Il segretario Generale della UIL di Basilicata, su La Repubblica, analizza le questioni alla base dello sviluppo in Basilicata.

 Fondo Sovrano: per lo sviluppo le “royalties” del petrolio per creare lavoro e frenare l’emigrazione dei giovani. 

Risorse naturali: boschi e acque le vere opportunità per il turismo.
Infrastrutture: la “ZES” deve diventare la piattaforma logistica del Mediterraneo.

 

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Dopo tante discussioni e pressioni il “Bando RMI per i lavoratori fuoriusciti dalle platee della mobilità ordinaria ed in deroga per l’inserimento in attività idraulico-forestali” è, finalmente, stato pubblicato e, dal 15 febbraio, i lavoratori interessati possono già presentare domanda.
“Era da tempo che CGIL-CISL-UIL ponevano il tema dei lavoratori che erano stati estromessi dal mondo produttivo ed erano rimasti scoperti di Ammortizzatori Sociali essendo venuta meno la possibilità di ingresso e di proroga della mobilità in deroga. Oggi possiamo dire, con grande soddisfazione, che anche questa platea di ex lavoratori avranno la possibilità di essere inseriti in un contesto che non è un mero ambito di “limbo di attesa” e/o di assistenzialismo. Infatti, come gli altri lavoratori precedentemente inseriti nella “fascia A” del RMI, anche coloro i quali saranno inseriti nella lista dei beneficiari del progetto avranno la possibilità di riappropriarsi della dignità, perduta, di tornare ad essere lavoratori e rientrare nel mercato del lavoro attraverso l’utilizzo in attività idraulico-forestali. Parliamo di una misura già avviata nel 2018 e che sicuramente ha dato buoni risultati nonostante la consapevolezza che il tutto è migliorabile.
Ribadiamo la necessità che in regione Basilicata si dia maggiore centralità alle politiche forestali che sono anche politiche ambientali, paesaggistiche e turistiche. È giunto il momento di parlare con chiarezza di una Forestazione che può e, a nostro parere, deve diventare un vero e proprio motore dell’economia della nostra Regione, anche attraverso l’inserimento di queste nuove unità lavorative ai quali si ridà, con il percorso di cui trattasi, piena dignità sociale di lavoratori".

Le domande possono essere presentate a partire dal 15 febbraio 2019 ed il termine ultimo è fissato alle ore 12.00 del 1° Aprile 2019.
I requisiti previsti per la presentazione delle domande sono:
1. Aver compiuto il 18° anno di età e non aver raggiunto l’età pensionabile;
2. Essere residenti in Basilicata;
3. Essere fuoriusciti dalle platee dei lavoratori in mobilità ordinaria ed in deroga e non essere percettori di altre forme di sostegno al reddito;
4. Non siano titolari di assegno di invalidità civile e/o di altro trattamento pensionistico o di rendita INAIL superiore a € 400,00 mensili;
5. Non siano inabili al lavoro;
6. Presentino un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a € 15.500,00.


I cittadini in possesso dei requisiti precedenti, dovranno presentare domanda compilando il formulario di domanda presente sul portale della Regione Basilicata http:/www.regionebasilicata.it ed andando sulla voce “Avvisi e Bandi”.

Le sedi di CGIL-CISL-UIL, comunque, sono a disposizione per i chiarimenti che, nel caso, i cittadini dovranno richiedere.

La manifestazione nazionale unitaria #FuturoalLavoro proclamata da Cgil, Cisl e Uil, per sabato 9 febbraio a Roma, inizialmente prevista a Piazza del Popolo, è stata spostata a Piazza San Giovanni.

