Articoli filtrati per data: Marzo 2020

Ci vuole una risposta straordinaria e robusta del livello locale nella crisi da Covid 19 per sostenere le esigenze di famiglie e cittadini e quelle delle imprese. Intanto, va fatta chiarezza e vanno distinte le misure di aiuto straordinario – come quelle previste dal Governo ed annunciate dal Premier Conte e dal Ministro Gualtieri e come la Social Card Covid-19 della Regione – da quelle di breve e medio termine con al centro l’obiettivo della ripresa economica ed occupazionale. Per questa ragione, la costituzione di un ‘Fondo regionale di investimento sociale’ può essere un ottimo strumento moltiplicativo di risorse e di reddito adeguato al difficile momento depressivo e per buttare le basi sul dopo emergenza. Una strategia dunque anche a sostegno, complemento ed implementazione delle provvidenze che arrivano dal Governo nazionale sostanzialmente centrate sul rinforzo dell’offerta e di protezione sociale. Prima i bisogni di emergenza, la spesa e la vita quotidiana. Ma non limitiamoci a questo. È verosimile che per la storia, le caratteristiche, gli assetti produttivi, i territori e le catene del valore industriale sedimentate nei distretti del Nord ripartano prima ,recuperando ed elaborando nel tempo le ferite sociali e personali con un nuovo scatto di reni. Nel Mezzogiorno e nella nostra regione il ‘cosa fare’ per risalire la china richiederà verosimilmente più fatica e la risalita sconterà necessariamente più fatica, più affanno e più malessere e marginalità sociale. È intorno a queste valutazioni che si snoda la nostra idea-proposta di Fondo mutualistico che ha proprio la caratteristica di strumento finanziario a diretta emanazione regionale, con l’ausilio ed il sostegno dei soggetti legati alla rappresentanza sociale ed imprenditoriale. Il Fondo, auto sostenuto sul mercato finanziario, può partire con una dote di costituzione, a valere di risorse recuperate dalla riprogrammazione dei Fondi Ue, impegnati per il FSE a livello nazionale per soli 4,8 mld di euro. In queste drammatiche ore si sta facendo strada l’ipotesi, che noi invece consideriamo non solo come tale ma una strada perseguibile, di utilizzare i soldi europei per darli a cittadini ed imprese con strumenti e procedure innovativi. Ma non solo fondi comunitari. La dote di costituzione del Fondo può contare su diverse traiettorie: prestiti derivanti da operatori internazionali (Bei-Banca Europea per gli Investimenti); svincolo di impegni per opere e per piani annunciati ma non avviati; programmi di rilancio per il sostegno alle imprese del Sud connessi al ‘salvataggio’ della ‘Popolare di Bari’; garanzie per finanziamenti non coperte da Medio credito centrale.
E poi c’è tutta la partita che torna di grande attualità dell’impiego più produttivo delle royalities derivanti dalle risorse energetiche (petrolio e gas) e idriche, di risorse speciali da ricontrattare con Eni ed i players operanti in Basilicata. Qualcuno dovrebbe ricordare che la Uil e il Cssel in tutti questi anni hanno condotto un’iniziativa asfissiante per la costituzione del Fondo Sovrano che se ora ci fosse avrebbe rappresentato più che un’ancora di salvezza, un’autentica cassaforte regionale. Andiamo oltre fino ad immaginare di mobilitare a garanzia dell’operazione ogni commodities derivante dalla fruizione corretta dei beni comuni (forestazione produttiva, crediti di carbonio etc,..). È chiaro che il trust di valori assegnati al Fondo deve essere curato da soggetti di grande affidabilità professionale per la cura delle operazioni di impiego sui mercati finanziari: si può immaginare un pool di soggetti bancari insieme a ‘Sviluppo Basilicata’. Primo compito del Fondo è fornire valori e prodotti al fabbisogno di prima liquidità immediata delle PMI per risarcire il ristagno e lo stop da caduta della domanda. E poi sostenere la ‘seconda liquidità’ che le imprese, ad emergenza sanitaria declinante, si troveranno a dover affrontare.A cominciare dal far fronte agli impegni del micro credito. Questo primo blocco di soggetti beneficiari, oltre alle pmi racchiude quel vasto mondo delle partire iva che sono e saranno le più esposte al rischio di soccombenza, perdendo valori, storie e capacità d’iniziativa (in Basilicata sono circa 48 mila le figure afferenti questa sfera di attività). Questi soggetti da riconnettere in una rete diffusa ed allargata ai 100 ‘paesi polvere’ con aiuti a breve termine, devono essere rimotivati a ripartire in un contesto di mercato modificato. Pensiamo a cosa muta in questi giorni e che forse potrà essere il ‘continente inesplorato’ di un mercato ‘mutato’. Pensiamo alle imprese che si rimodulano per produrre dispositivi di sicurezza. Ma anche alle competenze digitali accresciute; è il caso dei pensionati che hanno imparato ad utilizzare il bancomat o l’internet banking, allo smartworking, senza dimenticare alunni e docenti che stanno imparando insieme le tecniche di apprendimento a distanza. Ecco ci vorrà anche una struttura speciale regionale che aiuti con competenza la gente delle partite iva e delle pmi insieme a mondo sindacale, associativo, patronati a curare marketing territoriale. Una leva di ‘attivatori territoriali’ che aiuti la risalita creativa della platea dei soggetti anche con il modello di contratti di rete già previsti e diffusi con il sostegno di Invitalia che dovrà rimodulare la sua “mission”. Il Fondo poi dovrà avere una seconda gamba nel blocco dei bisogni e delle risorse delle famiglie nelle funzioni di cura e di rilancio dei progetti di quella fascia di mondo giovanile rientrato e che resta una risorsa per le aree interne. Il Fondo potrà operare su questa platea attraverso prodotti di prestiti d’onore o di erogazione fiduciariacome dote-famiglia . Infine il terzo settore. La terza gamba dei beneficiari del Fondo.
La suggestione è di Carlo Borgomeo (Fondazione con il Sud). Un intervento per sostenere le organizzazioni di Terzo settore (associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e cooperative sociali) mediante la concessione di contributi a fondo perduto da erogare, non in base ad una faticosa selezione di progetti, ma a tutte le organizzazioni che rispondano a requisiti minimi di continuità, di esperienza, di radicamento nei territori.

