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”DA DOMANI I LAVORATORI DEL COMPARTO ARTIGIANO SI SENTIRANNO MENO SOLI”.

Venerdì 31 Gennaio presso “Scambiologico” a Potenza si è tenuto il Coordinamento Regionale della UIL Artigianato Basilicata. Presenti all’incontro il Segretario Generale della UIL Basilicata Vincenzo Tortorelli, il Responsabile Nazionale UIL Artigianato Mauro Sasso, i componenti del coordinamento regionale, i segretari e responsabili delle categorie, i membri di CGIL e CISL facenti parte del comitato di gestione EBAB.
“I lavoratori dipendenti artigiani di questo Paese – sottolinea il Responsabile Nazionale UIL Artigianato Mauro Sasso - sono lavoratori deboli: ricevono una retribuzione più bassa rispetto alla pari funzione con i comparti dell’industria, lavorano in aziende piccole entro cui la capacità negoziale del sindacato è complicata e la loro dimensione determina una maggiore esposizione agli andamenti di mercato. Per  questo, più di altri lavoratori, rischiano di perdere il posto o comunque di cambiare spesso la loro funzione. “ A sostegno della debolezza evidente della categoria artigiana, negli anni è stato costituito un sistema di bilateralità tra datori di lavoro e sindacato, di varia entità e importanza sul piano economico: dal bonus per l’acquisto di libri scolastici per i Vigli, dal contributo per l’abbonamento al trasporto pubblico (etc…) ad una sanità integrativa, un fondo per la formazione interprofessionale, a un organismo
paritetico per la sicurezza sui luoghi di lavoro, a un fondo di supporto al reddito come ammortizzatore sociale, una sorta di cassa integrazione per le aziende che attraversano momenti di difficoltà. Molte ditte artigiane però rimangono fuori dalla bilateralità offerta dall’EBAB (Ente Bilaterale Artigianato Basilicata), ignorando che quello è un obbligo; le aziende che stanno all’interno non conoscono i loro diritti. È da queste constatazioni che la UIL regionale ha avviato un progetto programmatico e attuativo della sua azione nel comparto artigiano. “Dove vogliamo andare!” è il titolo dell’iniziativa che si propone di dare un rinnovato slancio in termini di rappresentanza ad un mondo che, per troppo tempo, non ha avuto attenzioni e risposte. Nel corso dell’evento è stato nominato Coordinatore regionale UIL Artigianato Basilicata Diego Sileo, 32 anni, che, nel suo intervento, ha portato una disamina attenta della situazione attuale della bilateralità lucana, dei servizi e delle prestazioni offerte e di quelli possibili, illustrando spunti concreti sul lavoro da svolgere insieme alle categorie confederali in un’ottica di responsabilità comune. “Da domani – ha affermato Sileo – i lavoratori del comparto artigiano si sentiranno meno soli”. Una strategia con cui la UIL conferma il proprio impegno per la ripresa complessiva del settore sul piano della bilateralità e su quello politico organizzativo, economico e strutturale di questo territorio.

 

Contatti Coordinatore regionale UIL Artigianato Basilicata:                                                                                                                Diego SILEO - cell. + 39. 349. 2553919 | e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Le retribuzioni medie dei lavoratori lucani dipendenti del settore privato sono di circa 700 euro mensili in meno di quelle medie dei lavoratori lombardi e di circa 500 euro mensili in meno di quelle dei lavoratori piemontesi ed emiliani. Lo riferisce la Uil Basilicata che, avvalendosi dei dati Inps pubblicati nell’Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato, ha elaborato uno Studio incentrato sull’analisi delle retribuzioni medie mensili delle lavoratrici e lavoratori riferite all’anno 2018. Si tratta – precisa la Uil - di una mappatura che, seppur non esaustiva della totalità dell’occupazione dipendente (sono infatti esclusi gli operai agricoli e domestici), intende fotografare la composizione geografica, per qualifica, per genere e per età di tale tessuto occupazionale, ponendo particolare attenzione a come questi indicatori influiscano sulle retribuzioni medie mensili di ogni lavoratrice e lavoratore. Nei dati emergono alcuni elementi di criticità divenuti strutturali nel nostro mercato del lavoro: il divario retributivo di genere a parità di qualifica ed una bassissima presenza femminile nelle qualifiche più alte; un Mezzogiorno caratterizzato da retribuzioni medie mensili più basse rispetto al Centro-Nord, ciò dovuto anche ad una forte componente di lavoro part-time che riduce le giornate retribuite.

