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Lunedì, 25 Novembre 2019 06:56

Stop violence against women!

La nota della vice segretaria della CES, Esther Lynch, alla Commissione Europea in occasione della Giornata internazionale d'azione delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, lettera indirizzata alle componenti del Comitato Donne ed alle organizzazioni componenti la CES. E’ rivolta alla Presidente designata della Commissione europea, Ursula von der Leyen e alla Commissaria designata per l'uguaglianza, Helena Dalli, per le proporre azioni tese ad aumentare l'azione dell'UE contro la violenza contro le donne. La lettera è stata firmata da oltre 40 donne leader sindacali di 27 paesi europei e 9 federazioni sindacali europee; per la UIL la firma è di Ivana Veronese

 

Roma, 21 novembre 2019 – traduzione lettera di Esther Lynch, segretaria aggiunta CES

Cara Ursula von der Leyen,
Cara Helena Dalli,

La violenza contro le donne deve fermarsi, punto e basta.
I sindacati di tutta Europa supportano pienamente la vostra richiesta all'Unione europea di fare tutto il possibile per combattere la violenza contro le donne. Potete contare su di noi; siamo insieme in questa battaglia, dobbiamo vincere.

La violenza contro le donne non si ferma alla porta di casa di una donna. Che sia fisica o psicologica, la violenza contro le donne si verifica anche sul luogo di lavoro, indipendentemente dal settore in cui lavorano, professione o livello di istruzione. Alcuni lavori sono particolarmente vulnerabili, ad esempio infermiere, insegnanti, badanti, addette alle pulizie, trasporti, commercio al dettaglio e domestici e operatrici in settori di assistenza e cura. Ma il rischio è reale per tutte:

- il 63% delle lavoratrici nei trasporti in Europa ha vissuto almeno un recente atto di violenza;
- 1 su 4 lavoratrici nei Paesi Bassi sono state esposte alla violenza da clienti, clienti, studenti o passeggeri;
- Il 50% degli operatori sanitari in Bulgaria ha subito violenze sul lavoro.

I sindacati e i datori di lavoro svolgono un ruolo importante nella prevenzione della violenza contro le donne sul posto di lavoro, istituendo procedure adeguate per denunciare e registrare la violenza e molestie sul lavoro, dando sostegno alle vittime e affrontando gli autori di violenze.
Sempre più violenza e molestie sono affrontate in modo specifico in accordi collettivi in tutta Europa (e la CES ha raccolto informazioni su 80 di questi accordi).

Sosteniamo le vostre richieste e proposte concrete per fermare la violenza sulle donne. Ci uniamo
nel chiedere:
• L’adesione dell'UE alla Convenzione di Istanbul contro la violenza contro le donne;
• maggior sostegno, protezione e diritti per le vittime di violenza contro le donne nel caso in cui la Convenzione rimanesse bloccata in seno al Consiglio europeo;
• di aggiungere la Violenza contro le donne all'elenco dei reati dell'UE (sostenendo prevenzione, protezione e risarcimento, e inserendo l'arresto europeo transfrontaliero per crimini di violenza contro le donne).

Sollecitiamo inoltre ad adottare misure urgenti per incoraggiare:
• La ratifica della Convenzione di Istanbul da parte di quei sei Stati membri dell'UE che non l'hanno fatto (Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Lituania, Slovacchia e UK);
• La ratifica da parte di tutti gli Stati membri dell'UE della Convenzione ILO 190 sulla violenza e molestie sul lavoro.

L’adesione dell'UE alla convenzione di Istanbul e la ratifica da parte degli Stati membri della Convenzione OIL rafforzerebbe notevolmente gli sforzi dei sindacati, dei datori di lavoro e di altri organizzazioni per combattere la violenza contro le donne anche nel mondo del lavoro. Ciò sosterrebbe una più forte attuazione dell'accordo quadro delle parti sociali europee su molestie e violenza sul lavoro.

