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Mercoledì, 14 Novembre 2018 19:52

INTEGRAZIONE MANOVRA DI BILANCIO 2018

Il Disegno di legge in materia di bilancio (A.C. n. 1334) pubblicato sul sito della Camera dei Deputati in data 8/11, ha iniziato il percorso di esame alle Camere prima di giungere al testo definitivo; ad integrazione della nostra circolare n. 44 del 9/11 u.s., comunichiamo quanto segue:

per i Fondi relativi alle politiche per la famiglia, il sociale e la disabilità vengono previsti i seguenti rifinanziamenti

1) un aumento di 100 milioni di euro del Fondo politiche per la famiglia per ciascun anno 2019- 2020-2021,

2) un aumento di 100 milioni di euro del Fondo per la non autosufficienza per ciascun anno 2019- 2020-2021,

3) un aumento di 120 milioni di euro del Fondo politiche sociali per ciascun anno 2019- 2020-2021

4) riconfermato per il triennio i 75 milioni di euro il contributo alle Regioni per il trasporto degli alunni con disabilità,

5) a partire dal 2021 è previsto lo stanziamento di 5 milioni di euro per i caregiver familiari aggiuntivi ai 20 già stanziati dalla manovra di bilancio precedente (triennio 2018/2021)

6) non viene rifinanziato, al momento, il Fondo previsto dalle legge 112/2016, meglio conosciuto come il “ Dopo di noi”, anche se hanno dato rassicurazioni in merito. Rammentiamo che il “ Dopo di noi” è un Fondo strutturale, previsto dal precedente Governo, ed ammonta per il 2019 a 51,1 milioni di euro e 56,1 milioni di euro a partire dal 2020.

Rimangono in sospeso e non rifinanziate una serie di misure a sostegno della famiglia come il bonus bebè (80 euro mensili , per i genitori con ISEE sotto i 25mila euro), il voucher baby sitter (un sostegno economico per baby sitter o asilo nido, rinunciando al congedo facoltativo dopo i 3 mesi obbligatori di maternità) ed il congedo padri obbligatorio sperimentale (4 giorni valido solo per il 2018 ) anche se fonti del Governo ne assicurano il rifinanziamento tramite appositi emendamenti.

La manovra completa è consultabile al sito :
http://www.camera.it/leg18/126?tab=2&leg=18&idDocumento=1334&sede=&tipo=

In allegato, la tabella del tomo I dove si evincono i rifinanziamenti sulle politiche sociali.

 

Anche se i dossier più recenti ci dicono che c'è un calo dei reati in Italia, la violenza sulle donne purtroppo non accenna a diminuire.

La violenza nei confronti delle donne, è bene ricordarlo, è una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione che comprende tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata (Convenzione di Istanbul).

Sono tante, quasi nove milioni, secondo gli ultimi dati Istat, le donne che nel corso della vita hanno subito molestie sessuali: da quelle verbali a quelle fisiche, a quelle sul web.
Molto diffusi i ricatti sessuali sul lavoro, anche se in larga misura sommersi. Uomini che chiedono prestazioni sessuali in cambio di un posto di lavoro o di un avanzamento di carriera, usando il potere e sfruttando la vulnerabilità di chi cerca un impiego o una promozione. Sebbene il fenomeno riguardi anche i lavoratori, sono le lavoratrici ad esserne maggiormente colpite.

Sono un milione e 173 mila le donne che hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro durante la loro vita lavorativa, pari all’8,5% delle lavoratrici, nonostante l’obbligo da parte dei datori di lavoro di tutelare l’integrità fisica e morale delle/dei dipendenti. Ma solo lo 0,7% delle donne ha denunciato, per paura di perdere il lavoro e la vergogna di essere giudicate dalla società e dai familiari, per mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine, perché pensano che sia meglio trovare soluzioni individuali. In tante preferiscono lasciare il lavoro o rinunciare alla carriera.
Quella che avviene nei luoghi di lavoro è la forma di violenza in assoluto meno denunciata.

