Domenica, 09 Dicembre 2018 22:26

Tesseramento UIL 2019

“Nei primi 10 mesi del 2018 le ore di cassa integrazione erogate complessivamente in Basilicata sono state oltre 4 milioni 300mila di cui gran parte assorbite dalla straordinaria (2 milioni 500 mila ore) e a seguire dall’ordinaria (1 milione 800 mila ore). A riferirlo è il decimo rapporto della Uil sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Sempre nella nostra regione i posti di lavoro salvaguardati ad ottobre scorso sono stati 2.536 di cui 1.473 per la cig straordinaria. La Uil inoltre evidenzia che la cassa integrazione tra gennaio ed ottobre è in diminuzione in tutte le Regioni ad eccezione della Basilicata, unico territorio che registra un aumento del 25,8%.
Se a tali andamenti dello strumento di integrazione salariale che registra una tendenza decisamente negativa in Basilicata rispetto al resto del Paese, aggiungiamo il crescente numero di domande di Naspi, che mostra un incremento congiunturale pari al doppio ed in escalation anno dopo anno – è il commento del segretario regionale della Uil lucana Carmine Vaccaro - l´apertura di un tavolo di discussione ed approfondimento con il Governo sul tema degli ammortizzatori sociali, che abbiamo sollecitato in occasione degli attivi unitari con Cgil e Cisl, si rende maggiormente necessario al fine di salvaguardare, nel miglior modo possibile, sia le imprese che, soprattutto, i posti di lavoro.
Quanto alle risorse finanziarie per rilanciare i Centri per l´Impiego e gli altri soggetti impegnati nella gestione delle politiche attive per il lavoro contenute nella Legge di Bilancio – continua il segretario della Uil - siamo preoccupati perché si stanno accumulando ritardi sostanziali per la realizzazione degli interventi annunciati, anche in vista dell’introduzione del Reddito di Cittadinanza. Per la Uil è necessario implementare un vero e proprio «sistema» delle politiche attive, tuttora caratterizzato da grandi disomogeneità e lacune organizzative. È un progetto complesso da realizzare, che prevede la definizione delle piante organiche dei CPI, con la stabilizzazione dei precari e il reclutamento di nuovo personale, formazione adeguata a nuove competenze e la realizzazione di specifiche convenzioni con le singole Regioni.
Per questo, a nostro parere, non è consolatorio il fatto che, nel biennio 2019-20, il Sud beneficerà di circa il 40% delle maggiori spese previste dalla manovra del Governo, grazie soprattutto al Reddito di Cittadinanza, perché ciò è un indice significativo della crescita del malessere sociale, della caduta dei redditi e dell´impatto del PIL che resta su valori molto bassi. E non si può continuare a far penetrare il concetto che per il Mezzogiorno la strada risolutiva siano i sussidi. Al Sud, in Basilicata bisogna creare lavoro, occorre ridare la dignità di lavoratori a tanti cittadini, giovani e meno giovani la cui dignità è stata svilita se non cancellata ogni volta che si pensa ad una forma di assistenza e sussistenza sociale, modello Reddito di cittadinanza. Per tutte queste ragioni, è necessario, un confronto vero con le parti sociali e con i corpi intermedi che possono contribuire alla realizzazione di obiettivi condivisibili”.

In data 04 dicembre 2018, alle ore 08.45, si è riunito il C.R.C. di Basilicata convocato dal suo Coordinatore Dr. Donato Rosa.
Alla riunione sono presenti il Dr. Donato Rosa, la Sig.ra Acquasanta Vitalba, il Sig. Cosimo Damiano Paolicelli e la Dr.ssa Lucia Carmen Angiolillo, Direttore Regionale dell'INAIL di Basilicata. La Sig.ra Acquasanta Vitalba e il Sig. Cosimo Damiano Paolicelli sono in videoconferenza dalla Sede di Matera . Considerata la maggioranza assoluta dei componenti del C.R.C., la riunione è validamente convocata, ai sensi dell'art. 22 del “Regolamento” per il funzionamento dei Co. Co. Pro. e dei C.R.C.