Così, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre come in ogni altro giorno vogliamo che l'UE sostenga i lavoratori e i loro sindacati a raggiungere il nostro obiettivo comune di prevenire la violenza contro le donne sul lavoro, a casa e ovunque si verifichi in tutti i paesi dell'Unione Europea.

cordiali saluti
Esther Lynch, Vice Segretario Generale CES

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Altri firmatari - Sindacati nazionali:

Miranda Ulens, segretario generale FGTB, BELGIO e vicepresidente della CES
Bente Sorgenfrey, primo vicepresidente FH DANIMARCA e vicepresidente della CES
Patricia King, Segretario Generale ICTU, IRLANDA
Frances O’Grady, Segretario Generale TUC, REGNO UNITO
Marie-Hélène Ska, Segretario Generale CSC, BELGIO
Elke Hannack, Vicepresidente DGB, GERMANIA
Annamaria Furlan, Segretario Generale CISL, ITALIA
Amaia Muñoa, Vice Segretario Generale ELA, SPAGNA
Kitty Jong, Vicepresidente FNV, PAESI BASSI
Gianna Fracassi, Vice Segretario Generale CGIL, ITALIA
Ioana Stoica, vicepresidente cartello ALFA, ROMANIA
Lidija Jerkič, presidente ZSSS, SLOVENIA
Dorota Gardias, presidente FZZ, POLONIA
Inga Ruginienė, Presidente LPSK, LITUANIA
Sabine Slegers, segretario nazionale CGSLB, BELGIO
Nora Back, Segretario Generale OGBL, LUSSEMBURGO
Véronique Eischen, presidente della SECEC (OGBL e LCGB), LUSSEMBURGO
Lucinda Dâmaso, presidente UGT-P, PORTOGALLO
Cristina Antoñanzas, Vice Segretario Generale, UGT-CEC, SPAGNA
Irena Liepina, Vicepresidente LBAS, LETTONIA
Korinna Schumann, Vicepresidente ÖGB, AUSTRIA
Ragnhild Lied, Presidente UNIO, NORVEGIA
Millariikka Rytkönen, Presidente They STTK, FINLANDIA
Marylise Léon, Vice Segretario Generale CFDT, FRANCIA
Božica Žilić, Vicepresidente UATUC, CROAZIA
Viktória Szucs, Vicepresidente SZEF, UNGHERIA
Monika Uhlerová, Vicepresidente KOZ- SR, SLOVACCHIA
Therese Guovelin, Vicepresidente LO-S, SVEZIA
Heike Erkers, Vicepresidente SACO, SVEZIA
Lisa Wärn, Vice Segretario Generale TCO, SVEZIA
Barbara Popielarz, Vicepresidente OPZZ, POLONIA
Ewa Zydorek, segretario della Commissione nazionale di NSZZ "Solidarnosc", POLONIA
Florentina Enache, Presidente del Comitato delle donne CNSLR-FRATIA, ROMANIA
Elena Blasco Martín, Segretaria per le donne e l'uguaglianza CCOO, SPAGNA
Cristina Faciaben Lacorte, segretaria internazionale e della cooperazione CCOO, SPAGNA
Florence Dodin, Vice Segretario Generale, UNSA, FRANCIA
Ivana Veronese, segretaria confederale UIL, ITALIA
Regina Varret, Vicepresidente TALO, ESTONIA
Stavroula Dimitriadou, membro del comitato esecutivo GSEE, GRECIA
Dulce Mª Moreno Hernández, segretario confederale USO, SPAGNA
Rita Dimech, Sezione Segreteria Settori Chimica ed Energia GWU, MALTA
Riccarda Darmanin, Sezione Segreteria settore finanze GWU, MALTA
Béatrice Clicq, segretario confederale FO, FRANCIA
Elaine Germani, Vicepresidente MUT, MALTA
Carmen Dimech, Segretario Generale MUT, MALTA
Kaia Vask, presidente del comitato esecutivo EAKL, ESTONIA
Heli Puura, direttore SAK, FINLANDIA
Radka Sokolová, Vicepresidente ČMKOS, REPUBBLICA CECA
Despina Isaia, segretaria generale del dipartimento femminile SEK, CIPRO
Federazioni sindacali europee:
Livia Spera, segretaria generale facente funzioni, ETF
Susan Flocken, direttore europeo, ETUCE
Mette Nord, Presidente, EPSU
Sofia Kanta, Presidente OTOE, UNI-Europa
Angel Bosch Campreciós, presidente di EuroCOP
Malin Ackholt, presidente, EFFAT
Paula Ruiz Torres, Vicepresidente, Eurocadres
Zuliana Lainez, Vicepresidente, IFJ
Mercedes Landolfi, presidente del comitato permanente Wood, membro del Presidio, EFBWW