Da una parte l’emergenza sanitaria, dall’altra quella legata al futuro del comparto produttivo lucano. Passata la tempesta che ne sarà delle nostre aziende? Ne parliamo con il segretario regionale della Uil, Vincenzo Tortorelli: «I numeri dei contagi sono ancora bassi ma vanno intensificati gli sforzi partendo dal rafforzamento e della messa in sicurezza del sistema sanitario regionale».

In che modo? «Dispositivi di sicurezza individuali adeguati e sicuri per tutti, tamponi a tutto il personale sanitario e dei servizi, separazione attraverso un percorso specifico dei reparti Covid-19 dal resto delle unità operative degli  ospedali, assunzione di nuovo personale sanitario a partire da tutte le graduatorie in essere».

Sul fronte organizzativo la Regione punta sull’ospedale di Venosa per ampliare la disponibilità di posti per la terapia intensiva. Cosa ne pensa? «È la scelta giusta. Non ci convince, però, la decisione di smantellare i posti di Terapia Intensiva, già presenti ed attrezzati presso l’ospedale di Pescopagano».

Il sistema di emergenza sanitaria fa capo alla Task force regionale. Crede che stia operando al meglio?

«Penso che sia indispensabile la nomina di un “Commissario Speciale” che dovrebbe avrebbe un ruolo di “comando unico” per il contenimento del virus sul territorio, per gli approvvigionamenti e per la logistica ospedaliera.

Smantellando la Task force? «No, magari integrandola o avvalendosi del consulto di figure di alto spessore tecnico-scentifico. Occorre una riscrittura ed articolazione della rete territoriale dei servizi e studiare misure per tenere in carico le diverse fasce di popolazione che non possono rimanere nel limbo assistenziale ora e dopo l’emergenza. Esempi concreti di intervento a domicilio di équipe dedicate sono sperimentate nelle realtà colpite dal contagio al Nord tra cui Piacenza».

Sul fronte del rapporto con i cittadini ci segnalano ritardi nei tamponi e nelle comunicazioni sulla positività o meno...

«È vero, i cittadini ci chiedono più rapidità nella gestione dei contagiati e dei loro familiari. Molte volte vengono lasciati a casa in quarantena (giustamente) ma hanno bisogno di supporto, di informazioni più precise e dettagliate e di un supporto anche psicologico (molti familiari vanno in confusione). Ecco anche per questo un comando unico aiuterebbe».

Anche l’economia lucana soffre in questa emergenza...

«In questo momento la priorità assoluta è la salvaguardia della salute dei lavoratori, dei pensionati e dei cittadini. In coerenza con il sacrosanto mantra “io resto a casa”, noi chiediamo semplicemente che tutti quelli che possono debbano restare a casa. A questo proposito, l’ultimo Dpcm rappresenta un passo avanti, ma non basta ancora, perché ci sono altre attività che vanno sospese. Inoltre, il Protocollo del 14 marzo non è stato ancora compiutamente attuato in tutti i luoghi di lavoro e, dunque, la sicurezza non è sufficientemente garantita dappertutto. Peraltro, anche lì dove si svolgono servizi, spesso, da eroi, come nella sanità, nella protezione civile, nella sicurezza pubblica, o essenziali, come ad esempio nelle filiere agroalimentare e farmaceutica, solo per citare quelle necessarie alla sopravvivenza, non sempre la sicurezza è assicurata. Per questi lavoratori, inoltre, chiediamo che sia aumentato significativamente il bonus già previsto dal Governo. Ebbene, se non stringiamo tutte le maglie lì dove è possibile, anche quelle attività davvero imprescindibili vengono messe a rischio e le ripercussioni sull’intero Paese possono diventare drammatiche ».