Il Direttore Regionale apre la riunione dando il benvenuto ai componenti del C.R.C., di seguito ricapitolando che, tra le attività propedeutiche dell'avviso pubblico Isi 2018, è possibile l'individuazione di uno o due settori produttivi sul territorio di competenza per i quali richiedere l’ attribuzione del bonus di 5 punti.
Vagliatala documentazione già trasmessa al CRC , volta a fornire elementi utili per l'individuazione dei suddetti settori (scheda riepilogativa, relativa alla Regione Basilicata, inerente i dati sull'andamento infortunistico nei diversi settori con riferimento agli indici di frequenza e gravità distribuiti per codice ATECO), in considerazione degli indici di gravità nonché del tessuto economico della Regione, dall'esame della tematica consegue la proposta di individuare nel bando ISI 2018 i seguenti settori da sostenere:

  • Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti (H52)
  • Fabbricazione di mobili (G3)

Si dà atto che il suddetto bonus riguarderà tutti gli assi con esclusione dei due dedicati alle micro e piccole imprese (agricoltura e specifici settori di attività).

Nel concludere il Direttore, Dr.ssa Lucia Carmen Angiolillo informa che dai contatti con gli Uffici Regionali è emersa l'approvazione dell'attesa deliberazione di Giunta Regionale in ordine all'accoglimento della proposta, vivamente sostenuta dal CRC, di consegna del ricettario regionale ai medici Inail per la prescrizione delle prestazioni LEA rientranti nel PRI.

Con detto atto di giunta è stata inoltre determinato il rinnovo della convenzione attuativa del protocollo Inail- DR Basilicata circa le prestazioni LIA.

Il ritorno a Matera di Giuseppe De Rita, “padre” del Censis, per la presentazione del suo ultimo libro, "Dappertutto e rasoterra", organizzata dal Centro Studi Sociale e del Lavoro, che collabora con la UIL regionale e nazionale, si è caricata di tanti significati che si trovano “dentro” e “fuori” il libro (con lui ne ha parlato il caporedattore Tgr Basilicata Oreste Lopomo).

Il libro è un condensato di cinquant’ anni della storia italiana attraverso la lente delle ‘Considerazioni generali’ inserite nei ‘Rapporti’ annuali del Censis. Una sorta di atlante di quella ‘nuova geografia dei valori’ a sostegno del lavoro sindacale odierno. Una lettura antica e moderna, fluida e concreta, ma – sottolinea Giancarlo Vainieri, presidente del Cseel - anche libera e creativa. Un ausilio a ‘pensare per immagini’, come ci invita a fare Cacciari, senza il velo delle ideologie, con metafore adatte ad intuire piu che a spiegare il sociale. Un ‘paniere’ di parole d’ordine e di idee guida – aggiunge Vainieri - per aprire il contatto con la gente d’oggi e per pensare ed agire insieme.

Censis sta ‘al lato’ dei fenomeni, li osserva e poi vi si immerge e poi li connette con formule che indicano il senso e la direzione di marcia. Così De Rita ha letto e scovato le costanti, ’le stelle fisse’ della piccola e grande storia. Nella convinzione che più che irriducibili rotture e sconvolgimenti ci sia un impasto ‘strano’ di cose nel sistema sociale italiano.

Il legame tra De Rita e Matera e la Basilicata ed in particolare con la Uil proprio nella Capitale Europea della Cultura ha trovato le opportunità di più intensa cooperazione. Con Giuseppe De Rita e con il Censis – afferma Carmine Vaccaro, segretario regionale Uil - c’è da tempo, per noi della Uil e per il Centro Studi Sociali e del Lavoro, una felice e suggestiva consuetudine di rapporti. Lo testimoniano i tre quaderni sul “valore dei beni comuni lucani”: acqua, energia e foreste. E diversi altri documenti per leggere le trasformazioni sociali della regione. Una frequentazione e una cooperazione che ci ha dato non pochi “attrezzi” per svolgere al meglio il nostro mestiere di sindacato prendendo in prestito lo sguardo indagatore ed ispiratore dell’impareggiabile fondatore del Censis, visionario di uno sviluppo che non è solo economico.