Gloria Mills, presidente, a nome del comitato delle donne della CES

Mercoledì 20 novembre alle ore 11,00 presso la sala A del CSV di via Sicilia a Potenza, Libera Università delle Donne di Basilicata invita la stampa per la presentazione del Progetto “Con le persone” realizzato attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con i tre sindacati unitari CIGL, CISL e UIL.

Il progetto ha la finalità di offrire alle persone di ogni età e condizione l’attivazione di uno sportello sociale a bassa soglia di accesso, presso cui accogliere ed elaborare le situazioni di fragilità sociale degli utenti connesse a condizioni di vulnerabilità occupazionale, familiare, culturale, sanitaria e sociale. Il progetto prevede altresì la sperimentazione di uno spazio laboratoriale di partecipazione collettiva e allargata delle cittadine e dei cittadini all’interno del quale l’incontro con l’altro diventi scambio di idee e proposte sui vari temi che ci riguardano e rappresenti una risposta alla solitudine e al senso di esclusione che ormai caratterizza la vita relazionale anche nella nostra città.

La crisi economico-finanziaria che perdura nel nostro Paese e nella nostra regione, l’incertezza del quadro politico, il problema della disoccupazione giovanile e dello spopolamento della nostra regione, il clima sociale ostile, le derive razzistiche e intolleranti verso ogni forma di diversità, hanno ampliato sempre più le disuguaglianze, producendo un aumento progressivo e inesorabile di cittadini vulnerabili che non sentendosi più rappresentati, né titolari di diritti fondamentali abbandonano ogni appartenenza da ogni forma di cittadinanza e si ritrovano spesso isolati e marginalizzati. A fronte di questa situazione, la Libera Università delle Donne, che nel proprio Statuto contempla il contrasto a ogni forma di vulnerabilità ed esclusione sociale, e si impegna per la costruzione di una società paritaria, solidale e pacifica, ha sentito l’esigenza di instaurare una forma di collaborazione con CIGL, CISL e UIL, i quali raccolgono e rappresentano le istanze di una fascia di popolazione a rischio di vulnerabilità molto allargata sul territorio, con l’intento di realizzare in maniera condivisa un intervento concreto.

Le attività di sportello saranno gestite dalle socie dell’associazione, opportunamente formate alla relazione d’aiuto e all’orientamento, e l’accesso sarà completamente gratuito.

Saranno attivati tre sportelli, uno per ciascuna sede sindacale, vale a dire la sede CIGL in via Milano, la sede CISL in via del Gallitello, la sede UIL in via Napoli.  Gli sportelli saranno aperti due mercoledì al mese dalle ore 16,00 alle ore 18,30 a partire dal 27 novembre prossimo.

Per informazioni o chiarimenti contattare il numero 389.816.92.66 o inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure consultare la pagina Facebook della Libera Università delle Donne

“Nella nuova geografia europea delle disuguaglianze, così come la Svimez la “fotografa” nel Mezzogiorno d’Italia, forse la più odiosa delle disuguaglianze è la condizione di vita di milioni di pensionati ed anziani meridionali rispetto a pensionati ed anziani degli altri Paesi Europei. Due esempi su tanti: una pensione di 1.500 euro ha in Italia una decurtazione di 300 euro di tasse, contro gli 80 euro della Germania; nel 2007 raccogliemmo centinaia di migliaia di firme per una proposta di legge sull’autosufficienza depositata in Parlamento dove da allora giace. Sono questi alcuni dei motivi che ci vedono oggi a Roma manifestare insieme ai pensionati di Cgil, Cisl,Uil, l’esercito di “invisibili” che almeno per un giorno si è ripresa la visibilità dei media. Le pensionate e i pensionati, infatti, sono stati sostanzialmente ignorati dalla manovra del Governo che contiene molte promesse, ma i fatti concreti sono ancora pochi e l’attuazione di alcune decisioni è ridimensionata dalle poche risorse. Si pensi solo alla “mini rivalutazione delle pensioni”, che riguarderà una platea ristretta di persone che percepiscono una assegno tra il 1.522 e i 2.029 euro lordi, e che ammonterà a 50 centesimi lordi mensili pari a poco meno 6 euro all’anno.

