanti insieme, diversamente troveremo pure qualche isola felice ma non risolve il problema della Basilicata, risolve il problema di un Paese”. Carmine Vaccaro, segretario regionale della Basilicata della Uil, intervistato per la trasmissione Report di Rai3, nell’inchiesta “Un tanto al barile”, di Luca Chianca, con la collaborazione di Carla Rumor e Norma Ferrara, ha ribadito la posizione del sindacato su temi sempre più di attualità e all’attenzione non solo nella nostra regione. Per capire come altri Paesi investano le risorse derivanti dai tributi che le compagnie petrolifere pagano in cambio delle concessioni le telecamere di Report sono andate in Norvegia dove c'è il più grande dei fondi sovrani. Oggi vale oltre 850 miliardi di euro e investe in tutto il mondo. Solo in Italia ha investito 5,1 miliardi di dollari in titoli di stato e oltre 11 miliardi di dollari in azioni di 117 società tra cui anche la nostra Eni.
“E’ la nostra idea da sempre – dice Vaccaro - la Basilicata dovrebbe essere una delle regioni più ricche d'Italia. Solo l'Eni in cambio dell'estrazione del petrolio ha versato 1,6 miliardi di euro in poco meno di 20 anni. Soldi che dovrebbero essere spesi per rilanciare l'economia lucana. Report, invece, nell’inchiesta, “ha scoperto” che ben 170 milioni sono stati usati per tappare i buchi di sanità e istruzione universitaria. In tutti questi anni è mancata una visione a livello nazionale di cosa si debba fare con tutti questi soldi. La scelta del Fondo sovrano regionale – vorrei ricordarlo - è ispirato da due sentimenti-guida: quello della generatività delle commodities da far attecchire alla economia delle famiglie e delle imprese lucane, massimizzandone i risultati. E poi il sentimento della generosità e della ‘distesa sul futuro’ spostando quote cospicue degli introiti verso le nuove generazioni. Il Fondo – la nostra idea è sul modello norvegese tradotto nelle competenze e nella strumentazione regionale - arricchito da un impiego prudente sul mercato finanziario, proietta la programmazione al futuro e al dopo-petrolio alimentando un flusso di risorse utili, sia come accumulo di ‘previdenza sociale’ per i cittadini lucani e sia per costituire uno stock di risorse a ‘tesoreria regionale’, da investire nello sviluppo del territorio. Nei prossimi 10-20 anni l’indotto del barile petrolifero genera 10-12 miliardi di euro, comprensivi dell’introito dell’ Ires ottenuto con la negoziazione sullo Sblocca Italia. A questi valori si possono aggiungere ulteriori risorse rivenienti da politiche di valorizzazione dell’acqua (e dalle concessioni per lo sfruttamento di acque minerali attualmente incassate dalla Regione) e dei prodotti delle foreste demaniali (quantificabili in circa 18,6 Meuro di introiti all’anno). Il Fondo rimarrebbe investito fino alla sua scadenza (fra 70-80 anni) e, con una gestione accorta (Norway Model), potrebbe avere un rendimento annuo medio prudenziale del 3-4% e quindi fruttare, a scadenza, circa 56-60 miliardi. L’obiettivo del Fondo non è quello di erogare immediatamente provvigioni ai cittadini, ma di creare una riserva di valore crescente, da spendere quando il petrolio scemerà, per ristorare le future generazioni, stimando una curva di invecchiamento della popolazione.
C’é dunque una relazione stretta tra i ‘beni comuni’, l’identità ed il futuro della regione. L’ ha spiegata bene Giuseppe De Rita (Censis). Una relazione che tuttavia deve essere intessuta, architettata perché non è un dato naturale. Ci vogliono le basi di un nuovo costruire per combinare la risorsa idrica, quella appenninico-forestale e del paesaggio e quella dell’energia petrolifera. Quanto al rapporto lavoro-ambiente-comunità – aggiunge Vaccaro - in tutto il mondo è sempre stato inclinato; spetta alla capacità e alla qualità di governo delle classi dirigenti e politiche ristabilire l’equilibrio corretto recuperando anni perduti. Come spetta alla Regione riscrivere le regole, chiamando il Governo alle proprie responsabilità. Lo sforzo che chiediamo alla Total come abbiamo fatto in precedenza all’Eni inoltre è di non guardare solo al profitto”.

Pagina 1 di 3