Una sorta di rilancio del potere locale che si interroga e si ripiega su di una nuova, non scontata, valorizzazione delle risorse locali, come plasticamente dice De Rita, “una mano che si chiude” per stringere il fascio delle risorse, dei beni comuni e rimetterle nelle dinamiche del ‘globale’, con visione, determinatezza e nuovo protagonismo”.


C’è poi una forte attualità del “pensiero” di De Rita rispetto a quanto sta avvenendo nella politica del Paese e ancor più in quella della nostra regione. Quel che diventa inaccettabile, secondo il fondatore del Censis, è l’idea che un’élite politico-economica all’interno della nostra società possa prescindere dal corpo sociale perché dipende da altri fattori siano essi esterni (basti pensare alla finanza internazionale) o interni (il raggiungimento e la conservazione dei propri obiettivi di potere). A questo processo il corpo sociale reagisce puntando tutto sulla propria autonoma capacità di “reggersi”, prescindendo a sua volta dalla presenza di strutture politiche e istituzionali.

Questo duplice arroccamento fa emergere la mancanza della funzione di “cerniera”, cui sarebbero adibite le istituzioni, a cui il potere politico ed il corpo sociale dovrebbero avere il coraggio di restituire un nuovo ruolo se vogliono provare a uscire dall’impasse. La politica riafferma orgogliosamente il suo primato progettuale e decisionale, mentre il corpo sociale rafforza la sua orgogliosa autonomia nel «reggersi». Sarebbe il momento giusto di dare, coraggiosamente, un nuovo ruolo alle troppo mortificate istituzioni. Qui si potrebbe usare anche una parola nobile come mediazione se essa non fosse diventata, nel linguaggio corrente, sinonimo di intrallazzo, compromesso al ribasso, filtro burocratico, corruzione. Meglio, allora, il termine usato dal fondatore del Censis: “fare giunture”. Si può fare un passo avanti per uscire dalla fase opaca e pallida di una ripresa regionale ancora stentata e non contrappuntata da obiettivi strategici condivisi? E’ la domanda posta da De Rita.

Abbiamo urgente bisogno – evidenzia Carmine Vaccaro - di “fare cerniere”, di “fare giunture”. Potremmo aggiungere, con una terminologia che ci è diventata familiare, “fare ponti” invece che costruire muri. La cosa più pericolosa per il sindacato è avere neutralità sul riformismo che è invece un formidabile campo di battaglia per difendere diritti, merito, eticità, regole. Per tutto questo – dice ancora Vaccaro – per noi la stella polare è il “bene comune” che vuol dire coltivare una visione lungimirante, vuol dire investire sul futuro, vuol dire preoccuparsi della comunità dei cittadini, vuol dire anteporre l’interesse a lungo termine di tutti all’immediato profitto dei pochi, vuol dire prestare prioritaria attenzione ai giovani, alla loro formazione e alle loro necessità.

Vuol dire anteporre l’eredità che dobbiamo consegnare alle giovani generazioni, raccogliendo proprio i segnali preoccupanti che ci invia De Rita sulla frattura integenerazionale e sul complesso pianeta dei giovani sempre più sfiduciati e – aggiungo – in fuga dalle due grandi città come dai paesi polvere. Ed è la sfida che intendiamo raccogliere da Matera, cogliendo il senso della fatica del Censis, di De Rita, nel riprendere quel respiro profondo della società italiana che ancora oggi si ripropone in forme nuove ed inusitate.