Inoltre, in una società che invecchia rapidamente e vede allungarsi sempre più le aspettative di vita degli anziani, appare quanto meno auspicabile un allungamento della vita attiva. Un’esigenza apparentemente ovvia che trova un fondamento nella riduzione della popolazione attiva e nell’impiego del tempo di una popolazione vecchia ma ancora in condizioni di esprimere soddisfacenti livelli di capacità lavorativa. Un allungamento della vita lavorativa è necessario anche a mantenere in equilibrio i conti di un sistema previdenziale che rischierebbe un serio e duraturo squilibrio finanziario con effetti disastrosi sulla tenuta del tessuto sociale”.

A distanza di otto mesi dallo sciopero generale, i lavoratori delle costruzioni tornano in piazza con FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil per chiedere il rilancio del settore. L’appuntamento è per il 15 novembre, con iniziative in 100 piazze italiane,  presidi, volantinaggi, incontri con le Istituzioni per ribadire la richiesta al Governo di intervenire con scelte chiare e misure concrete che riportino il settore al centro della politica, rilanciando così la competitività e la produttività di tutto il paese.

“Sarà l’ennesima occasione per illustrare le nostre proposte – spiegano i segretari generali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Vito Panzarella, Franco Turri, Alessandro Genovesi – a partire dall’urgenza di attivare una vera politica industriale per i settori dell’edilizia e dei materiali da costruzione, indispensabile a dare risposte definitive alla crisi nel settore.”

I sindacati chiedono “il rilancio delle infrastrutture, la riqualificazione e messa in sicurezza del territorio, la riforma delle pensioni e del fisco, un impegno più forte sulla legalità con il rafforzamento del Durc e della congruità, l’attuazione della Patente a punti, un inasprimento delle pene, una reale riforma del Codice degli Appalti, che riduca il ricorso al subappalto e il numero delle stazioni appaltanti e favorisca il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.”

“Chiediamo un confronto con il Governo, visto che aspettiamo ancora una convocazione dai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico. E invece giudichiamo positivamente il confronto già avviato con il ministero delle Infrastrutture. Dopo gli annunci delle scorse settimane – proseguono i segretari generali degli edili Cgil Cisl Uil – vogliamo capire i tempi e le modalità con cui si vuole intervenire per affrontare quella che è una vera e propria “emergenza costruzioni”, che in 11 anni di crisi, la più drammatica dal dopoguerra, ed in assenza di una idea di politica industriale ha lasciato sul terreno 120mila imprese chiuse ed 800mila operai senza lavoro. Rimettere in moto il settore, da sempre volano per la ripresa economica, vuol dire non solo lavoro per centinaia di migliaia di persone e ossigeno per un indotto enorme ma dare al paese infrastrutture moderne, edifici e territori riqualificati, riducendone i consumi e mettendoli in sicurezza dai rischi sismico ed idrogeologico. Far ripartire le costruzioni vuol dire far ripartire l’intera economia del paese.”

 