«La decisione dello spostamento - spiegano le tre confederazioni - è stata presa per la necessità di trovare una piazza più capiente vista la grande adesione prevista».
La manifestazione è stata indetta da Cgil, Cisl e Uil a sostegno della piattaforma unitaria con la quale le tre confederazioni avanzano le loro proposte e per chiedere al Governo di aprire un confronto serio e di merito sulle scelte da prendere per il Paese.
Creazione di lavoro di qualità, investimenti pubblici e privati a partire dalle infrastrutture, politiche fiscali giuste ed eque, rivalutazione delle pensioni, interventi per valorizzare gli assi strategici per la tenuta sociale del Paese, a partire dal welfare, dalla sanità, dall´istruzione, dalla Pubblica Amministrazione e dal rinnovo dei contratti pubblici, maggiori risorse per i giovani, le donne e il Mezzogiorno. Queste, in sintesi, le priorità di Cgil, Cisl e Uil per la crescita del nostro Paese. Temi che saranno al centro della mobilitazione del 9 febbraio.
Il concentramento dei manifestanti è previsto in piazza della Repubblica alle ore 9.00, dove partirà il corteo che raggiungerà piazza San Giovanni per il comizio conclusivo dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Con la diffusione dei dati Inps di dicembre, si chiude con circa 4 milioni 700 mila ore di cassa integrazione guadagni concesse in Basilicata, il bilancio 2018. E’ sempre la straordinaria ad “allarmare” (2milioni 700 mila ore) con un aumento di più 83,2% in un anno rispetto ad un andamento molto differente dell’ordinaria (2 milioni di ore) che segna un decremento annuo del 31,8%. Lo riferisce la Uil di Basilicata sulla base dei dati Inps. I valori della cassa integrazione sembrano essere tornati quelli precrisi. Vi è però una parte dell’occupazione che continua a perdere il lavoro. Continuano a crescere, infatti, le domande di Naspi che da noi in Basilicata raggiungono nel periodo gennaio-novembre, le 20.513 unità. Quante delle domande derivino da procedure di licenziamento a seguito della fine del periodo della cassa integrazione e quante, invece, siano la conseguenza di contratti a termine scaduti e non rinnovati non è dato conoscerlo.

Se osserviamo, però, i dati Inps sulle nuove attivazioni di rapporti di lavoro, emerge chiaramente - commenta il segretario generale regionale Carmine Vaccaro - la flessione di rapporti di lavoro a termine ed in somministrazione in concomitanza dell’entrata in vigore del Decreto Dignità. Ciò ci induce a ritenere che la crescita delle domande di disoccupazione sia anche l’effetto delle novità di un decreto dignità che è stato poco attento alle esigenze di flessibilità di ogni singolo settore e dell’importante ruolo che sulle tipologie contrattuali può svolgere la contrattazione collettiva.
Naturale è stato, quindi, procedere a trasformazioni a tempo indeterminato di alcuni contratti a termine, come dimostrano i dati della crescita dei contratti standard, anche se si tratta di un trend già presente dall’inizio dell’anno dove probabilmente a fare la differenza è stato soprattutto il vigente sistema di incentivi.
E’ evidente - aggiunge - che servono investimenti per creare posti di lavoro, altrimenti l´occupazione strutturale e di qualità non crescerà. La direzione giusta è ancora quella del lavoro, del nuovo lavoro e di una compagine sindacale che vira, svolta verso nuove definizioni. Noi ci attendiamo una discontinuità nei metodi di governo e nelle politiche di sviluppo e ci dobbiamo attrezzare per elevare il livello del confronto. Ma siamo consapevoli che le questioni strutturali da affrontare nel paese e nella regione sono quelle su cui abbiamo appuntato la nostra attenzione nei mesi scorsi. Investi- menti e diminuzione del fisco a lavoratori dipendenti e pensionati per rilanciare i consumi interni, sono importanti richieste che porteremo in piazza nella grande manifestazione unitaria nazionale del prossimo 9 febbraio.

