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 “L’iniziativa di oggi, sicuramente inedita nella storia dei rapporti tra forze sindacali e datoriali e mondo cooperativo e del terzo settore, segna una nuova fase di protagonismo sociale, quella di un sindacato che opera con codici di comportamento più attuali, aperti alla modernità ed alla co-progettazione, al fare insieme”. Lo ha detto il segretario generale della Uil Basilicata Vincenzo Tortorelli, intervenendo agli Stati Generali che – ha evidenziato – “non guardano al passato ma scrivono con coraggio e speranza una nuova pagina di futuro della Basilicata”.
“La splendida iniziativa di Tito dello scorso 18 ottobre, intorno al nostro Manifesto per la Basilicata 2030, con 3 mila presenze, fortemente voluta da Cgil Cisl e Uil, ha aperto un nuovo corso del movimento sindacale lucano, rompendo ogni indugio. Proprio le nuove generazioni, le loro famiglie, i mondi vitali del lavoro e dell’impresa, quelle della produzione e della cooperazione sociale, sono proprio esse che fermentano e chiedono una svolta adesso perché la Basilicata non può aspettare. Diciamo si a questo cammino senza riserve, con convinzione, con nettezza, sincerità e concordia. Sappiamo cosa è buon lavoro, e lo ricerchiamo, perché possibile, realizzabile con una nuova crescita. lavoro di qualità e buona impresa, lo sappiamo qui in Basilicata dove negli anni scorsi hanno avuto inizio esperimenti avanzati dei grandi insediamenti (Fca, Barilla, Ferrero ) e dove ogni giorno capitale e lavoro rifanno quella faticosa e tenace storia delle piccole e medie imprese. Per questo ci muoviamo insieme”.
Per Tortorelli inoltre proprio l’idea progettuale del piano per il Sud del governo, presentato a Gioia Tauro solo qualche giorno fa, ci fa capire che questa è la via giusta. Investire oggi, a cominciare dal sud, significa pensare all’italia di domani. Mobilitare, anche con anticipazioni, subito le diverse missioni strategiche del Piano che convoglierà in dieci anni 120 miliardi di euro.Una strategia pluriennale da applicare presto ai diversi ambiti di intervento per recuperare il lungo inverno del disinvestimento nel Mezzogiorno. Nella convinzione che ogni euro di investimento per il Sud in opere e infrastrutture porta ricchezza a tutti, a cominciare dal Nord con un incremento della domanda in beni, servizi e occupazione.
E allora tre sono gli agganci forti che tengono unite le nostre proposte: innanzitutto la promozione e la tutela della persona-soggetto, come parte di una comunità di lavoro, come cardine della crescita umana e collettiva (come spesso ricorda Giuseppe De Rita ); la tutela e la valorizzazione dell’ambiente che ci circonda, dai borghi che si spopolano ai luoghi di estrazioni delle risorse petrolifere, dalle città alle acque e foreste; l’intelligenza umana nell’uso delle nuove opportunità che la tecnologia e i nuovi media ci mettono a disposizione.
Lo diciamo forte al governo regionale che bisogna cambiare indirizzi e comportamenti: incrociare i finanziamenti prevedibili, specie utilizzando in modo cumulativo e plurifondo quelli del nuovo ciclo delle risorse europee, dando un’anima, una scossa ai temi delle filiere emergenti. A cominciare dalla filiera agro-alimentare dell’ambiente, dell’energia, per avviare anche in Basilicata progetti concreti di transizione energetica.
L’idea e la pratica di una Basilicata verde è la nostra idea, un cardine della nostra nuova battaglia sindacale.
Cosa fare per rendere effettive le leve delle politiche attive e del lavoro?
Vogliamo partecipare anche noi, con le nostre risorse ed organizzazioni, a varare un piano credibile di avviamento all’occupazione, recuperando le storie dei 2mila collocati nel contingente degli ammortizzatori sociali, ma guardando avanti per rendere possibile uno straordinario piano per il lavoro di almeno 5mila nuovi assunti nei prossimi tre anni. Specie un progetto di occupazione femminile e giovanile, seguendo i percorsi e le credenziali che essi stessi si procurano nel mondo del lavoro qualificato, pubblico e privato, oltre che nella ricerca.
E poi una svolta. Si passi ai fatti di una vera riforma sanitaria che – ha detto ancora il segretario della Uil – riorganizzi il sistema, lo rilanci, con una forte alleanza tra le risorse umane del lavoro in sanità e le generazioni di persone che chiedono più cure per tutti e nuovi percorsi di cura.

Noi aspiriamo a gettare le basi per un nuovo sistema di relazioni sindacali e istituzionali, un nuovo ciclo di pianificazione e programmazione regionale, più aperto ed efficace, meno frammentato, non ambiguo, più inclusivo e sicuramente scevro da pregiudizi politici. Con un ruolo di guida e di propulsione della Regione, collegata con enti strumentali revisionati, con agenzie di servizio intermedie e con le Unioni dei Comuni operanti.