Tutto questo ci chiama in causa come organizzazioni sindacali, ed è su questo che vogliamo mettere l’accento quest’anno in vista della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne, per portare alla luce quanto di nascosto ancora rimane e per proporci, attraverso le nostre strutture territoriali (sportelli, centri servizi) come interlocutori credibili per l’ascolto, la presa in carico e la gestione dei diversi casi di violenza.

Va in questa direzione anche il recepimento dell'Accordo Quadro Europeo contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, siglato nel 2016 da Cgil, Cisl Uil e Confindustria per promuovere nelle aziende la cultura del rispetto e aumentare la consapevolezza dei datori di lavoro, delle lavoratrici, dei lavoratori e dei loro rappresentati.

Sono ormai centinaia nel territorio le declinazioni di questo accordo tra sindacati, aziende, enti pubblici, che lo hanno individuato come terreno di contrattazione, e che sarà importante estendere ulteriormente, rafforzare, implementare, per renderlo maggiormente efficace.

Anche le iniziative del movimento “#MeToo” hanno rotto il silenzio, facendo emergere ricatti, molestie e violenza in alcuni comparti di lavoro, incoraggiando altre donne ad uscire dall’ombra per affrancarsi definitivamente dalla violenza. E’ compito delle organizzazioni sindacali ora fare in modo che l’atto della denuncia attraversi tutti i contesti lavorativi fino a pervadere il mondo del lavoro nella sua totalità, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, in linea con il nostro impegno a sostegno della proposta di Convenzione e Raccomandazione dell’ILO per dire ovunque “Stop alla violenza nei luoghi di lavoro”.

Il Manifesto unitario che abbiamo preparato per il 25 Novembre, “Donne libere dalla violenza nel lavoro” e che farà da sfondo alle diverse iniziative che si stanno organizzando a livello locale, vuole ribadire questo nostro impegno per fare dell’ambiente di lavoro un luogo sicuro e rispettoso della dignità non solo delle lavoratrici e dei lavoratori ma di tutte le persone che vi operano.

Lo scorso 8 novembre è stata depositata una importantissima sentenza della Corte Costituzionale (sent. n. 194), che ha dichiarato “incostituzionale” il criterio di determinazione dell’indennità spettante al lavoratore a seguito di un licenziamento illegittimo.

Questa sentenza si muove nel campo di applicazione del d.lgs 23/2015 che, come ben sapete, ha introdotto il c.d. regime sanzionatorio a tutele crescenti applicato, in caso di licenziamento illegittimo, alle lavoratrici e lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015.

La norma censurata, e dichiarata incostituzionale con tale pronunciamento, è l’art. 3, comma 1 nella parte in cui prevede, in caso di ingiustificato licenziamento, una indennità crescente pari a 2 mensilità per ogni anno di servizio. Ed è proprio l’ancoraggio dell’indennità alla sola anzianità di servizio ad essere stata bocciata dalla Consulta per contrasto al principio di eguaglianza e di ragionevolezza.

La spiegazione trova la sua ragion d’essere in questo breve estratto della sentenza “In una vicenda che coinvolge la persona del lavoratore nel momento traumatico della sua espulsione dal lavoro, la tutela risarcitoria non può essere ancorata all’unico parametro dell’anzianità di servizio. Non possono che essere molteplici i criteri da offrire alla prudente discrezionale valutazione del giudice chiamato a dirimere la controversia. Tale discrezionalità si esercita, comunque, entro confini tracciati dal legislatore per garantire una calibrata modulazione del risarcimento dovuto, entro una soglia minima e massima”.