Una volta superata l’emergenza cosa si dovrebbe fare. L’Accordo quadro per la Cassa integrazione in deroga è la strada giusta?

«È un primo strumento positivo per garantire che tutti quelli che hanno perso il lavoro ricevano l’indennità salariale. Vorremmo che il metodo concertativo diventasse per la Giunta Bardi pratica quotidiana in tutti i settori e non sporadica. La «mission» del sindacato resta: nessuno sarà lasciato da solo. Tra le priorità: la manodopera agricola indispensabile alle aziende per far arrivare i prodotti specie ortofrutticoli nelle case. La grande campagna di raccolta nel Metapontino come nel Vulture-Alto Bradano ha sempre richiesto manodopera extraregionale ed estera che ha difficoltà di movimento. È un nodo che va affrontato come quello della graduale riapertura dei cantieri di costruzione di opere infrastrutturali indispensabili. Ci sono poi i servizi socio-assistenziali per i nostri anziani, ancora più strategici in questa fase di tutela della salute, che diventano un nuovo settore di lavoro, sia pure ancora con gradualità e sistema simile al lavoro agile (centri ascolto e di informazione, assistenza con sistema skype). Dobbiamo inoltre pensare già adesso alla Fca Melfi e all’indotto per il “dopo Coronavirus”. In una fase successiva – che auspichiamo a più breve tempo possibile – si dovranno affrontare tutti i temi della ripresa produttiva e dell’occupazione».

"E' urgente ora saper coniugare salute, organizzazione produttiva e nuove conquiste oltre la drammaticità di questa situazione". Lo ha scritto, in una nota sull'emergenza coronavirus, il Segretario regionale della Uil, Vincenzo Tortorelli, il quale ha lanciato un appello "ai decisori pubblici, alla sfera delle responsabilità politiche regionali e locali" di "immaginare ora una Basilicata che cambia strada a partire dalla radicalità della crisi attuale". Secondo il rappresentante sindacale, "l'emergenza coronavirus ha una rilevanza del tutto nuova nell'economia e nella società regionale e ci impone una riflessione straordinaria per modificare all'altezza della sfida i programmi e le priorità del sindacato e delle organizzazioni sociali più vaste. Per ritrovare coesione, senso civico, spirito solidale ed umano, nel tempo della rischiosità, per intraprendere un cammino nuovo".

Per Tortorelli "serve una politica complessiva di sviluppo, con una prospettiva di medio periodo, che preveda investimenti, pubblici e privati, orientati all'innovazione ed alla sostenibilità, alla buona occupazione, al potenziamento delle infrastrutture sociali, alla competitività, all'inclusione sociale e al miglioramento dei servizi pubblici per imprese e cittadini. Ci sono tanti spunti e proposte nei documenti degli Stati generali del lavoro e del Manifesto unitario".

La Basilicata deve "perseguire - ha concluso Tortorelli - la via energica e suggestiva dell'autonomia e della convivialità, nell'ampliamento dei diritti e dell'uguaglianza sostanziale tra le persone, nel welfare, nel mondo del lavoro e nelle ragioni dell'impresa: con un nuovo inizio".

La UIL Basilicata considerata la massima allerta per la fase acuta di emergenza sanitaria e sociale che il nostro Paese e la nostra regione stanno attraversando, comunica che manterrà aperte le proprie sedi assicurando un presidio per le urgenze, assumendo presso le sedi UIL, di Patronato ITAL e assistenza fiscale CAF, tutte le precauzioni utili per tutelare la salute degli utenti e degli operatori, in ottemperanza alle prescrizioni contenute nel DPCM: l’accesso agli sportelli sarà contingentato, mediante appuntamento e solo per urgenze, con le dovute attenzioni al rispetto delle distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro. Nel caso di accesso fisico agli sportelli gli utenti sono invitati a limitare, ove possibile, il numero degli accompagnatori.

La UIL di Basilicata garantisce la propria assistenza anche mediante i canali telefonici e digitali (e-mail, Socialnetwork, iUIL …) pertanto sollecita i propri iscritti e tutti i cittadini a prediligere questa comunicazione.

Gli indirizzi e i contatti dedicati ai quali rivolgersi sono:

UIL BASILICATA
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ITAL
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