Articoli filtrati per data: Novembre 2019 - UIL Basilicata

“Nella nuova geografia europea delle disuguaglianze, così come la Svimez la “fotografa” nel Mezzogiorno d’Italia, forse la più odiosa delle disuguaglianze è la condizione di vita di milioni di pensionati ed anziani meridionali rispetto a pensionati ed anziani degli altri Paesi Europei. Due esempi su tanti: una pensione di 1.500 euro ha in Italia una decurtazione di 300 euro di tasse, contro gli 80 euro della Germania; nel 2007 raccogliemmo centinaia di migliaia di firme per una proposta di legge sull’autosufficienza depositata in Parlamento dove da allora giace. Sono questi alcuni dei motivi che ci vedono oggi a Roma manifestare insieme ai pensionati di Cgil, Cisl,Uil, l’esercito di “invisibili” che almeno per un giorno si è ripresa la visibilità dei media. Le pensionate e i pensionati, infatti, sono stati sostanzialmente ignorati dalla manovra del Governo che contiene molte promesse, ma i fatti concreti sono ancora pochi e l’attuazione di alcune decisioni è ridimensionata dalle poche risorse. Si pensi solo alla “mini rivalutazione delle pensioni”, che riguarderà una platea ristretta di persone che percepiscono una assegno tra il 1.522 e i 2.029 euro lordi, e che ammonterà a 50 centesimi lordi mensili pari a poco meno 6 euro all’anno.

Inoltre, in una società che invecchia rapidamente e vede allungarsi sempre più le aspettative di vita degli anziani, appare quanto meno auspicabile un allungamento della vita attiva. Un’esigenza apparentemente ovvia che trova un fondamento nella riduzione della popolazione attiva e nell’impiego del tempo di una popolazione vecchia ma ancora in condizioni di esprimere soddisfacenti livelli di capacità lavorativa. Un allungamento della vita lavorativa è necessario anche a mantenere in equilibrio i conti di un sistema previdenziale che rischierebbe un serio e duraturo squilibrio finanziario con effetti disastrosi sulla tenuta del tessuto sociale”.

“Il prossimo venerdì 15 novembre scatta l’ora ‘X’ per le assunzioni nel Pubblico Impiego. Si tratta del termine introdotto dalla legge nazionale di bilancio per il 2019 dal quale poter procedere alle assunzioni conseguenti lo sblocco del turnover al 100%, da tempo sollecitato dal sindacato e resosi necessario per continuare a garantire la funzionalità degli uffici della Pubblica Amministrazione. Ma se i Ministeri interessati si stanno preparando per le procedure concorsuali cosa fa la Regione Basilicata? “. E' quanto sostiene e chiede il segretario generale regionale della Uil Carmine Vaccaro sottolineando che il turnover partirà da quanti hanno utilizzato Quota 100 che in Basilicata secondo i dati più aggiornati dell'Inps sono 2554 (1.698 nella provincia di Potenza e 856 in quella di Matera).
“Lo sblocco delle assunzioni riguarda, da noi - aggiunge - centinaia di posti di lavoro, in tutte le Amministrazioni centrali e periferiche, dagli uffici statali alla regione, dagli ospedali ai comuni, dalle forze dell’ordine agli istituti previdenziali agli uffici giudiziari. In questo modo sarà possibile rimpiazzare le migliaia di uscite di personale concretizzatesi negli anni scorsi e previste per gli anni a venire. Si potrà così a breve immettere in servizio nuovo giovane personale, facendo dimenticare, mi auguro una volta per tutte, la brutta storia del “concorsone” in Regione che risale al 2009 con oltre 30 mila domande presentate e circa 20.500 ammessi, di cui alcuni per più selezioni di profili che si sarebbero dovuti assumere. Dopo lunghissimi anni, come è noto, è stato tutto annullato contribuendo ad alimentare la sfiducia dei nostri giovani e contribuendo alla loro fuga. Le due facce della medaglia – dice Vaccaro – sono l’età media dei dipendenti statali che oscilla intorno ai 50 anni e solo il 2,7% del personale ha oggi meno di 30 anni di età; lo scenario delineato dal Rapporto Svimez 2018 con la “nuova migrazione” meridionale fatta di giovani, con elevati livelli di istruzione, molti dei quali non tornano più. Noi invece continuiamo a credere che la “staffetta generazionale” soprattutto nel pubblico impiego è lo strumento che può invertire la tendenza all'emigrazione intellettuale e giovanile che da noi, ci segnala Svimez, assume un rilevo maggiore in Basilicata con una quota del 33,9% del totale di nuovi emigranti. Per questo la Regione deve prepararsi mettendo in campo tutte le azioni possibili a partire dalla concertazione con i sindacati”.