Da ciò ne deriva che per le cause in corso e quelle che seguiranno, il giudice potrà comminare la misura dell’indennizzo spettante alla lavoratrice o lavoratore illegittimamente licenziato:
- nel range tra 6 e 36 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il trattamento del TFR (mensilità che, ricordiamo, sono state così aumentate dal Decreto Dignità)
- in base all’anzianità di servizio, ma anche in funzione di altri criteri quali il numero di dipendenti occupati in azienda, le dimensioni dell’attività economica, il comportamento e le condizioni delle parti.
Pertanto, rispetto al testo aggiornato del d.lgs 23/2015 che vi abbiamo inviato nei giorni scorsi, occorre considerare tale ulteriore e riformata versione dell’art.3, comma 1, come di seguito riportata:
“Art. 3 Licenziamento per giustificato motivo e giusta causa
1. Salvo quanto disposto dal comma 2, nei casi in cui risulta accertato che non ricorrono gli estremi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo o per giustificato motivo soggettivo o giusta causa, il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro alla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennita' non assoggettata a contribuzione previdenziale di importo pari a due mensilita' dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio, in misura comunque non inferiore a sei e non superiore a trentasei mensilita'”.

Riteniamo che questa sentenza abbia finalmente aperto una breccia, seppur non risolutiva, ad un sistema disequilibrato in cui la libertà di organizzazione dell’impresa predomina rispetto alla tutela del lavoratore ingiustamente licenziato.

Dal 1° ottobre 2018 hanno preso il via le operazioni relative al censimento permanente della popolazione e delle abitazioni. Si tratta nuovo censimento della popolazione italiana che non si svolgerà più ogni dieci anni ma che diventerà annuale. Oltre alla maggiore frequenza, la caratteristica principale del nuovo censimento è che si basa su dati campionari. In altre parole non sono più intervistati tutti gli italiani nello stesso periodo ma solo un campione rappresentativo. Il “censimento permanente” quindi sostituisce il censimento decennale.

La UIL Basilicata mette a disposizione dei propri iscritti e di tutti i cittadini che fanno parte del campione selezionato un servizio gratuito per la compilazione e l'invio del modulo presso la sede del Centro Studi Sociali e del Lavoro sito in via Salerno, 1 a Potenza.

Il questionario va compilato entro il termine perentorio del 20 Dicembre.

L'invio non è facoltativo ma obbligatorio per legge.

Lunedì, 12 Novembre 2018 20:14

BONUS IDRICO, DOMANDE FINO AL 15/12/2018

Se rientrate nei parametri Isee per famiglie con reddito fino a 9.000 e uro e di 20.000 euro, se con più di tre figli a carico, sappiate che è stato publicato l’avviso dell’Egrib rivolto a nuclei familiari, che versano in condizioni di disagio economico. Il bando prevede la concessione di un contributo integrativo sui costi sostenuti per la fornitura di acqua a uso domestico relativo ai consumi del 2016. I Centri di assistenza fiscale(Caf) di Potenza e Matera sono a disposizione, gratuitamente,per tutti gli adempimenti ed eventuali chiarimenti del caso.

BONUS IDRICO

E’ stato pubblicato l’avviso rivolto ai nuclei familiari che versano in condizioni di disagio economico per ottenere un contributo integrativo sui costi sostenuti per la fornitura di acqua ad uso domestico, relativo ai consumi dell’anno 2016.

Questo, in sintesi, il testo:
Beneficiari di tale contributo economico sono gli utenti del Servizio Idrico Integrato residenti dei Comuni della Basilicata, i cui nuclei familiari hanno un indicatore ISEE in corso di validità non superiore a € 9.000,00 e ad € 20.000,00 per i nuclei familiari con più di 3 figli a carico.
Nel caso di utenze condominiali, con un unico contatore, occorre allegare apposita dichiarazione dell’amministratore attestante le somme pagate per l’utenza idrica nel 2016, secondo lo schema allegato al bando.
Nell’occasione, possono accedere al beneficio anche gli eredi conviventi di utenti deceduti negli anni 2016, 2017 e 2018 che non hanno ancora effettuato la volturazione del contratto di fornitura.
In tal caso il richiedente dovrà allegare alla domanda di accesso al bando da presentare ai CAF convenzionati, la richiesta presentata al Gestore del S.I.I. -Acquedotto Lucano S.pA.- per la voltura (gratuita) del contratto di utenza.
Il contributo potrà essere erogato ai soli utenti in regola con i pagamenti.