    

 

Il 29 novembre a Matera presso Casa Cava, con inizio alle ore 16,30, si terrà la presentazione dell'ultimo libro di Giuseppe De Rita, "Dappertutto e rasoterra", organizzata dal Centro Studi Sociale e del Lavoro che collabora con la UIL regionale e nazionale, e che proprio con il Censis ha costruito in Basilicata un osservatorio privilegiato sui termini attuali di un nuovo sviluppo nel Mezzogiorno, tra criticità ed opportunità nelle strettoie della crisi.
«Dappertutto e rasoterra» (Oscar Mondadori), ripercorre cinquant’anni di storia della società italiana e pochi come lui sanno analizzare i grandi e i piccoli mutamenti. Il confronto tra le generazioni, nel corpo della nazione, è uno dei grandi fenomeni e su questo De Rita è illuminante.

Negli ultimi anni intensificando la collaborazione – sottolineano Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil e Giancarlo Vainieri, presidente del Cssel – ci sono stati numerosi ‘ritorni’ del Presidente Giuseppe De Rita e di Giorgio De Rita in Basilicata, a Matera in particolare, a rivisitare le origini dell’impegno culturale di questa scuola di pensiero e di ricerca sociale legata ai modelli dello sviluppo locale. Con le lenti del Censis abbiamo prodotto e presentato diversi lavori di interpretazione delle potenzialità di sviluppo della Basilicata, a partire dal ‘valore dei beni comuni acqua, energia, foreste’. Un insieme di asset che da soli rappresentano gli elementi fondamentali per disancorare il Mezzogiorno interno da rapporti storici di svantaggio che neppure il regionalismo ha saputo recuperare.
Una sorta di rilancio del potere locale che si interroga e si ripiega su di una nuova, non scontata, valorizzazione delle risorse locali, come plasticamente dice De Rita, “una mano che si chiude” per stringere il fascio delle risorse, dei beni comuni e rimetterle nelle dinamiche del ‘globale’, con visione, determinatezza e nuovo protagonismo.
Da qui, dalla Basilicata, da Matera ci sembra opportuno cogliere il senso della fatica del Censis, di De Rita nel riprendere quel respiro profondo della società italiana che ancora oggi si ripropone in forme nuove ed inusitate. In qualche modo la qualità originale della storia sociale del Paese in cinquant’anni, interpretata dalle considerazioni generali dei rapporti del Censis raccolti nel testo.

La contestazione, il terrorismo, il sommerso, l’esplosione della piccola impresa, la crescita del ceto medio e la vitalità di una società molecolare il cui sviluppo si è propagato “dappertutto e rasoterra”.
Questo evento assume poi il carattere di alto appuntamento di studio e di approfondimento con il parterre e l’ascolto di rappresentanze locali dei ‘mondi vitali’ e con il concorso-patrocinio degli organismi regionali e nazionali della UIL.
E non rimane fine a se stesso, ma è dentro un lavoro ‘militante’ per leggere ed interpretare i tempi d’oggi, al servizio anche del rinnovamento delle organizzazioni sociali e sindacali.

Ne parlerà con l’autore Oreste Lo Pomo, caporedattore TGR Basilicata.

In occasione della Giornata Internazionale per la eliminazione della violenza contro le donne, CGIL CISL UIL Basilicata, in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata, vogliono dedicare a questo tema una particolare attenzione. A settembre di quest’anno, in un paese della provincia di Potenza, Cersosimo, una giovanissima donna, Angela Ferrara, madre di un bambino, donna impegnata, scrittrice, poetessa, è morta, uccisa dal marito.
Sappiamo bene come il tema del femminicidio e, più in generale, della violenza contro le donne, in tutte le sue forme, sia determinata da un dato culturale. Femminicidio è un termine che non indica il sesso della vittima, ma il motivo per cui è stata oggetto di violenza: perché essa non si comporta secondo le aspettative dell’uomo.
A lei, alla sua memoria, vogliamo dedicare questa iniziativa: il Premio “Angela Ferrara”. Il Premio verrà curato, nella organizzazione, dalla Università degli Studi della Basilicata e verrà assegnato a tesi di laurea e di dottorato svolte su tematiche di genere, attraverso un bando di partecipazione che premierà l’impegno di approfondimento delle giovani e dei giovani che vi dedicheranno i propri lavori: dalla letteratura, all’economia, alla filosofia o in altri ambiti, contribuendo, così, a far sì che l’attenzione verso l’argomento sia sempre maggiore e che su di esso si realizzi un patrimonio culturale comune sempre più ampio.
In Italia le donne continuano ad essere uccise al ritmo di una ogni tre giorni. La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani, eppure in molti casi viene ancora sottovalutata quando non banalizzata. Secondo una ricerca del 2017 fatta dalla Commissione parlamentare sul femminicidio, almeno il 50% delle denunce di reato viene archiviato.