Per tornare alla Basilicata, che si colloca al quart'ultimo posto della graduatoria, le retribuzioni medie ammontano a 1.243 euro (Lombardia 1.944 euro, Piemonte 1.738 euro, Emilia 1.730 euro) con forte differenza tra lavoratori Full Time (circa 1.600 euro al mese) e Part Time (632 euro al mese).

I dati accompagnati da tabelle e grafici – commenta il segretario regionale della Uil Vincenzo Tortorelli – sono molto più eloquenti di tante parole di analisi, ma alcune riflessioni meritano di essere fatte. Innanzitutto per la Uil sono questi temi su cui occorrerà continuare a lavorare con costanza, cercando di ridurre, fino ad eliminare, le disparità di genere e territoriali.

 

POTENZA, 20 febbraio 2020 - La confusione della Giunta Regionale in materia di concertazione sociale ha toccato il punto più basso con la delega al suo ufficio stampa a “dichiarare” e pertanto a commentare gli Stati Generali.

Di fronte a un evento del tutto nuovo per la nostra realtà territoriale, in cui parti sociali e datoriali arrivano ad una comune sintesi progettuale mettendo in campo, ognuno nel rispetto della propria autonomia e della propria progettualità, proposte per lo sviluppo, ci saremmo aspettati segnali ben diversi con precise e definite assunzioni di responsabilità politica.

Al contrario, la risposta giunta dalla Regione denota una completa ed irrituale chiusura, con una Giunta che rivendica l’esclusività delle prerogative di programmazione offrendo una lettura superficiale e autoassolutoria di una grande mobilitazione sociale.

Il governo regionale dà, in questo modo, un ennesimo segnale di autoreferenzialità, laddove, invece, sono riuscite parti sindacali e datoriali – Cgil, Cisl, Uil, Pensiamo Basilicata, Confindustria, vale a dire i soggetti rappresentativi dell’intero mondo dell’impresa e della cooperazione - facendo sintesi intorno ad una “visione unitaria” di Basilicata del futuro, pur conservando autonomia e differenti valutazioni.

Il rimarcare la  differenza tra “chi è deputato a governare e chi è deputato a rappresentare i corpi intermedi” suona come il tentativo di confinare la rappresentanza delle parti economiche e sociali a ruolo marginale e quindi ad una consultazione formale.

Preoccupa, in aggiunta, l'affermazione, attribuita alla Giunta Regionale “non si intende seguire le liturgie del passato”: non c'è un'indicazione, sia pure generica, di un nuovo strumento di concertazione, mentre si cita l'esempio della “cabina di regia” - che noi preferiamo chiamare come nella denominazione originaria e condivisa più significativa “tavolo della trasparenza” - come si trattasse di una “concessione” alle parti sociali chiamate di tanto in tanto ad ascoltare decisioni prese in assoluta solitudine.

Per noi invece la programmazione è una costruzione collettiva che deve partire dal basso, dalla condivisione di obiettivi e strategie. Altra cosa è convocare incontri su scelte già assunte e programmi già definiti.

Gli Stati Generali hanno espresso con forza il valore imprescindibile dei corpi intermedi, ricordando che in Basilicata CGIL CISL e UIL rappresentano decine di migliaia di lavoratori e che le associazioni datoriali sono espressione di un vastissimo e articolato tessuto produttivo.

L’appello, dunque, al Presidente Bardi non può che essere ad andare oltre gli individualismi di parte, con l’auspicio che si inizi a dare subito segnali concreti sul terreno del confronto e della concertazione per evitare ulteriori inasprimenti delle relazioni.