Il contributo sarà determinato in base al numero dei componenti il nucleo familiare a partire da €75,00 fino a €435,00. Somme quest’ultime scomputate sui consumi futuri direttamente in fattura.

La domanda, riferita esclusivamente all’utenza dell’abitazione di residenza, dovrà essere presentata in forma telematica, utilizzando l’apposito software, in dotazione ai CAF convenzionati, contenente dichiarazioni autocertificate relative alla composizione del nucleo e al valore del suo indicatore ISEE. Pertanto per la sua validità, sarà necessario allegare alla domanda la fotocopia di un documento di riconoscimento del richiedente l’agevolazione, nonché copia di una fattura di Acquedotto Lucano dalla quale si evinca il Codice Utente ed il Codice ULM.

Le domande si potranno presentare fino al 15/12/2018 presso i CAF convenzionati i cui riferimenti saranno pubblicati sul sito istituzionale dell’EGRIB, www.egrib.it

Le informazioni e la copia dell’avviso potranno essere reperite sul sito Internet dell’EGRIB o presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF), i quali forniranno il loro supporto gratuitamente.

CAF UIL BASILICATA

POTENZA Via Napoli, 5 MATERA Via Annunziatella, 34
Tel. 0971 469459 fax 0971650956 Tel. e Fax 0835 344036
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Il ritardo nel pagamento dei salari degli operai addetti alla forestazione, al Programma Vie Blu ed altri progetti si ripete ancora. Dopo i problemi di questa estate, sempre per i pagamenti, adesso oltre 4.100 lavoratori attendono questa volta i salari di settembre ed ottobre. I segretari di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Basilicata, Vincenzo Esposito, Vincenzo Cavallo e Gerardo Nardiello, denunciano l’ennesima grave situazione che si ripercuote su alcune migliaia di famiglie.
Dopo ripetuti incontri in Regione con l’impegno dell’Assessore all’Agricoltura Braia ad accelerare le procedure e i tempi per la predisposizione di delibere, determine e mandati – sottolineano i segretari Esposito, Cavallo, Nardiello – oggi scopriamo che non è stato ancora trasmesso l’indispensabile mandato al Consorzio di Bonifica , a quanto pare, per problemi di liquidità.
Non siamo più disponibili ad assistere all’ennesimo scaricabarile di responsabilità dal Dipartimento ad altri uffici regionali perché è la dignità dei lavoratori che non è rispettata e perché la politica non si assume le proprie responsabilità. Siamo di fronte dunque ad atteggiamenti e comportamenti che inficiano i miglioramenti che abbiamo sinora registrato con il passaggio delle attività al Consorzio unico perché a prevalere è la malaburocrazia.
I segretari Esposito, Cavallo e Nardiello annunciano che in mancanza di un segnale preciso e di una data precisa per il pagamento dei salari sarà organizzata una manifestazione di protesta con il presidio della sede della Regione.

Venerdì, 09 Novembre 2018 19:10

COMUNICATO STAMPA SU VERTENZA VENUM 3.0 SRL


In merito alla vertenza Venum 3.0 Srl balzata alle cronache regionali nell’ultima settimana, UILTuCS BASILICATA, anche alla luce di ricostruzioni faziose e capziose inopinatamente diffuse da più parti, sente l’obbligo di fare chiarezza sulla vicenda in itinere.