Alla memoria di Angela, dunque, rivolgiamo così il nostro pensiero e la nostra azione.

“Cgil Cisl e Uil scelgono quest’anno di celebrare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne sotto lo slogan “Donne libere dalla violenza nel lavoro”. Con il manifesto unitario e la mobilitazione in ogni territorio per porre fine alle violenze e alle molestie di genere, Cgil Cisl Uil vogliono ribadire l'impegno a fare dell’ambiente di lavoro un luogo sicuro e rispettoso della dignità non solo delle lavoratrici e dei lavoratori ma di tutte le persone che vi operano. Nel nostro Paese si affronta quasi esclusivamente la violenza domestica ma la violenza sulle donne ha forme diverse, dalle mura di casa a quella nei luoghi di lavoro, di cui quasi mai si parla e che è in assoluto la meno denunciata, anche se il fenomeno è molto esteso. I dati parlano di un milione e 173 mila donne che hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro, durante la loro vita, pari all’8,5% delle lavoratrici. Solo lo 0,7% delle donne però ha denunciato, per paura di perdere il lavoro e vergogna di essere giudicate dalla società e dai familiari, per mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine, perché pensano che sia meglio trovare soluzioni individuali e in tante, troppe, preferiscono lasciare il lavoro o rinunciare alla carriera. La Basilicata detiene il triste primato di essere tra le prime 4 regioni d’Italia per diffusione del fenomeno delle molestie fisiche sul luogo di lavoro subite da donne di età compresa tra i 15 e i 65 anni. Le iniziative del movimento “MeToo” hanno rotto il silenzio, facendo emergere ricatti, molestie e violenza in alcuni comparti di lavoro, incoraggiando altre donne ad uscire dall’ombra per affrancarsi definitivamente dalla violenza. Dobbiamo fare in modo che l’atto della denuncia attraversi tutti i contesti lavorativi, perché il fenomeno riguarda il mondo del lavoro nella sua totalità e ogni area del pianeta. Non a caso, il nostro impegno non si ferma a livello nazionale ma travalica i nostri confini, attualmente attraverso il sostegno alla Campagna “Stop alla violenza nei luoghi di lavoro” per l’approvazione di una Convenzione e Raccomandazione dell’ILO in materia. Il tema delle molestie, violenze, ricatti e discriminazioni nei luoghi di lavoro ci chiama in causa come organizzazioni sindacali e su questo abbiamo voluto mettere l'accento quest’anno in vista della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, anche alla luce dei numerosi accordi aziendali e territoriali da noi sottoscritti in seguito al recepimento dell’Accordo quadro europeo sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro. Cgil Cisl e Uil di Basilicata per il 25 novembre aderiranno all’iniziata promossa dalla Crpo e dalla Consigliera regionale di parità con l’esposizione simbolica del drappo rosso per attenzionare tale fenomeno. Per il diritto delle donne alla libertà, al rispetto, nella vita privata e nel lavoro, e ad una vita senza violenza. In Italia le donne continuano ad essere uccise al ritmo di una ogni tre giorni. La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani, eppure in molti casi viene ancora sottovalutata quando non banalizzata. Secondo una ricerca del 2017 fatta dalla Commissione parlamentare sul femminicidio, almeno il 50% delle denunce di reato viene archiviato. I numeri ci dicono che non c'è sufficiente impegno da parte della politica e delle istituzioni nel contrasto alla violenza maschile, con finanziamenti ai centri antiviolenza e alle case rifugio esigui ed esigibili in tempi lunghi.