 

 “L’iniziativa di oggi, sicuramente inedita nella storia dei rapporti tra forze sindacali e datoriali e mondo cooperativo e del terzo settore, segna una nuova fase di protagonismo sociale, quella di un sindacato che opera con codici di comportamento più attuali, aperti alla modernità ed alla co-progettazione, al fare insieme”. Lo ha detto il segretario generale della Uil Basilicata Vincenzo Tortorelli, intervenendo agli Stati Generali che – ha evidenziato – “non guardano al passato ma scrivono con coraggio e speranza una nuova pagina di futuro della Basilicata”.
“La splendida iniziativa di Tito dello scorso 18 ottobre, intorno al nostro Manifesto per la Basilicata 2030, con 3 mila presenze, fortemente voluta da Cgil Cisl e Uil, ha aperto un nuovo corso del movimento sindacale lucano, rompendo ogni indugio. Proprio le nuove generazioni, le loro famiglie, i mondi vitali del lavoro e dell’impresa, quelle della produzione e della cooperazione sociale, sono proprio esse che fermentano e chiedono una svolta adesso perché la Basilicata non può aspettare. Diciamo si a questo cammino senza riserve, con convinzione, con nettezza, sincerità e concordia. Sappiamo cosa è buon lavoro, e lo ricerchiamo, perché possibile, realizzabile con una nuova crescita. lavoro di qualità e buona impresa, lo sappiamo qui in Basilicata dove negli anni scorsi hanno avuto inizio esperimenti avanzati dei grandi insediamenti (Fca, Barilla, Ferrero ) e dove ogni giorno capitale e lavoro rifanno quella faticosa e tenace storia delle piccole e medie imprese. Per questo ci muoviamo insieme”.
Per Tortorelli inoltre proprio l’idea progettuale del piano per il Sud del governo, presentato a Gioia Tauro solo qualche giorno fa, ci fa capire che questa è la via giusta. Investire oggi, a cominciare dal sud, significa pensare all’italia di domani. Mobilitare, anche con anticipazioni, subito le diverse missioni strategiche del Piano che convoglierà in dieci anni 120 miliardi di euro.Una strategia pluriennale da applicare presto ai diversi ambiti di intervento per recuperare il lungo inverno del disinvestimento nel Mezzogiorno. Nella convinzione che ogni euro di investimento per il Sud in opere e infrastrutture porta ricchezza a tutti, a cominciare dal Nord con un incremento della domanda in beni, servizi e occupazione.
E allora tre sono gli agganci forti che tengono unite le nostre proposte: innanzitutto la promozione e la tutela della persona-soggetto, come parte di una comunità di lavoro, come cardine della crescita umana e collettiva (come spesso ricorda Giuseppe De Rita ); la tutela e la valorizzazione dell’ambiente che ci circonda, dai borghi che si spopolano ai luoghi di estrazioni delle risorse petrolifere, dalle città alle acque e foreste; l’intelligenza umana nell’uso delle nuove opportunità che la tecnologia e i nuovi media ci mettono a disposizione.
Lo diciamo forte al governo regionale che bisogna cambiare indirizzi e comportamenti: incrociare i finanziamenti prevedibili, specie utilizzando in modo cumulativo e plurifondo quelli del nuovo ciclo delle risorse europee, dando un’anima, una scossa ai temi delle filiere emergenti. A cominciare dalla filiera agro-alimentare dell’ambiente, dell’energia, per avviare anche in Basilicata progetti concreti di transizione energetica.
L’idea e la pratica di una Basilicata verde è la nostra idea, un cardine della nostra nuova battaglia sindacale.
Cosa fare per rendere effettive le leve delle politiche attive e del lavoro?
Vogliamo partecipare anche noi, con le nostre risorse ed organizzazioni, a varare un piano credibile di avviamento all’occupazione, recuperando le storie dei 2mila collocati nel contingente degli ammortizzatori sociali, ma guardando avanti per rendere possibile uno straordinario piano per il lavoro di almeno 5mila nuovi assunti nei prossimi tre anni. Specie un progetto di occupazione femminile e giovanile, seguendo i percorsi e le credenziali che essi stessi si procurano nel mondo del lavoro qualificato, pubblico e privato, oltre che nella ricerca.
E poi una svolta. Si passi ai fatti di una vera riforma sanitaria che – ha detto ancora il segretario della Uil – riorganizzi il sistema, lo rilanci, con una forte alleanza tra le risorse umane del lavoro in sanità e le generazioni di persone che chiedono più cure per tutti e nuovi percorsi di cura.

Noi aspiriamo a gettare le basi per un nuovo sistema di relazioni sindacali e istituzionali, un nuovo ciclo di pianificazione e programmazione regionale, più aperto ed efficace, meno frammentato, non ambiguo, più inclusivo e sicuramente scevro da pregiudizi politici. Con un ruolo di guida e di propulsione della Regione, collegata con enti strumentali revisionati, con agenzie di servizio intermedie e con le Unioni dei Comuni operanti.