Il ruolo di UILTuCS BASILICATA trae origine dalla volontà di dar credito e fiducia ad una start up dalle prospettive incoraggianti, dalle potenzialità indiscusse e da una visione di crescita condivisa. Alla luce di ciò, quindi, in un contesto di precarietà giovanile endemica, si è inteso giungere ad una forma di contrattazione collettiva e di stabilizzazione della pianta organica che potesse garantire stabilità e garanzia dei diritti, secondo quanto previsto dal D. Lgs. 81/2015.

IL CCNL S.A.F.I. proposto da UILTuCS BASILICATA (contratto sottoscritto OO.SS maggiormente rappresentative), ha rappresentato la soluzione ottimale che fosse in grado di garantire un giusto equilibrio tra stabilità lavorativa e costi del lavoro; strategia pienamente condivisa dai lavoratori regolarmente riuniti in assemblea. Inoltre è bene sottolineare che il contratto adottato risulta essere decisamente più vantaggioso rispetto a quello prospettato da altre sigle sindacali.

Inoltre era stata prevista anche una successiva contrattazione di secondo livello, da implementare per gradi e regolarmente presentata da UILTuCS BASILICATA all’azienda, che portasse in dote elementi migliorativi, sotto forma di un innalzamento progressivo delle condizioni salariali dei dipendenti.

Purtroppo, il contingente stato di crisi che ha investito l’unico committente della Venum 3.0 Srl, Axèlero Spa, ha mortificato questo piano di crescita, causando difficoltà e disagi ai lavoratori.

Le continue inadempienze della società committente, la non volontà da parte della Venum di sopperire con adeguati mezzi allo stato di crisi, ha causato la mancata corresponsione di quattro mensilità dovute ai lavoratori, portando UILTuCS BASILICATA a proclamare lo sciopero a tempo indeterminato. La scelta è stata condivisa con i lavoratori riuniti in assemblea e senza alcuna intesa preventiva con l’azienda potentina. È da sottolineare inoltre, che la vicenda è stata gestita da UILTuCS BASILICATA in perfetta solitudine, mentre si apprende oggi a mezzo stampa di intempestive rivendicazioni di altre sigle sindacali.

Infine, a margine della prima giornata di sciopero UILTuCS BASILICATA ha chiesto al Prefetto la convocazione di un tavolo di mediazione cui prendessero parte anche Regione Basilicata e parti in causa (Venum 3.0 Srl, Axèlero Spa). La richiesta è stata accolta, e l’incontro avrà luogo in Prefettura il giorno 15 Novembre alle ore 10:30.

UILTuCS BASILICATA ed i lavoratori tutti, auspicano che l’incontro fissato crei le condizioni per una conclusione positiva della vertenza, riportandola nell’alveo della correttezza procedurale e soprattutto che possa evitare l’ennesima emorragia di professionalità, giovani e futuro.

 