SETTORE TLC
Il settore delle TLC rischia di entrare in avvitamento con gravi ripercussioni negative per l’intero sistema paese.
Le sbagliate scelte regolatorie che hanno reimposto il quarto operatore, con conseguente nuova guerra dei prezzi e relativa caduta della marginalità, unita ai pesanti aggravi di costo conseguenti alla modalità di assegnazione delle frequenze 5G che hanno causato una fortissima lievitazione dei prezzi con i valori passati dai previsti 2,5 Mld ai 6,6 Mld registrati, mettono l’intero settore delle TLC in una condizione estremamente critica con il rischio di pesanti conseguenze dal punto di vista produttivo ed occupazionale sia direttamente sulle TELCO e sia sul versante delle aziende di appalti di rete.
Il settore delle TLC necessità di scelte di politica industriale che permettano di evitare un processo distruttivo e favoriscano il rafforzamento di uno dei sistemi infrastrutturali strategici per il paese e di permetterne una transizione che eviti contraccolpi negativi.

CALL CENTER
Il comparto dei call center è uno dei più esposti ai problemi della delocalizzazione e della concorrenza sleale sul costo del lavoro. Questi fattori, in un settore già stremato dalla crisi, hanno provocato e stanno provocando gravi crisi occupazionali che non possono e non devono ripetersi.
Il protocollo di autoregolamentazione sottoscritto al MISE il 4 maggio 2017 da tredici tra le principali aziende committenti delle attività di contact center italiane alla prova dei fatti si è rivelato assolutamente inadeguato sia ai fini di un governo positivo dei processi che investono il settore e sia rispetto alle stesse finalità in esso indicate dimostrando, ancora una volta, la necessità di provvedimenti regolatori vincolanti e non affidati alla mera “autoregolamentazione”.
Per queste ragioni SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL il 4 settembre u.s. hanno inviato al Ministro Di Maio una richiesta di incontro con allegata la piattaforma sui contact center nella quale sono indicate le proposte che SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL avanzano per permettere un futuro dignitoso al settore ed alle migliaia di lavoratrici e lavoratori che vi lavorano.

Gruppo TIM
A distanza di 18 anni dalla privatizzazione di Telecom Italia, il risultato che viene consegnato al nostro Paese è un impietoso bilancio negativo.Da un’azienda tra i maggiori player mondiali del settore, presente in diversi continenti e con una avanzata capacità tecnologica, economicamente sana e adeguatamente capitalizzata, siamo passati ad un’azienda concentrata solo sull’Italia e sul Brasile, con un fatturato attuale (circa 19,8 Mld) sensibilmente più basso di allora (circa 23 Mld), fortemente indebitata (circa 25,3 Mld), con minori investimenti e con decine di migliaia di dipendenti in meno.
SLC CGIL - FISTEL CISL e UILCOM UIL, di fronte alla caotica situazione della gestione del Gruppo ed il
contestuale emergere di “voci” su presunti progetti di “spezzatino”, ribadiscono la loro totale contrarietà al riguardo e la contestuale necessità di difendere il patrimonio industriale, occupazionale e professionale, dell’intero perimetro del Gruppo TIM in Italia, della sua Rete, dei suoi Assets anche a seguito di eventuali operazioni industriali e societarie che potrebbero determinarsi.