La prospettiva per cui battersi è quella di stipulare un “PROTOCOLLO D’INTESA” che impegni la Giunta Regionale insieme al partenariato economico e sociale per rafforzare e sostenere i processi di cooperazione istituzionale. Conta la DEMOCRATICITÀ dei processi decisionali nella costruzione delle scelte strategiche, nelle politiche di sviluppo che necessitano di un nuovo approccio globale della programmazione regionale.

Ecco che confidiamo in una svolta nelle relazioni istituzionali e lo richiediamo con forza, specie al Presidente Bardi e a tutto il governo regionale. Conta l'idea-madre di un’altra regione, più sociale e produttiva che solo un nuovo, largo, robusto blocco storico può sostenere ed integrare con buone prospettive.

Portare avanti chi è nato indietro dicevano i nostri padri nobili del sindacalismo italiano.Con questo spirito bisogna chiedersi sempre cosa significhi nel XXI secolo battersi per nuovi diritti e nuove conquiste del mondo del lavoro e nella nostra società. Ce lo chiediamo ancora oggi, quando ancora ci affliggono le storie di tante donne e uomini, d’intere generazioni, di tanti giovani che sono costretti ad abbandonare la nostra terra, e per loro e con loro che vogliamo costruire fiduciosi un avvenire migliore. Ed è per questo che serve un Patto forte, con il coraggio e la speranza di aprire nuove opportunità per tutti."

 

 

In allegato il documento strategico comune, "Un Patto tra produttori per il Lavoro e lo Sviluppo. La Basilicata non può aspettare" frutto del lavoro di sintesi delle proposte programmatiche di CGIL, CISL e UIL insieme a Confindustria Basilicata, Pensiamo Basilicata, Coldiretti Basilicata 

 

 

 

Le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali convocano per il giorno 19 febbraio alle ore 10.00 presso il Park Hotel di Potenza gli Stati Generali del Lavoro, un Patto per la Basilicata con al centro i temi del lavoro e dello sviluppo al fine di imprimere un rilancio dell’economia lucana.

La Basilicata non può aspettare! 

 

E' morto oggi a Matera all'età di 75 anni il presidente del Consiglio Confederale Regionale della Uil Basilicata Michele Delicio.
La Uil di Basilicata esprime il più profondo cordoglio alla famiglia, in particolare alla figlia Grazia, al fratello Valeriano, alle sorelle Maddalena e Flavia, ai cognati e nipoti e ricorda l'impegno che in tutta la sua vita ha profuso nel sindacato e per i lavoratori e cittadini tutti lucani.
Delicio è stato tra i fondatori della Uil in Basilicata, per lunghi anni segretario provinciale a Matera e segretario regionale dal 2001 al 2009, quando gli è subentrato Carmine Vaccaro. Inoltre ha ricoperto numerosi incarichi nazionali, ultimi dei quali nella Uil Pensionati.
“Figura prestigiosa per tutta la Uil – è il ricordo di Vincenzo Tortorelli, segretario regionale – di grande impegno a favore delle comunità locali, senza risparmiare energie. Per me è stato e continuerà ad essere un punto di riferimento oltre che ad aver rappresentato l'amico fraterno, consigliere di esperienza e saggezza. Resterà sempre nella mia memoria la sua ultima presenza a Potenza, l'11 gennaio scorso, quando nonostante le precarie condizioni di salute non ha voluto mancare all'assemblea che ha segnato il ricambio alla guida della Uil lucana. Ha inteso presiedere i lavori e partecipare al passaggio di testimone, a quella “staffetta generazionale” che lo ha visto tenace sostenitore, come ha detto a conclusione dei lavori: “E' la Uil che abbiamo e che volevamo”, coniugando il passato al presente”.
Tortorelli ha annunciato inoltre che il Consiglio Confederale Regionale nella prossima riunione deciderà le iniziative più opportune perchè “l'impegno, il sacrificio e la passione di Michele possano diventare un esempio per tutti i dirigenti ed iscritti alla Uil”.

 La salma sarà vegliata fino a domani alle ore 12,00 presso la CASA DEL COMMIATO di EMANUELE GIASI in VIA LUCANA n. 241 a MATERA. Il feretro muoverà per la PARROCCHIA MARIA SS.ADDOLORATA (rione Serra Venerdì) ove alle ore 15,00 sarà celebrato il rito funebre.