“L’evento “Welfare Basilicata. Un anno dopo” che la Giunta Regionale ha promosso per il 25 gennaio prossimo allo scopo di fare il punto sui temi della lotta alla povertà, delle azioni a sostegno delle disabilità e del sociale come motore di sviluppo capace di creare posti di lavoro qualificati è la scadenza ravvicinata per indicare i tempi, per noi immediati, le modalità e i contenuti del nuovo bando sul Reddito minimo di inserimento”. E’ quanto sostiene il segretario generale della Uil Basilicata Carmine Vaccaro, sollecitando l’assessore Cifarelli, di intesa con la Franconi nel doppio ruolo di presidente facente funzioni e assessore alla Salute-Welfare, a riconvocare il tavolo con le parti sociali al quale la Uil riproporrà un progetto-cardine su welfare e lavoro con un rafforzamento-qualificazione e ristrutturazione del reddito di inserimento in stretta relazione con il prossimo Reddito di Cittadinanza. Il 2018 è stato un anno di partenza per la misura che ha fatto della nostra Regione la prima in Italia ad aver formalizzato un simile percorso di contrasto alla povertà, quanto mai doveroso, attraverso iniziative di pubblica utilità che servono alla vita quotidiana delle nostre comunità. L’esperienza che abbiamo avviato – dice il segretario della Uil – va perciò alimentata ed aggiornata con una più efficace progettualità partendo dalla positività sinora espressa, soprattutto per i servizi ai Comuni, la difesa del territorio e dell’ambiente, e dalla consapevolezza che non possono essere certamente redditi di sussistenza a dare dignità sociale specie a quanti si ritrovano, con famiglia a carico, per età troppo giovani per andare in pensione e troppo “vecchi” per trovare un nuovo lavoro, come i lavoratori in deroga o in cig ordinaria. E’ necessario individuare dunque le date di apertura dei cantieri dando seguito alla bontà del progetto.

Per la Uil il contrasto alla povertà e al disagio sociale resta una priorità che tocca troppe persone. Per questo non basta più il Reddito Minimo di inserimento ma occorrono altre misure più incisive in particolare per accrescere occasioni ed opportunità di lavoro buono e stabile. In attesa di verificare le condizioni del provvedimento nazionale, deve essere proprio il tavolo regionale lo strumento – afferma Vaccaro – per mettere a punto una strategia univoca nazionale-regionale di contrasto alla povertà e al disagio sociale con l’obiettivo di rendere più omogeneo il sistema superando le attuali sperequazioni territoriali. Noi continuiamo a pensare che si debba trasformare una misura passiva del lavoro in una straordinaria occasione di politica attiva del lavoro. Inoltre, i dati Istat confermano che l’Italia ha bisogno di invertire il trend, spostando gli investimenti sulla protezione sociale in un’ottica inclusiva e nello sviluppo della rete dei servizi territoriali per intercettare i nuovi bisogni, legati soprattutto all’andamento demografico, e offrire le adeguate risposte. 
In una situazione politica incerta è dunque necessario porre l’attenzione sul welfare e sui servizi di assistenza alle persone, cogliendo la grande opportunità di sviluppo che questi rappresentano: un grandissimo valore di crescita produttiva, occupazionale, valoriale, culturale nonché di giustizia sociale e di risparmio nel lungo termine. Per tutto questo – conclude – non possiamo perdere altro tempo e dobbiamo “sporcarci le mani” a favore degli ultimi senza lasciarsi distrarre da dinamiche elettorali”.