“Il prossimo venerdì 15 novembre scatta l’ora ‘X’ per le assunzioni nel Pubblico Impiego. Si tratta del termine introdotto dalla legge nazionale di bilancio per il 2019 dal quale poter procedere alle assunzioni conseguenti lo sblocco del turnover al 100%, da tempo sollecitato dal sindacato e resosi necessario per continuare a garantire la funzionalità degli uffici della Pubblica Amministrazione. Ma se i Ministeri interessati si stanno preparando per le procedure concorsuali cosa fa la Regione Basilicata? “. E' quanto sostiene e chiede il segretario generale regionale della Uil Carmine Vaccaro sottolineando che il turnover partirà da quanti hanno utilizzato Quota 100 che in Basilicata secondo i dati più aggiornati dell'Inps sono 2554 (1.698 nella provincia di Potenza e 856 in quella di Matera).
“Lo sblocco delle assunzioni riguarda, da noi - aggiunge - centinaia di posti di lavoro, in tutte le Amministrazioni centrali e periferiche, dagli uffici statali alla regione, dagli ospedali ai comuni, dalle forze dell’ordine agli istituti previdenziali agli uffici giudiziari. In questo modo sarà possibile rimpiazzare le migliaia di uscite di personale concretizzatesi negli anni scorsi e previste per gli anni a venire. Si potrà così a breve immettere in servizio nuovo giovane personale, facendo dimenticare, mi auguro una volta per tutte, la brutta storia del “concorsone” in Regione che risale al 2009 con oltre 30 mila domande presentate e circa 20.500 ammessi, di cui alcuni per più selezioni di profili che si sarebbero dovuti assumere. Dopo lunghissimi anni, come è noto, è stato tutto annullato contribuendo ad alimentare la sfiducia dei nostri giovani e contribuendo alla loro fuga. Le due facce della medaglia – dice Vaccaro – sono l’età media dei dipendenti statali che oscilla intorno ai 50 anni e solo il 2,7% del personale ha oggi meno di 30 anni di età; lo scenario delineato dal Rapporto Svimez 2018 con la “nuova migrazione” meridionale fatta di giovani, con elevati livelli di istruzione, molti dei quali non tornano più. Noi invece continuiamo a credere che la “staffetta generazionale” soprattutto nel pubblico impiego è lo strumento che può invertire la tendenza all'emigrazione intellettuale e giovanile che da noi, ci segnala Svimez, assume un rilevo maggiore in Basilicata con una quota del 33,9% del totale di nuovi emigranti. Per questo la Regione deve prepararsi mettendo in campo tutte le azioni possibili a partire dalla concertazione con i sindacati”.

Nei giorni 22 E 23 Ottobre  u.s. si  sono svolte le elezioni per il rinnovo della RSU ed RLS alla RAI, Sede regionale per la Basilicata. Alle elezioni ha votato il 100% dei lavoratori aventi diritto e la UILCOM si afferma con il 36% dei consensi ottenendo un RSU in Rai e un RSU in  RAIWAY.

 “I lavoratori – dichiara Giovanni Letterelli segretario della UILCOM-UIL- hanno voluto premiare la coerenza delle nostre politiche e del comportamento sindacale, il rigore nella difesa dei diritti e del lavoro ed il coraggio che nel tempo ci ha permesso di costruire con pazienza, operosità e determinazione il risultato odierno. Il successo ottenuto dalla nostra organizzazione dimostra, una volta di più, l’impegno costante dei nostri iscritti e premia il  grande apprezzamento dei lavoratori verso la nostra organizzazione”.

 “La UILCOM raccoglie ciò che ha seminato in termini di passione, concretezza e responsabilità. A fronte di questi risultati, cresce il senso di responsabilità della “squadra UILCOM”, un senso di responsabilità che sarà svolto continuando, anzi implementando, il gioco di squadra, che è stata la vera chiave del successo.

 “Un ringraziamento va a tutti gli iscritti e a tutte le lavoratrici e lavoratori che hanno votato la nostra lista e responsabilizza la nostra Organizzazione a seguire con sempre maggiore attenzione, impegno e professionalità le dinamiche e le politiche del lavoro in azienda”.