Va inoltre ancora una volta ricordato che, in tema di scorporo societario della rete TLC dell’ex monopolista, non vi è nessun esempio in Europa e pochissimi isolati casi nel mondo; il progetto di societarizzazione della Rete che TIM sta avviando deve prevedere il riassorbimento sotto un’unica entità anche di Open Fiber ed il suo mantenimento entro il perimetro del Gruppo per evitare che l’Italia perda un’azienda, la quinta impresa privata del Paese, con una massa critica sufficiente a garantire gli elevati investimenti necessari per l’implementazione della banda Ultra Larga (100 Mbps).
Il gruppo TIM, occupa oggi circa 58.000 addetti nel mondo, dei quali circa 49.300 in Italia cui si aggiunge l’indotto (circa 50.000 addetti) nonostante i colpi subiti in questi ultimi venti anni, ha ancora oggi enormi potenzialità ed un altissimo valore strategico per l’Italia, come testimoniato dai circa 5,7 Mld di investimenti (2017) dei quali circa 2 Mld in innovazione e ricerca con circa 1.300 addetti in attività di innovazione tecnologica ed engineering, per quanto ci riguarda, ribadiamo con forza la necessità che deve rimanere integro ed in tal senso ci batteremo contro ogni ipotesi, da chiunque provenga, di ‘spezzatino’ del gruppo TIM che comporterebbe innanzi tutto esuberi di migliaia di lavoratori ed il depauperamento di un importante driver di innovazione e sviluppo del nostro paese.
La Nuova TIM dovrà garantire scelte di politica industriale coerenti con gli interessi generali del Paese in materia di innovazione, sviluppo digitale e sicurezza delle Reti, dovrà valorizzare, innovare, difendere e sviluppare l’infrastruttura di rete nazionale garantendone l’apertura con una nuova regolamentazione che garantisca le pari opportunità per tutti gli operatori del settore.


Roma 22 novembre 2018


LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL

La UILTUCS-UIL intende fare chiarezza sulla triste vicenda che riguarda la procedura aperta per l'affidamento del servizio di pulizia ed altri servizi integrati in favore della ditta l'Operosa Soc. Coop. a.r.l. presso l’IRCCS CROB di Rionero in Vulture.
Per ricostruire l’iter: con delibera del Direttore Generale n. 111 del 23.02.2018, si è preso atto della Determina Dirigenziale (n. 20.AB.2017/D.00209 del 21.12.2017), di aggiudicazione definitiva della gara e della procedura aperta per l'affidamento del servizio di pulizia altri servizi integrati, con cui è stato aggiudicato il Lotto 1 (Pulizia e servizi di ausiliariato presso l'IRCCS CROB) in favore della ditta l'Operosa Soc. Coop. a.r.l. per un importo complessivo quinquennale di € 4.473.785,25 oltre iva e oneri per la sicurezza; con D.D.G. n. 376 del 13.06.2018 è stato approvato lo schema di contratto per i servizi di pulizia e ausiliariato, nonché è stata disposta la stipula del suddetto contratto.
All'aggiudicazione ha fatto seguito l'apertura di un tavolo di conciliazione presso la Prefettura di Potenza, richiesto dalle Organizzazioni sindacali, le quali avevano proclamato uno stato di agitazione finalizzato alla tutela dei livelli occupazionali.
Successivamente, in data 29.08.2018, veniva stipulato e sottoscritto il contratto con il Direttore Generale del CROB e il legale rappresentante de L’Operosa Soc.Coop avente per oggetto l’affidamento dei servizi di pulizia ed ausiliariato.
La società aggiudicataria ha dunque proceduto ad una riduzione del 25% del monte orario complessivo dei lavoratori, che in sostanza si è tradotto in una riduzione della medesima misura percentuale sui medesimi contratti di lavoro, con la conseguente diminuzione di quasi il 40 % della retribuzione mensile in favore dei lavoratori.
Successivamente la UILTuCS-Uil con nota del 22.10.2018 rappresentava alla IRCC CROBS di Rionero in Vulture la necessità, ove si fosse paventata la possibilità di un ampliamento dell'appalto, di rimodulare i singoli contratti di lavoro in relazione agli incrementi accordati alla società L'Operosa, in modo tale da poter restituire ai lavoratori almeno in parte i diritti in precedenza acquisiti e ridare, quanto meno in termini di dignità una retribuzione dignitosa a se ed al proprio nucleo familiare.
Da ultimo, non va sottaciuto che la riduzione operata dalla società aggiudicataria ha comportato in termini di organizzazione e ristrutturazione del cantiere notevole pregiudizio ai lavoratori, mediante una disorganizzata o quanto meno approssimativa gestione delle turnazioni, ed una modifica unilaterale delle mansioni che ha comportato una evidente dequalificazione delle maestranze interessate, e infine ci viene segnalato disservizi nei reparti e postazioni di ausiliariato non coperte.
A completamento della ricostruzione: l'IRCCS CROBS con delibera del 06.11.2018 n. 2018/00724 modificava in favore della ditta l'Operosa Soc. Coop. a.r.l. per un importo complessivo quinquennale di € 4.962.678,56 oltre iva con un importo complessivo per 5 anni in aumento di € 488.893,31.