“Non si possono ulteriormente sottovalutare le conseguenze del ripetuto annuncio dell’ad di Fca, Mike Manley, questa volta venuto alla vigilia del Salone dell'Auto di Detroit, sul cosiddetto adeguamento del piano di investimenti della FCA in Italia a seguito del “pasticcio” provocato dal Governo con l’introduzione dell’ecotassa”. Ad affermarlo è il Segretario Generale della UIL di Basilicata Carmine Vaccaro per il quale “sapere che comunque il piano non viene stoppato”, come dice Manley, non tranquillizza affatto. La contraddizione più evidente è la necessità di un aumento della capacità produttiva per Jeep al fine di soddisfare la crescente domanda dei mercati internazionali. La ventilata proroga dei contratti di solidarietà dei lavoratori della FCA di Melfi è invece la prova più evidente della profonda incertezza sulle nuove produzioni annunciate da tempo. Non possono essere ancora penalizzati i lavoratori di Melfi come degli altri stabilimenti italiani, che hanno già pagato in termini di salario ridotto le scelte del governo dettate da motivazioni a metà strada tra il populismo demagogico e l’ideologico. Come non bastano le dichiarazioni del Ministro del MISE Di Maio sulla "disponibilità a rivedere il provvedimento se poi non si dà alcun seguito alle stesse".
Nel ricordare che il piano industriale FCA presentato ai sindacati prevede 5 miliardi di investimenti dal 2019 al 2021 con la produzione di due nuovi modelli di Jeep a Melfi, Vaccaro sottolinea che “il governo deve sapere che le sue azioni hanno una ricaduta concreta su oltre 7mila lavoratori impiegati a Melfi oltre ad alcune migliaia di altre imprese dell’automotive. Il settore – aggiunge – negli anni ha contribuito in maniera significativa al PIL del Paese e il recente crollo registrato dall’Istat dimostra come la politica non possa non tenerne conto. Introdurre in modo così semplicistico l’ecotassa è una scelta scellerata che non consente “mezze misure”. Noi siamo pronti a fare la nostra parte per tutelare tutti i lavoratori.

Cgil, Cisl, Uil valutano positivamente il percorso di mobilitazione svoltosi negli scorsi mesi a sostegno della piattaforma unitaria. Il consenso delle decine di migliaia di lavoratori, pensionati e giovani alle proposte di Cgil, Cisl, Uil, emerso in occasione delle centinaia di assemblee organizzate su tutto il territorio nazionale, è stato pressoché unanime ed ha rappresentato un primo importante momento di confronto e discussione delle proposte sindacali con i lavoratori e i pensionati italiani sul documento consegnato nello scorso mese di dicembre al Presidente del Consiglio che si era impegnato a dare continuità al confronto, mai avvenuto, su alcuni capitoli indicati dal Sindacato.
La legge di bilancio, appena approvata, ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili che non hanno trovato riscontro nella legge di stabilità avanzata dal Governo.
Pertanto, per sostenere le proposte unitarie contenute nella piattaforma sottoposta ai lavoratori da Cgil, Cisl, Uil, per cambiare le scelte dell’Esecutivo e per aprire un confronto serio e di merito, Cgil, Cisl, Uil organizzeranno una grande manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma sabato 9 febbraio.

