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Da una parte l’emergenza sanitaria, dall’altra quella legata al futuro del comparto produttivo lucano. Passata la tempesta che ne sarà delle nostre aziende? Ne parliamo con il segretario regionale della Uil, Vincenzo Tortorelli: «I numeri dei contagi sono ancora bassi ma vanno intensificati gli sforzi partendo dal rafforzamento e della messa in sicurezza del sistema sanitario regionale».

In che modo? «Dispositivi di sicurezza individuali adeguati e sicuri per tutti, tamponi a tutto il personale sanitario e dei servizi, separazione attraverso un percorso specifico dei reparti Covid-19 dal resto delle unità operative degli  ospedali, assunzione di nuovo personale sanitario a partire da tutte le graduatorie in essere».

Sul fronte organizzativo la Regione punta sull’ospedale di Venosa per ampliare la disponibilità di posti per la terapia intensiva. Cosa ne pensa? «È la scelta giusta. Non ci convince, però, la decisione di smantellare i posti di Terapia Intensiva, già presenti ed attrezzati presso l’ospedale di Pescopagano».

Il sistema di emergenza sanitaria fa capo alla Task force regionale. Crede che stia operando al meglio?

«Penso che sia indispensabile la nomina di un “Commissario Speciale” che dovrebbe avrebbe un ruolo di “comando unico” per il contenimento del virus sul territorio, per gli approvvigionamenti e per la logistica ospedaliera.

Smantellando la Task force? «No, magari integrandola o avvalendosi del consulto di figure di alto spessore tecnico-scentifico. Occorre una riscrittura ed articolazione della rete territoriale dei servizi e studiare misure per tenere in carico le diverse fasce di popolazione che non possono rimanere nel limbo assistenziale ora e dopo l’emergenza. Esempi concreti di intervento a domicilio di équipe dedicate sono sperimentate nelle realtà colpite dal contagio al Nord tra cui Piacenza».

Sul fronte del rapporto con i cittadini ci segnalano ritardi nei tamponi e nelle comunicazioni sulla positività o meno...

«È vero, i cittadini ci chiedono più rapidità nella gestione dei contagiati e dei loro familiari. Molte volte vengono lasciati a casa in quarantena (giustamente) ma hanno bisogno di supporto, di informazioni più precise e dettagliate e di un supporto anche psicologico (molti familiari vanno in confusione). Ecco anche per questo un comando unico aiuterebbe».

Anche l’economia lucana soffre in questa emergenza...

«In questo momento la priorità assoluta è la salvaguardia della salute dei lavoratori, dei pensionati e dei cittadini. In coerenza con il sacrosanto mantra “io resto a casa”, noi chiediamo semplicemente che tutti quelli che possono debbano restare a casa. A questo proposito, l’ultimo Dpcm rappresenta un passo avanti, ma non basta ancora, perché ci sono altre attività che vanno sospese. Inoltre, il Protocollo del 14 marzo non è stato ancora compiutamente attuato in tutti i luoghi di lavoro e, dunque, la sicurezza non è sufficientemente garantita dappertutto. Peraltro, anche lì dove si svolgono servizi, spesso, da eroi, come nella sanità, nella protezione civile, nella sicurezza pubblica, o essenziali, come ad esempio nelle filiere agroalimentare e farmaceutica, solo per citare quelle necessarie alla sopravvivenza, non sempre la sicurezza è assicurata. Per questi lavoratori, inoltre, chiediamo che sia aumentato significativamente il bonus già previsto dal Governo. Ebbene, se non stringiamo tutte le maglie lì dove è possibile, anche quelle attività davvero imprescindibili vengono messe a rischio e le ripercussioni sull’intero Paese possono diventare drammatiche ».

Una volta superata l’emergenza cosa si dovrebbe fare. L’Accordo quadro per la Cassa integrazione in deroga è la strada giusta?

«È un primo strumento positivo per garantire che tutti quelli che hanno perso il lavoro ricevano l’indennità salariale. Vorremmo che il metodo concertativo diventasse per la Giunta Bardi pratica quotidiana in tutti i settori e non sporadica. La «mission» del sindacato resta: nessuno sarà lasciato da solo. Tra le priorità: la manodopera agricola indispensabile alle aziende per far arrivare i prodotti specie ortofrutticoli nelle case. La grande campagna di raccolta nel Metapontino come nel Vulture-Alto Bradano ha sempre richiesto manodopera extraregionale ed estera che ha difficoltà di movimento. È un nodo che va affrontato come quello della graduale riapertura dei cantieri di costruzione di opere infrastrutturali indispensabili. Ci sono poi i servizi socio-assistenziali per i nostri anziani, ancora più strategici in questa fase di tutela della salute, che diventano un nuovo settore di lavoro, sia pure ancora con gradualità e sistema simile al lavoro agile (centri ascolto e di informazione, assistenza con sistema skype). Dobbiamo inoltre pensare già adesso alla Fca Melfi e all’indotto per il “dopo Coronavirus”. In una fase successiva – che auspichiamo a più breve tempo possibile – si dovranno affrontare tutti i temi della ripresa produttiva e dell’occupazione».