 

La UILTuCS di Basilicata (con nota pec del 02.11.2018 e succesiva nota del 08.11.2018) chiedeva al CROB e alla società L’Operosa un incontro per la rimodulazione dei contratti ai lavoratori, richiesta negata.
La UILTuCS di Basilicata valutata la sindrome da “ponzio pilato”che coinvolge primariamente il CROB di Rionero ha deciso di proclamare lo stato d’agitazione di tutti i lavoratori chiedendo un incontro urgente alla Prefettura e l’intervento della Magistratura per fare chiarezza sulla vicenda.

Lunedì, 19 Novembre 2018 16:08

PRESENTAZIONE LIBRO "DAPPERTUTTO E RASOTERRA"

Il 29 novembre a Matera presso Casa Cava si terrà la presentazione dell'ultimo libro di Giuseppe De Rita, "Dappertutto e rasoterra",  curata dal  Centro Studi, vicino alla UIL regionale e nazionale, che proprio con il Censis ha costruito in Basilicata un osservatorio privilegiato sui termini attuali di un nuovo sviluppo nel Mezzogiorno, tra criticità ed opportunità nelle strettoie della crisi.
Negli ultimi anni con noi e per il nostro tramite è stato come un ‘ritorno’ del Presidente Giuseppe De Rita e di Giorgio De Rita in Basilicata, a Matera: in particolare a rivisitare le origini dell’impegno culturale di questa scuola di pensiero e di ricerca sociale legata ai modelli dello sviluppo locale.
Con le lenti del Censis abbiamo prodotto e presentato diversi lavori di interpretazione delle potenzialità di sviluppo della Basilicata, a partire dal ‘valore dei beni comuni acqua, energia, foreste’. Un insieme di asset che da soli rappresentano i fondamentali per disancorare il Mezzogiorno interno da rapporti storici di svantaggio che neppure il regionalismo ha saputo recuperare.
Una sorta di rilancio del potere locale che si interroga e si ripiega su di una nuova, non scontata, valorizzazione delle risorse locali, come plasticamente dice De Rita, “una mano che si chiude” per stringere il fascio delle risorse, dei beni comuni e rimetterle nelle dinamiche del ‘globale’, con visione, determinatezza e nuovo protagonismo.
Da qui, dalla Basilicata, da Matera ci sembra opportuno cogliere il senso della fatica del Censis, di De Rita nel riprendere quel respiro profondo della società italiana che ancora oggi si ripropone in fogge nuove ed inusitate. In qualche modo la qualità originale della storia sociale del Paese in cinquant’anni, interpretata dalle Considerazioni generali dei rapporti del Censis raccolti nel testo.

La contestazione, il terrorismo, il sommerso, l’esplosione della piccola impresa, la crescita del ceto medio e la vitalità di una società molecolare il cui sviluppo si è propagato “dappertutto e rasoterra”.
Questo evento assume poi il carattere di alto appuntamento di studio e di approfondimento con il parterre e l’ascolto di rappresentanze locali dei ‘mondi vitali’ e con il concorso-patrocinio degli organismi regionali e nazionali della UIL.
E non rimane fine a se stesso, ma è dentro un lavoro ‘militante’ per leggere ed interpretare i tempi d’oggi, al servizio anche del rinnovamento delle organizzazioni sociali e sindacali.

Ne parlerà con l’autore Oreste Lo Pomo, caporedattore TGR Basilicata.

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