Ad un anno e mezzo dal nostro congresso regionale per dare continuità al percorso individuato e caratterizzato dalla parola d'ordine "Una nuova geografia dei valori" si impone la necessità di aggiornare la nostra strategia e di adeguare l'iniziativa esterna ed interna al sindacato.
All'esterno, insieme a Cgil e Cisl, per tracciare le traiettorie lungo le quali la Basilicata deve costruire un nuovo modello di sviluppo locale abbiamo lanciato, nelle scorse settimane, il Manifesto per il lavoro e per la Basilicata 2030. La sfida di cui parliamo è quella di ridefinire un vero piano di sviluppo regionale a valenza strategica, compartecipato e condiviso da larghi strati della società lucana.
Conta il tema della sostenibilità ambientale, delle risorse energetiche, di quelle sociali, demografiche, del welfare e dell'invecchiamento. Un modello di sviluppo più sociale che economico, a marca lucana. Simultaneità e prossimità sono le parole chiave per capire e decidere.
Ci aspettiamo ora dalla giunta regionale una bozza che preluda a un progetto regione 2030 compartecipato, per aprire i comparti dell'economia regionale a catene del valore europee ed internazionali. Serve una condivisione tra gli attori dello sviluppo e serve una coesione finanziaria di alto profilo, capace di innervare e sostenere i processi industriali e la nuova imprenditoria. Condivisione che deve nascere attorno a un nuovo patto per lo sviluppo, a nuovi patti locali per i sottosistemi (i giovani e le nuove imprese, l'innovazione tecnologica, l'inclusione sociale, la nuova sanità che guarda al sociale, il petrolio e un fondo specifico, i fondi europei rivalutati per lo sviluppo).
Un nuovo inizio dunque che non può prescindere dal rinnovamento dei gruppi dirigenti della Uil lucana. Il lavoro di questi anni ci ha visti impegnati, con entusiasmo e passione, nella cura di una organizzazione sindacale nuova, più agile, più moderna, più grande e, soprattutto, più aperta.
Ci siamo proposti di essere attori di una grande stagione di cambiamento ed abbiamo promosso processi d'innovazione già nel nostro stesso ambiente di lavoro e nelle relazioni dinamiche che intercorrono tra i diversi segmenti dell'organizzazione, provando a ridisegnare il profilo stesso del nostro sindacato, un grande soggetto sociale che ha cominciato a vivere con convinzione e passione l'obiettivo di contribuire a riscrivere la Basilicata.
Un lavoro di squadra che ha contribuito, grazie anche alla preziosa attività del Centro Studi Sociali e del Lavoro, come delle federazioni di categoria, a fare della Uil di Basilicata un'organizzazione essenziale e imprescindibile per dare vita e prospettiva ad un credibile progetto di cambiamento della Basilicata.
Questa nuova UIL, come insieme l'abbiamo cambiata, è diventata nel corso degli anni sempre più centrale nelle prospettive di futuro della Regione e dei ceti, per primi quelli popolari, che sono inquieti e inappagati.
In questo senso va ripresa con forza l'idea della circolarità come grimaldello positivo per aprire i meccanismi conservativi del potere, ormai posti in crisi da una nuova scena collettiva di partecipazione e di protagonismo civile.
Per fare tutto questo e per dare un'accelerazione al cambiamento terremo a breve il Consiglio Regionale della Uil con al centro della discussione il rinnovamento del segretario regionale e dei gruppi dirigenti in modo da avviare una nuova fase che sia anche di cambio generazionale nel gruppo dirigente.
La UIL ha dinanzi a sé un cammino che potremmo definire "ritorno al futuro" , una coraggiosa riattualizzazione delle sue radici, un ripartire dai suoi caratteri fondanti che, anche nelle stagioni di esaltazione ideologica dell'operaismo, l'ha portato a proporsi non solo come organizzazione dei lavoratori, ma principalmente come sindacato dei cittadini.
Non basta perciò adeguare strategia ed iniziativa se non si rinnovano i gruppi dirigenti. La democrazia o è intermediata o diventa una avventura dagli esiti inquietanti. E il sindacato, un sindacato che sia capace di togliersi di dosso ogni sembianza di casta, può essere protagonista decisivo di questa riappropriazione popolare (non populista) della democrazia. E io ho sempre rifiutato l'idea di appartenenza alla casta dichiarando già nel congresso di giugno 2018 la volontà di passare il testimone.

Martedì, 05 Novembre 2019 09:08

Campagna di raccolta firme #IoAccolgo

La UIL aderisce alla campagna #IoAccolgo, promossa da oltre 50 associazioni della società civile e sindacati impegnati a contrastare ogni forma di emarginazione di richiedenti asilo e di migranti, nonchè a combattere gli effetti nefasti dei due decreti sicurezza diventati Legge dello Stato nel primo semestre di quest'anno.

La UIL di Basilicata invita tutti ad aderire alla campagna firmando l'appello online sul sito http://ioaccolgo.it/firma-lappello