Al Sud ed in Basilicata servono lavoro e buona occupazione per superare i divari economici, sociali, infrastrutturali e civili sempre più estesi con il resto del Paese e ancor più con l’Europa. E’ questa la “lezione” del nuovo rapporto Svimez che disegna ancora una Basilicata in chiaro scuro anche se, approfondendo i dati e gli indicatori economici, mi pare, più in scuro che in chiaro. Sono dati che il nostro Centro Studi Sociali ed Economici del Lavoro ha in parte già anticipato con il recente Rapporto sul primo semestre 2018 soprattutto in riferimento all’occupazione che cresce ma solo quella precaria, mentre deve allarmare la flessione dei lavoratori agricoli e non può in alcun modo considerarsi positivo l’ incremento del PIL che non raggiunge nemmeno l’1%.
E’ sempre l’aspetto demografico, con la fuga di circa 33mila unità (rispetto al 2000), l’indicatore più allarmante con i tassi migratori universitari più elevati in termini percentuali sugli iscritti (con oltre il 40%).
Per tutto questo non è consolatorio il fatto che, nel biennio 2019-20, il Sud beneficerà di circa il 40% delle maggiori spese previste dalla manovra del Governo, grazie soprattutto al Reddito di Cittadinanza, perché ciò è un indice significativo della crescita del malessere sociale, della caduta dei redditi e dell´impatto del PIL che resta su valori molto bassi. E non si può continuare a far penetrare il concetto che per il Mezzogiorno la strada risolutiva siano i sussidi.
Ancora. La quasi contestualità della presentazione del rapporto Svimez con il dibattito sulla Zes Jonica, su cui sono riposte nuove aspettative di sviluppo ed occupazione, ci porta a rilanciare la proposta di istituire una ‘Company’ fatta da soggetti pubblico- privato- sociale, una Amministrazione comune appulo-lucana che riesca a governare e sovrintendere la delicatissima rete di fili interconnetivi, per far vivere, in modo diffuso ’l’animus’ della Zes Jonico- lucana nella vita dei territori e delle persone coinvolte..
Per noi è chiaro che occorre partire da Matera e dal territorio contermine, con le innumerevoli cose produttive e la ‘potenza-in atto’ di Capitale europea della cultura.
Si tratta di fare una scelta qualificante, con la regia delle due Regioni ,dei Comuni di Matera e Taranto, di Università e Centri di ricerca ,riuniti in un pool di alto profilo con il compito di tramutare le linee del Documento strategico in progetti di massima e/o definitivi. Un pacchetto di misure che prefigurino già un modello di Zona speciale, definito nei profili e nelle finalità in modo coerente. Una sorta di anticipazione sperimentale della Zes Jonica, con una temporizzazione congrua (biennale) ed una di più medio periodo. La ’fertilizzazione’ del territorio, la base per lanciare la Zes, infine, è bene ricordarlo può essere facilitata da un coinvolgimento pieno del partenariato e delle forze sociali. Una sfida di corresponsabilità ,tutt’affatto nuova, che può funzionare se lo scatto ideale contagia tutte le parti per fare una Zes di alto livello e cominciare ad invertire la tendenza evidenziata dalla Svimez.

Amianto: Cgil, Cisl, Uil, subito provvedimenti in legge di Bilancio

Roma, 8 novembre - Si è svolto oggi, 8 novembre, a Roma l’incontro tra i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Angelo Colombini e Silvana Roseto, accompagnati dai rappresentanti delle Associazioni delle vittime dell’amianto, e con Fabia D’Andrea, Vice Capo di Gabinetto del Ministro Luigi Di Maio, e Raffaele Fontana, Capo della Segreteria del Sottosegretario Durigon, sulle problematiche dell’amianto.

Dal confronto, scaturito nel corso di un presidio sindacale dei lavoratori e dei familiari delle vittime dell’amianto davanti al ministero del Lavoro, è emerso l’impegno dei rappresentanti del ministro Luigi Di Maio di valutare nel merito le richieste delle organizzazioni sindacali per verificarne l’eventuale accoglimento direttamente nella prossima legge di Bilancio. Tale disponibilità riguarda in particolare la possibilità di migliorare già nel 2019 le prestazioni economiche del Fondo per le Vittime dell’amianto.

Inoltre, i rappresentanti del ministro Di Maio si sono impegnati a dare risposte puntuali anche sulle altre questioni poste dai sindacati e dalle associazioni delle vittime dell’amianto. In particolare: la riapertura dei termini per le domande di riconoscimento previdenziale per l’avvenuta esposizione all’amianto, gli incentivi per facilitare la bonifica, le misure sanitarie per dare certezza delle prestazioni di cura e di ricerca delle terapie dei tumori.

Infine, ci sarà una risposta puntuale circa le modalità con le quali il Governo potrà assicurare la continuità delle relazioni sull’amianto con i sindacati anche attraverso una Cabina di Regia e garantire al paese una vigilanza e un impegno continuo sulle diverse problematiche relative all’amianto.

Le delegazioni Cgil, Cisl e Uil hanno preso atto delle dichiarazioni dei rappresentanti del ministro Di Maio e del sottosegretario Durigon e verificheranno nelle prossime settimane il percorso intrapreso.