Scaricare sulle organizzazioni sindacali la responsabilità della mancata assunzione dei lavoratori Arpab in regime di somministrazione altro non è che un debole alibi: l’Arpab, è il caso di ricordarlo al Direttore Iannicelli, poteva procedere unilateralmente alle assunzioni dello stesso personale ai sensi dell’art. 40 comma 3 del D. lgs. 165/2001 e non lo ha fatto. E’ quanto sostengono la Uil di Basilicata e la Uil Fpl in una nota congiunta a firma dei segretari regionali confederale Carmine Vaccaro e di categoria Giuseppe Verrastro, evidenziando che la manovra di Bilancio definitivamente approvata contiene una chiara norma di deroga al blocco delle assunzioni che va applicata anche in questo caso.
Dunque ben venga il rafforzamento del monitoraggio ambientale del Masterplan di cui l’ARPAB per “mission istituzionale” e per obblighi di legge è tenuta ad assolvere ordinariamente e senza ricorrere a progetti integrativi. Il sindacato si è sempre battuto per costruire percorsi di indipendenza ed autonomia e soprattutto di maggiore credibilità scientifica sulla certezza dei dati ARPAB ed allo stesso tempo ne ha fatto del rispetto incondizionato alla legge un valore mai negoziabile ne tantomeno mistificabile.
La UIL di Basilicata e la UIL FPL intendono chiarire che la causa del mancato raggiungimento dell’accordo è interamente imputabile all’ARPAB che come ha sempre fatto con varie Delibere precedenti ha consumato varie proroghe richiamate nella Delibera 389 del 31/12/2018, nonché attivazione di nuovi contratti senza né informare e tantomeno contrattare con il sindacato ed avendo sforato abbondantemente la percentuale massima consentita dalla legge di lavoro somministrato e tantomeno si può procedere ad una sanatoria per lo sforamento già avvenuto dei contratti somministrati.
Infatti nella seduta del 20 dicembre si è presentata in delegazione trattante sprovvista di qualsiasi dato necessario ad avviare in maniera seria un dibattito sulle questioni e materie oggetto di contrattazione integrativa, impedendo alla UIL FPL di esprimere il proprio consenso in maniera consapevole e ponderata. Ma vi è di più. Sempre nella seduta del 20 l’ARPAB ha rappresentato ai presenti che i contratti di somministrazione sarebbero arrivati a scadenza in data 30 marzo 2019 e non già il 31 dicembre.
Alla luce di quanto rappresentato preme a Uil e Uil Fpl chiarire che nessuna convocazione delle delegazione trattante è stata disposta prima della data del 20 dicembre sull’ordine del giorno relativo alla percentuale di utilizzo del personale somministrato, che l’Agenzia nella seduta del 20 dicembre si è rifiutata verbalmente di richiedere un parere ad organi terzi, tra i quali in primis la Funzione Pubblica, e che nel giro di una settimana l’Agenzia ha fornito dati diversi e contraddittori in merito alle percentuali di utilizzo del personale somministrato nonché scadenze contrattuali.
Dei predetti dati sul personale in somministrazione tutte le organizzazioni sindacali avrebbero dovuto avere piena conoscenza tramite l’informativa obbligatoria prevista all’art. 32 comma 3 CCNL 20/09/2001.
Insomma, siamo alle solite. L’ARPAB si è presentata all’importante riunione solo a fine dicembre senza aver fatti i compiti a casa ovvero omettendo di fornire tutti gli elementi necessari ad assumere una decisione congiunta, fornendo dati carenti, contraddittori, addirittura mutati nel corso dei giorni.
Sorprende tale modalità di conduzione della contrattazione integrativa nonché la superficialità con cui l’Amministrazione affronta tematiche così importanti sia per gli interessi stessi dell’Agenzia sia per gli interessi di quei poveri lavoratori che da oggi sono senza lavoro.
Sconcerta inoltre il tentativo pubblico di scaricare sulla parte privata, ed in particolare, sul sindacato, tale superficialità ed il conseguente ritardo nella determinazione sullo “sforamento” dei limiti di assunzione di lavoratori in somministrazione.
La UIL e la UIL FPL ribadiscono di essere pienamente a favore dell’aumento occupazionale, purché questo sia posto in essere con concorsi pubblici, avvisi pubblici a tempo determinato e soprattutto nel rispetto dei limiti e degli obiettivi di legge, delle procedure di concertazione e delle disposizioni del CCNL, nonché del principio di buon andamento e di imparzialità della pubblica amministrazione.
Il sindacato, la UIL e la UIL FPL nei prossimi giorni avvieranno iniziative formali volte a tutelare l’onorabilità del sindacato e la tutela dei lavoratori nonché ad interessare gli organi competenti compreso l’ispettorato del lavoro, dell’intera questione.

Le segreterie regionali di Cgil Cisl Uil di Basilicata esprimono il proprio disappunto per lo stallo della discussione con TOTAL e con TECNIMONT.

“Riteniamo non più prorogabile – dichiarano i segretari generali di Cgil Cisl Uil, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro - la ripresa del tavolo negoziale con TOTAL in Regione Basilicata essendo rimaste inevase le richieste di parte sindacale in merito agli aspetti occupazionali che dovranno interessare, prioritariamente, i lavoratori lucani già utilizzati nella costruzione del Centro Olio e dovendo definire i criteri di assegnazione del benefit condiviso che le OO.SS. chiedono che vada erogato a tutti coloro che sono stati licenziati dal 1° Maggio 2018 momento in cui è partito il demob del cantiere di Tempa Rossa. In questa ottica riteniamo che siamo di fronte a una chiara e lucida strategia adottata, sia da TOTAL che da TECNIMONT, mirata a dividere i lavoratori e creare sperequazione tra gli stessi”.