Ad un anno e mezzo dal nostro congresso regionale per dare continuità al percorso individuato e caratterizzato dalla parola d'ordine "Una nuova geografia dei valori" si impone la necessità di aggiornare la nostra strategia e di adeguare l'iniziativa esterna ed interna al sindacato.
All'esterno, insieme a Cgil e Cisl, per tracciare le traiettorie lungo le quali la Basilicata deve costruire un nuovo modello di sviluppo locale abbiamo lanciato, nelle scorse settimane, il Manifesto per il lavoro e per la Basilicata 2030. La sfida di cui parliamo è quella di ridefinire un vero piano di sviluppo regionale a valenza strategica, compartecipato e condiviso da larghi strati della società lucana.
Conta il tema della sostenibilità ambientale, delle risorse energetiche, di quelle sociali, demografiche, del welfare e dell'invecchiamento. Un modello di sviluppo più sociale che economico, a marca lucana. Simultaneità e prossimità sono le parole chiave per capire e decidere.
Ci aspettiamo ora dalla giunta regionale una bozza che preluda a un progetto regione 2030 compartecipato, per aprire i comparti dell'economia regionale a catene del valore europee ed internazionali. Serve una condivisione tra gli attori dello sviluppo e serve una coesione finanziaria di alto profilo, capace di innervare e sostenere i processi industriali e la nuova imprenditoria. Condivisione che deve nascere attorno a un nuovo patto per lo sviluppo, a nuovi patti locali per i sottosistemi (i giovani e le nuove imprese, l'innovazione tecnologica, l'inclusione sociale, la nuova sanità che guarda al sociale, il petrolio e un fondo specifico, i fondi europei rivalutati per lo sviluppo).
Un nuovo inizio dunque che non può prescindere dal rinnovamento dei gruppi dirigenti della Uil lucana. Il lavoro di questi anni ci ha visti impegnati, con entusiasmo e passione, nella cura di una organizzazione sindacale nuova, più agile, più moderna, più grande e, soprattutto, più aperta.
Ci siamo proposti di essere attori di una grande stagione di cambiamento ed abbiamo promosso processi d'innovazione già nel nostro stesso ambiente di lavoro e nelle relazioni dinamiche che intercorrono tra i diversi segmenti dell'organizzazione, provando a ridisegnare il profilo stesso del nostro sindacato, un grande soggetto sociale che ha cominciato a vivere con convinzione e passione l'obiettivo di contribuire a riscrivere la Basilicata.
Un lavoro di squadra che ha contribuito, grazie anche alla preziosa attività del Centro Studi Sociali e del Lavoro, come delle federazioni di categoria, a fare della Uil di Basilicata un'organizzazione essenziale e imprescindibile per dare vita e prospettiva ad un credibile progetto di cambiamento della Basilicata.
Questa nuova UIL, come insieme l'abbiamo cambiata, è diventata nel corso degli anni sempre più centrale nelle prospettive di futuro della Regione e dei ceti, per primi quelli popolari, che sono inquieti e inappagati.
In questo senso va ripresa con forza l'idea della circolarità come grimaldello positivo per aprire i meccanismi conservativi del potere, ormai posti in crisi da una nuova scena collettiva di partecipazione e di protagonismo civile.
Per fare tutto questo e per dare un'accelerazione al cambiamento terremo a breve il Consiglio Regionale della Uil con al centro della discussione il rinnovamento del segretario regionale e dei gruppi dirigenti in modo da avviare una nuova fase che sia anche di cambio generazionale nel gruppo dirigente.
La UIL ha dinanzi a sé un cammino che potremmo definire "ritorno al futuro" , una coraggiosa riattualizzazione delle sue radici, un ripartire dai suoi caratteri fondanti che, anche nelle stagioni di esaltazione ideologica dell'operaismo, l'ha portato a proporsi non solo come organizzazione dei lavoratori, ma principalmente come sindacato dei cittadini.
Non basta perciò adeguare strategia ed iniziativa se non si rinnovano i gruppi dirigenti. La democrazia o è intermediata o diventa una avventura dagli esiti inquietanti. E il sindacato, un sindacato che sia capace di togliersi di dosso ogni sembianza di casta, può essere protagonista decisivo di questa riappropriazione popolare (non populista) della democrazia. E io ho sempre rifiutato l'idea di appartenenza alla casta dichiarando già nel congresso di giugno 2018 la volontà di passare il testimone.

Martedì, 05 Novembre 2019 09:08

Campagna di raccolta firme #IoAccolgo

La UIL aderisce alla campagna #IoAccolgo, promossa da oltre 50 associazioni della società civile e sindacati impegnati a contrastare ogni forma di emarginazione di richiedenti asilo e di migranti, nonchè a combattere gli effetti nefasti dei due decreti sicurezza diventati Legge dello Stato nel primo semestre di quest'anno.

La UIL di Basilicata invita tutti ad aderire alla campagna firmando l'appello online sul sito http://ioaccolgo.it/firma-lappello