 

Il bonus luce, gas e acqua 2018 è un’agevolazione, della durata di 12 mesi, che riconosce uno sconto sulla bolletta per la fornitura dell’energia elettrica, del gas naturale e dell'acqua mirata ad aiutare le famiglie disagiate.
Ogni anno ARERA (Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico) entro il 31 Dicembre aggiorna e comunica gli sconti annuali che spettano alle famiglie.
In previsione di questa prossima scadenza l’Adoc ricorda agli utenti quali sono i requisiti per accedervi e come fare richiesta del bonus luce, gas e acqua.
Per usufruire dell’agevolazione sulla fornitura dell’energia elettrica è fondamentale, innanzitutto, essere in possesso di un reddito ISEE basso, il quale non deve superare € 8.107,50. Per le famiglie con più di 3 figli a carico, riconosciuta quindi come “famiglia numerosa” dalla normativa sul bonus, il limite del reddito ISEE sale fino a € 20.000,00.
Tuttavia non basta avere solo un reddito basso per avere diritto al bonus luce. Tale agevolazione, infatti, è disponibile solo per i clienti domestici (imprese, professionisti, ditte individuali o società non possono avvalersene) che hanno installato, nella propria abitazione di residenza, un contatore elettrico fino ai 3 kw per le famiglie con massimo 4 persone e a 4,5 kw per quelle con un numero maggiore di residenti.
Esiste anche un bonus luce per disagio fisico, cumulabile con il bonus luce per reddito basso: tutti i clienti domestici che in casa hanno una persona costretta all’utilizzo di apparecchiature elettromedicali per la sopravvivenza della persona, avranno diritto a trarne beneficio. In tal caso sarà basilare farsi rilasciare dalla ASL un certificato sanitario che attesti l’indispensabilità di utilizzare tali apparecchiature, il tipo e l’indirizzo presso il quale è installata, oltre alla data di installazione e di inizio all’uso da parte del paziente.
Per quanto riguarda il bonus gas, come per quello luce, sarà disponibile per tutti i clienti domestici che hanno intestata una fornitura di gas naturale nella casa di residenza, dunque non avrà valenza per coloro che sono forniti da gas in bombola o a GPL. Requisito principale sarà sempre l’ISEE pari o inferiore a € 8.107,50 (con limite di € 20.000,00 per le famiglie con più di 3 figli a carico) e il contatore del gas non superiore a G6.
Coloro rientrino nei suddetti requisiti potranno recarsi presso il CAF e compilare l’apposito modulo per presentare la “domanda bonus sociale”. Dopodiché sarà stesso il CAF ad inviare tutta la documentazione al Comune, il quale - avvalendosi del Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche (SGAte) - gestirà la richiesta o il rinnovo della domanda, fornendo al cittadino beneficiario informazioni riguardanti la data d’inizio, la scadenza, l’importo spettante e i termini per rinnovare il bonus.
Si ricorda che per presentare una nuova “domanda bonus speciale”, sarà necessario ottenere la Dichiarazione Unica Sostitutiva (DSU) dell’anno in corso completa del valore ISEE. Il rilascio di tale documento avviene solitamente in circa 10 giorni lavorativi e può essere richiesto all’INPS; pertanto, se il bonus sociale è prossimo alla scadenza, si consiglia di tenere in considerazione i suddetti tempi di rilascio. In ogni caso un eventuale ritardo non farà decadere il beneficio, ma ne sposterà solamente la data di attivazione.
I consumatori possono anche chiedere maggiori informazioni all’Adoc di Basilicata nelle sedi di Potenza in Via Stigliani 2 (c/o Centro sociale) e Via Napoli 3, di Matera in Via Annunziatella 34, di Sant’Arcangelo in Piazza de Gasperi 10, di Marsicovetere in Via P. Festa Campanile 3.

 

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