“Ci preme sottolineare – continuano i tre segretari generali – che anche il ruolo della Regione Basilicata è assolutamente inconsistente visti gli impegni che la stessa si era assunta di riprendere la discussione con TOTAL e riconvocare le parti in maniera tempestiva. Ad oggi non ci è dato sapere a che punto è arrivata la Regione né, tantomeno, siamo a conoscenza delle volontà di TOTAL di riprendere la discussione con le OO.SS. Il Sindacato confederale lucano non si è mai prestato né mai si presterà a questi stucchevoli balletti che producono il solo effetto di creare confusione e grande disagio ai lavoratori ed alle comunità del nostro territorio”.

“Ribadiamo con forza, a tutte le parti interessate, che i lavoratori meritano rispetto e non permetteremo a nessun soggetto imprenditoriale di calpestare la loro dignità. Non si può continuare ad assistere passivamente a storie che non appartengono e non potranno mai appartenere ad un mondo del lavoro che è fatto di doveri ma anche di diritti e di tutele”.

“Non accettiamo che TOTAL ritenga di partire dai propri interessi, specificatamente dalle autorizzazioni, perché prima di fare richieste e di avviare le proprie attività vanno condivisi i percorsi legati alle garanzie occupazionali attuali e future insieme ad azioni di sviluppo del territorio che vadano oltre le fonti fossili prevedendo l’insediamento industriale in Basilicata di nuove attività ad alto impatto occupazionale in settori dell’energia a basso contenuto di carbonio, attraverso autonome iniziative industriali ovvero tramite Contratti di Sviluppo”.

“Total deve sapere – affermano Summa, Gambardella e Vaccaro - che non può sottrarsi al confronto ma deve calarsi nella realtà lucana e ricercare la condivisione di un percorso che deve vedere la partecipazione delle OO.SS., delle Istituzioni locali, dei cittadini e dell’intero territorio. Da sempre abbiamo ritenuto che fosse necessario partire dalla capacità di assicurare il soddisfacimento delle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future a soddisfare i loro stessi bisogni. Questo implica l’adozione di un approccio che coniughi efficienza economica, tutela ambientale e considerazione delle ricadute sociali dell’attività produttiva”.

“CGIL-CISL-UIL, pertanto, chiedono all’assessore Cifarelli l’immediata convocazione del tavolo di confronto con Total e Tecnimont affinché si dia attuazione a quanto già richiesto dal Sindacato negli incontri precedenti”.

“Infine le segreterie regionali di CGIL-CISL-UIL comunicano che il prossimo 4 gennaio alle ore 12.00 terranno un’assemblea pubblica davanti al Centro Olio di Tempa Rossa per spiegare lo stato di avanzamento della trattativa e stabilire ulteriori iniziative di mobilitazione a sostegno dello sviluppo e dell’occupazione”.

Continua la vessazione dei pensionati. In tre anni la manovra sottrae 2,5 miliardi di euro dalle tasche dei pensionati intervenendo nuovamente sull’adeguamento delle pensioni all’inflazione.

Anche i pensionati di Basilicata faranno sentire la propria voce per denunciare l’ipocrisia del Governo che con una mano sembrerebbe dare ma con l’altra certamente toglie.

Pur essendo un periodo di festività, le strutture di SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL parteciperanno alla mobilitazione nazionale mediante due presidi, a POTENZA in Piazza Mario Pagano dalle ore 10 alle ore 12 di venerdì 28 dicembre e a MATERA il giorno seguente, 29 dicembre, in Piazza Vittorio Veneto dalle ore 10 alle ore 12, per protestare contro la Legge di Bilancio 2019 ed in particolare contro le misure relative all'adeguamento delle pensioni.

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