La prospettiva per cui battersi è quella di stipulare un “PROTOCOLLO D’INTESA” che impegni la Giunta Regionale insieme al partenariato economico e sociale per rafforzare e sostenere i processi di cooperazione istituzionale. Conta la DEMOCRATICITÀ dei processi decisionali nella costruzione delle scelte strategiche, nelle politiche di sviluppo che necessitano di un nuovo approccio globale della programmazione regionale.

Ecco che confidiamo in una svolta nelle relazioni istituzionali e lo richiediamo con forza, specie al Presidente Bardi e a tutto il governo regionale. Conta l'idea-madre di un’altra regione, più sociale e produttiva che solo un nuovo, largo, robusto blocco storico può sostenere ed integrare con buone prospettive.

Portare avanti chi è nato indietro dicevano i nostri padri nobili del sindacalismo italiano.Con questo spirito bisogna chiedersi sempre cosa significhi nel XXI secolo battersi per nuovi diritti e nuove conquiste del mondo del lavoro e nella nostra società. Ce lo chiediamo ancora oggi, quando ancora ci affliggono le storie di tante donne e uomini, d’intere generazioni, di tanti giovani che sono costretti ad abbandonare la nostra terra, e per loro e con loro che vogliamo costruire fiduciosi un avvenire migliore. Ed è per questo che serve un Patto forte, con il coraggio e la speranza di aprire nuove opportunità per tutti."

 

 

In allegato il documento strategico comune, "Un Patto tra produttori per il Lavoro e lo Sviluppo. La Basilicata non può aspettare" frutto del lavoro di sintesi delle proposte programmatiche di CGIL, CISL e UIL insieme a Confindustria Basilicata, Pensiamo Basilicata, Coldiretti Basilicata 

 

 

 

Lunedì, 13 Gennaio 2020 09:00

UIL: TORTORELLI NUOVO SEGRETARIO REGIONALE

Vincenzo Tortorelli, 49 anni, dipendente FCA dove ha iniziato l'attività sindacale nel 1995, già segretario Uilp, è il nuovo segretario regionale della Uil della Basilicata. E' stato eletto oggi per acclamazione dal Consiglio Regionale della
Uil che si è riunito, alla presenza del segretario generale nazionale Carmelo Barbagallo, in seduta straordinaria con all'ordine del giorno le dimissioni di Carmine Vaccaro.
Con la passione e l’impegno di tutti, dall’iscritto, al rappresentante aziendale, al segretario di categoria, ai responsabili del territorio, Vaccaro – eletto perla prima volta segretario regionale nel 2009 - ha contribuito a fare della Uil di Basilicata un'organizzazione essenziale e imprescindibile per dare vita e prospettiva ad un credibile progetto di cambiamento della Basilicata.
La Uil conta oltre 33mila iscritti, una presenza capillare sui territori, una rete di servizi ai lavoratori, ai pensionati, ai cittadini.
“Nell'anno del 70esimo anniversario della fondazione della Uil – ha detto Vaccaro - consegno un sindacato ‘visionario’, un sindacato che si fa soggetto, attore dello sviluppo, responsabile e coraggioso,aperto e gentile. La sfida che lanciamo – che ha come punto di riferimento il Manifesto di Cgil, Cisl, Uil per il
lavoro e la Basilicata 2030 - è di ridefinire un vero Piano di sviluppo regionale a valenza strategica, compartecipato e condiviso da larghi starti della società lucana. Decisivi sono i piani di settore, mettendo ‘a posto le tante filiere produttive sconnesse. Una scelta unitaria che per noi è irreversibile.
Un modello di sviluppo più sociale che economico a ‘marca lucana’. Ci aspettiamo ora dalla giunta regionale una bozza che preluda a un progetto- regione 2030 compartecipato, per aprire i comparti dell'economia regionale a catene del valore europee ed internazionali. Serve una condivisione tra gli attori
dello sviluppo e serve una coesione finanziaria di alto profilo, capace di innervare e sostenere i processi industriali e la nuova imprenditoria. A distanza di mesi dall'insediamento del Presidente Bardi e della sua Giunta siamo, purtroppo, ancora a livello di enunciazioni di principio. Fatico ad individuare
segni evidenti e chiari di rinnovamento che, mi pare, viene continuamente rinviato”.
Quanto al suo futuro, Vaccaro ha detto: “sarà la Uil a decidere se e quale possa essere il mio nuovo contributo per il sindacato. Sono sincero: da quando ho fatto la scelta di lasciare e favorire il rinnovamento non sono mai stato preso dall'ansia di cosa fare dopo. In discussione non è il mio destino ma quello della Uil, quello che la Uil in Basilicata sarà capace di fare per dare risposte al destino dei giovani, delle donne, degli anziani. Si cambia nel momento in cui si percepisce che per il bene della UIL e della Basilicata bisogna passare il testimone perché bisogna fare cose nuove con persone nuove e giovani”
Per Vincenzo Tortorelli “nella Uil la “staffetta generazionale” non è pura teoria ed oggi – ha detto -lo dimostriamo. Quando mi è stato chiesto un impegno diretto nella Uilp non mi sono tirato indietro. Ho pensato che il sindacato ha bisogno di cooperazione intergenerazionale perchè è principalmente l'allungamento della vita a chiedercelo. Adesso mi appresto a fare un viaggio di ritorno: dopo aver dato il mio contributo ai pensionati – conservando sempre i rapporti con la confederazione
e le categorie – riprendo il percorso decisamente più impegnativo senza nasconderne le difficoltà. Non so in quanti altri sindacati, partiti, associazioni sia successo questo. Ma fa parte – e lo dico con orgoglio – del modello Uil lucano che abbiamo costruito”.
Tra i punti programmatici da affrontare e rinviati al prossimo Consiglio Regionale Tortorelli ha indicato il rilancio della confederalità. Il nuovo segretario regionale
della Uil Basilicata ha anche fissato i principali punti su cui baserà la sua azione sindacale: riposizionamento sui territori; potenziamento della rete dei servizi del Patronato e dei Caaf; ridare sempre e in ogni momento l’occasione agli iscritti di partecipazione attiva al sindacato.
Al termine sono stati eletti due nuovi componenti della segreteria regionale (Antonio Gugliemi e Gerardo Nardiello) confermando gli altri che affiancano Tortorelli (Anna Carritiello, Francesco Coppola, Bruno Di Cuia, Giuseppe Pietrantuono e il tesoriere Cataldo Amoroso).

