Il bonus luce, gas e acqua 2018 è un’agevolazione, della durata di 12 mesi, che riconosce uno sconto sulla bolletta per la fornitura dell’energia elettrica, del gas naturale e dell'acqua mirata ad aiutare le famiglie disagiate.
Ogni anno ARERA (Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico) entro il 31 Dicembre aggiorna e comunica gli sconti annuali che spettano alle famiglie.
In previsione di questa prossima scadenza l’Adoc ricorda agli utenti quali sono i requisiti per accedervi e come fare richiesta del bonus luce, gas e acqua.
Per usufruire dell’agevolazione sulla fornitura dell’energia elettrica è fondamentale, innanzitutto, essere in possesso di un reddito ISEE basso, il quale non deve superare € 8.107,50. Per le famiglie con più di 3 figli a carico, riconosciuta quindi come “famiglia numerosa” dalla normativa sul bonus, il limite del reddito ISEE sale fino a € 20.000,00.
Tuttavia non basta avere solo un reddito basso per avere diritto al bonus luce. Tale agevolazione, infatti, è disponibile solo per i clienti domestici (imprese, professionisti, ditte individuali o società non possono avvalersene) che hanno installato, nella propria abitazione di residenza, un contatore elettrico fino ai 3 kw per le famiglie con massimo 4 persone e a 4,5 kw per quelle con un numero maggiore di residenti.
Esiste anche un bonus luce per disagio fisico, cumulabile con il bonus luce per reddito basso: tutti i clienti domestici che in casa hanno una persona costretta all’utilizzo di apparecchiature elettromedicali per la sopravvivenza della persona, avranno diritto a trarne beneficio. In tal caso sarà basilare farsi rilasciare dalla ASL un certificato sanitario che attesti l’indispensabilità di utilizzare tali apparecchiature, il tipo e l’indirizzo presso il quale è installata, oltre alla data di installazione e di inizio all’uso da parte del paziente.
Per quanto riguarda il bonus gas, come per quello luce, sarà disponibile per tutti i clienti domestici che hanno intestata una fornitura di gas naturale nella casa di residenza, dunque non avrà valenza per coloro che sono forniti da gas in bombola o a GPL. Requisito principale sarà sempre l’ISEE pari o inferiore a € 8.107,50 (con limite di € 20.000,00 per le famiglie con più di 3 figli a carico) e il contatore del gas non superiore a G6.
Coloro rientrino nei suddetti requisiti potranno recarsi presso il CAF e compilare l’apposito modulo per presentare la “domanda bonus sociale”. Dopodiché sarà stesso il CAF ad inviare tutta la documentazione al Comune, il quale - avvalendosi del Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche (SGAte) - gestirà la richiesta o il rinnovo della domanda, fornendo al cittadino beneficiario informazioni riguardanti la data d’inizio, la scadenza, l’importo spettante e i termini per rinnovare il bonus.
Si ricorda che per presentare una nuova “domanda bonus speciale”, sarà necessario ottenere la Dichiarazione Unica Sostitutiva (DSU) dell’anno in corso completa del valore ISEE. Il rilascio di tale documento avviene solitamente in circa 10 giorni lavorativi e può essere richiesto all’INPS; pertanto, se il bonus sociale è prossimo alla scadenza, si consiglia di tenere in considerazione i suddetti tempi di rilascio. In ogni caso un eventuale ritardo non farà decadere il beneficio, ma ne sposterà solamente la data di attivazione.
I consumatori possono anche chiedere maggiori informazioni all’Adoc di Basilicata nelle sedi di Potenza in Via Stigliani 2 (c/o Centro sociale) e Via Napoli 3, di Matera in Via Annunziatella 34, di Sant’Arcangelo in Piazza de Gasperi 10, di Marsicovetere in Via P. Festa Campanile 3.

 