La formazione nel comparto metalmeccanico dei primi anni di Fiat a Melfi, il passaggio alla segreteria lucana della categoria dei pensionati, quindi la proficua collaborazione con Il Centro Studi Sociali per la Basilicata. Questo è il percorso sindacale di Vincenzo Tortorelli che nel 1995 diventa coordinatore di stabilimento UILM dell'allora Fiat Sata di San Nicola di Melfi. Nel 2001 il giovane sindacalista di Potenza viene nominato segretario regionale del comparto metalmeccanico UIL che diventa la prima organizzazione nella zona industriale. Tortorelli vive in prima persona la storica crisi dell'area industriale lucana con la chiusura di importanti fabbriche dell'indotto come Lasme, CF gomme, Vale, Rejna e gestisce con perizia e professionalità la grande protesta dei 21 giorni della Sata. In quei giorni "caldissimi" Tortorelli mantiene sempre un atteggiamento pacato e responsabile nonostante il blocco delle tute amaranto  che chiedevano migliori condizioni di lavoro all'azienda del gruppo automobilistico piemontese. Non un caso se la UIL passa da essere l'ultimo sindacato al primo per numero di iscritti e Rsa. «Il mio sarà un mandato in continuità con le cose che abbiamo già fatto in passato - spiega Tortorelli - per un lavoro facilitato da un sindacato ben organizzato sul territorio. Siamo già ben presenti nelle aziende lucane, FCA in particolare, quindi per me si tratta di una responsabilità nuova che cercherò di onorare con impegno quotidiano e grande spirito di collaborazione con tutte le categorie della UIL». I lavoratori di Melfi vivono un momento di tensione per la soppressione dei turni domenicali, il che comporterà una riduzione delle spettanze in busta paga. «Comprendo le preoccupazioni - spiega il segretario organizzativo- Vincenzo Tortorelli - perché dopo l'uscita di produzione della Punto  ora serve che FCA riassegni una nuova missione per lo stabilimento di San Nicola. Occorre al più presto saturare la produzione della fabbrica. La congiuntura del mercato è stata gestita con il contratto di solidarietà ma la mancanza di lavoro sulla linea di produzione della Punto, che ha coinvolto circa 1600 lavoratori, è difficile da assorbire. Ecco perché adesso serve urgentemente un terzo modello da produrre a Melfi. Certo i dazi di Trump non aiutano. Abbiamo in Basilicata uno stabilimento sulla cui produzione incide fortemente l'esportazione. il 50% di Jeep Renegade e Fiat 500 si vendono all'estero ed in particolare negli Stati Uniti. La politica di Trump non ci aiuterà in futuro anche perché l'area europea sarà sempre più penalizzata. Tuttavia resto ottimista perché Melfi ha tutte le carte in regola per competere e confrontarsi con la produzione di qualsiasi altro stabilimento del mondo. Noi intanto abbiamo il dovere di confrontarci il prima possibile con i vertici FCA. Bisogna ridisegnare il futuro per stabilire nuovi piani industriali propedeutici ai nuovi investimenti già previsti a Melfi. Auspico al più presto l'annuncio del nuovo modello che dia serenità e prospettiva ai lavoratori in grado di agganciarsi al futuro con strumenti adeguati». Sulle possibilità politiche del Governo pro pensionati. «Ovviamente siamo d'accordo con la scelta di aumentare le pensioni - conclude il segretario della UILP, Tortorelli - a patto che non si dia con una mano e si sottragga con l'altra. Se si aumenta la pensione minima a 780 euro ma si aumentano contemporaneamente le bollette, i servizi sanitari, ci sarà sempre più difficoltà dei pensionati a curarsi. Servono scelte che vadano a costruire il beneficio di un aumento che possa essere valido anche per l'economia locale nazionale».