Il segretario della Uil ha insistito nell’obiettivo di valorizzare bene, in modo forte e convincente il progetto di cambiamento della Uil, già molto approfondito in diverse e significative iniziative. Certo aggiornandolo ed arricchendolo. Le nostre coordinate ed i capisaldi del nostro programma li dobbiamo tradurre in lavoro sindacale coerente e compartecipato. Dobbiamo privilegiare l’insieme dei contenuti e proposte e dobbiamo tradurre la nostra ‘geografia dei valori’ in una maggiore diffusione nei territori, oltre che nelle categorie e tra la gente.
Vaccaro ha ricordato che la griglia del ‘progetto di Basilicata’, ispirato e costruito dalla Uil insieme al Censis, parte dal convincimento che le tre risorse acqua, energia e patrimonio eco-forestale sono tre assi di ragionamento, tre possibili fattori di cambiamento per promuovere lo sviluppo locale della regione e che dallo svolgimento, dalla attuazione di politiche legate alla valorizzazione di queste risorse si possono ricavare margini per il lavoro e la crescita della regione. Sono i ‘quaderni` che per noi sono alla base di un nuovo modo di governare la regione. Diffondere la cultura dei nostri beni comuni, del ‘saper vivere e lavorare’ con essi, del non ritenerci estranei alla loro conservazione e valorizzazione produttiva, una riappropriazione da parte delle comunità, del mondo giovanile culturale, di chi già opera. E costruire relazioni, modernizzare portare sui mercati i beni comuni lucani come nostra identità nel mondo globale. Questo è l’asse fondamentale per essere soggetti attivi di trasformazione sociale e produttiva. E su questi temi rivendicare una vera svolta delle politiche regionali.
Nonostante abbiamo prodotto uno sforzo di lavoro ideativo e propositivo davvero straordinario e abbiamo elaborato una filigrana di visioni e proposte per supportare una nuova concezione del cambiamento economico e sociale della regione – ha continuato- serve un nuovo slancio programmatico. L’idea di fondo è che la Basilicata, con una programmazione ‘vera’, dovrà ripensarsi dentro un sistema che metta in sicurezza l’ambiente rafforzi la piattaforma logistica agroindustriale e in pari tempo riunisca in un quadro sostenibile le risorse del petrolio e la vocazione delle aree interne, consolidando così la sua funzione non solo di cerniera ma anche di vero polo produttivo lucano ‘di mezzo’ fra i due distretti metropolitani campano e pugliese.
Ora noi, il sindacato - che le recenti indagini demoscopiche ci dicono siamo tra i primi su scala nazionale a mantenere buoni livelli di sindacalizzazione, quando le tendenze in altre regioni sono negative - ha nuovi compiti da svolgere. Deve saper coniugare le sue essenziali funzioni tradizionali e storiche di contrattazione e difesa del lavoro e di chi esce dal mercato del lavoro e di partenariato sociale ed economico, che devono essere mantenute, con uno sforzo aggiuntivo, innovativo. La sfida – ha continuato - è di essere anche artefice di progettualità, incubatore di idee e soggetto proattivo sul territorio per far avanzare nuovi processi di sviluppo e di crescita degli spazi di partecipazione. 
Uno dei compiti urgenti – ha concluso Vaccaro - è di far comprendere a tutti che il sindacato la Uil nelle nostre realtà sta cambiando e si offre come risorsa civica, senza barriere, come luogo di crescita e di diffusione di un nuovo modello di convivere nelle regione più libero, più produttivo, ricordando che promuovere, spingere per una maggiore e più qualificata produttività del sistema, oggi è fondamentale”.

 Il segretario della Uil ha insistito nell’obiettivo di valorizzare bene, in modo forte e convincente il progetto di cambiamento della Uil, già molto approfondito in diverse e significative iniziative. Certo aggiornandolo ed arricchendolo. Le nostre coordinate ed i capisaldi del nostro programma li dobbiamo tradurre in lavoro sindacale coerente e compartecipato. Dobbiamo privilegiare l’insieme dei contenuti e proposte e dobbiamo tradurre la nostra ‘geografia dei valori’ in una maggiore diffusione nei territori, oltre che nelle categorie e tra la gente.
Vaccaro ha ricordato che la griglia del ‘progetto di Basilicata’, ispirato e costruito dalla Uil insieme al Censis, parte dal convincimento che le tre risorse acqua, energia e patrimonio eco-forestale sono tre assi di ragionamento, tre possibili fattori di cambiamento per promuovere lo sviluppo locale della regione e che dallo svolgimento, dalla attuazione di politiche legate alla valorizzazione di queste risorse si possono ricavare margini per il lavoro e la crescita della regione. Sono i ‘quaderni` che per noi sono alla base di un nuovo modo di governare la regione. Diffondere la cultura dei nostri beni comuni, del ‘saper vivere e lavorare’ con essi, del non ritenerci estranei alla loro conservazione e valorizzazione produttiva, una riappropriazione da parte delle comunità, del mondo giovanile culturale, di chi già opera. E costruire relazioni, modernizzare portare sui mercati i beni comuni lucani come nostra identità nel mondo globale. Questo è l’asse fondamentale per essere soggetti attivi di trasformazione sociale e produttiva. E su questi temi rivendicare una vera svolta delle politiche regionali.
Nonostante abbiamo prodotto uno sforzo di lavoro ideativo e propositivo davvero straordinario e abbiamo elaborato una filigrana di visioni e proposte per supportare una nuova concezione del cambiamento economico e sociale della regione – ha continuato- serve un nuovo slancio programmatico. L’idea di fondo è che la Basilicata, con una programmazione ‘vera’, dovrà ripensarsi dentro un sistema che metta in sicurezza l’ambiente rafforzi la piattaforma logistica agroindustriale e in pari tempo riunisca in un quadro sostenibile le risorse del petrolio e la vocazione delle aree interne, consolidando così la sua funzione non solo di cerniera ma anche di vero polo produttivo lucano ‘di mezzo’ fra i due distretti metropolitani campano e pugliese.
Ora noi, il sindacato - che le recenti indagini demoscopiche ci dicono siamo tra i primi su scala nazionale a mantenere buoni livelli di sindacalizzazione, quando le tendenze in altre regioni sono negative - ha nuovi compiti da svolgere. Deve saper coniugare le sue essenziali funzioni tradizionali e storiche di contrattazione e difesa del lavoro e di chi esce dal mercato del lavoro e di partenariato sociale ed economico, che devono essere mantenute, con uno sforzo aggiuntivo, innovativo. La sfida – ha continuato - è di essere anche artefice di progettualità, incubatore di idee e soggetto proattivo sul territorio per far avanzare nuovi processi di sviluppo e di crescita degli spazi di partecipazione. 
Uno dei compiti urgenti – ha concluso Vaccaro - è di far comprendere a tutti che il sindacato la Uil nelle nostre realtà sta cambiando e si offre come risorsa civica, senza barriere, come luogo di crescita e di diffusione di un nuovo modello di convivere nelle regione più libero, più produttivo, ricordando che promuovere, spingere per una maggiore e più qualificata produttività del sistema, oggi è fondamentale”.