Articoli filtrati per data: Ottobre 2018 - UIL Basilicata

Dalle notizie emerse sulla manovra finanziaria varata dal Governo si evince come, ancora una volta, la Pubblica Amministrazione passi in secondo piano. Anche in questa manovra, infatti, non vi è traccia di alcun investimento nella pubblica amministrazione, né in termini di innovazione né quanto meno di sostegno alle istituzioni che, giorno per giorno, prestano servizi alla comunità ma si propongono i soliti tagli lineari.
Ci preoccupa in Basilicata l’assenza di interventi perché il mancato turn over nella pubblica amministrazione, anche da noi, ha determinato un vuoto generazionale con una età media dei lavoratori pubblici che si aggira intorno ai 55 anni. Ci vuole un vero e proprio “piano Marshall” per immettere nuova linfa vitale e recuperare i danni prodotti da questo vuoto.

La diminuzione del personale in servizio si ripercuote negativamente sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini. I dipendenti pubblici, secondo le statistiche, sono in costante calo (circa 400.000 in meno negli ultimi 20 anni) (-200.000 solo dal 2011-2016). Il loro numero e le loro retribuzioni medie sono ben al di sotto della media europea. Il risultato: un calo della qualità dei servizi a favore del mondo produttivo con gravi ripercussioni sul funzionamento dell’economia. Le politiche seguite in questi ultimi anni sono state a senso unico: solo tagli lineari, chiusure indiscriminate di uffici, ospedali, strutture penitenziarie, scuole, agenzie fiscali, ecc. Con una ricollocazione forzata del personale, spaventata dal rischio del licenziamento. Non si è tentato in nessun modo di affrontare le questioni, in modo serio, con le parti sociali che sono più vicine ai contesti lavorativi ed ai territori che si sono voluti smantellare.
E’ nostro dovere opporci a questi processi di smantellamento e di privatizzazione e ciò non per sterile corporativismo ma perché siamo convinti che la Pubblica Amministrazione non debba spogliarsi delle prerogative che le leggi fondamentali le assegnano a garanzia di equità di trattamento e salvaguardia dei livelli minimi di tutela sociale.

Non possiamo immaginare uno Stato che abdica dalla propria funzione smantellando i propri apparati. Lo Stato eroga servizi pubblici. I nostri utenti sono cittadini, donne, bambini, lavoratori, pensionati, disoccupati, malati e deboli. Sono le imprese, l’economia pulsante del nostro paese.

Il servizi offerti dalla pubblica amministrazione, lo dobbiamo ricordare, spesso sono quelli che i privati non hanno alcun interesse a gestire poiché sconvenienti se valutati in una sola ottica di profitto.
In settori vitali per la società, come la giustizia, la sicurezza, la sanità, l’istruzione, la ricerca, il settore fiscale, la tutela dell’ambiente, ecc.., si va determinando una situazione di grave sofferenza che non consente agli organi dello Stato di fronteggiare adeguatamente i fenomeni di violazione delle norme e di inefficienza delle strutture di servizio.
Non solo: nessuna copertura finanziaria è prevista per il rinnovo della tornata contrattuale in scadenza a fine anno, nonostante le rassicurazioni sul punto che ci sono state date in precedenza.
Se i testi rimarranno invariati, si profilerà una nuova battuta d’arresto per il potere d´acquisto dei lavoratori pubblici, che così riprenderà il trend al ribasso degli anni del blocco dei rinnovi per legge, ma per tutto il sistema della P.A. Questo per noi è inaccettabile.
A chi, solitamente dall´alto, non esita mai nel mettere la Pubblica Amministrazione nell´occhio del ciclone delle critiche, non possiamo che ribadire con forza, ancora e ancora, che non vi può essere alcuna miglioria dell’efficacia e efficienza dei servizi offerti dal pubblico e per il pubblico, senza opportunamente investire nelle risorse strutturali, finanziarie e umane delle singole istituzioni.

Potenza, 18 ottobre 2018 UIL Basilicata
UIL FPL Basilicata
UILPA Basilicata

Nei primi sette mesi dell’anno le ore autorizzate di cassa integrazione in Basilicata hanno superato i 2 milioni 200 mila con un lieve decremento (meno 3,1%) rispetto ai primi sette mesi del 2017. E’ sempre la cig ordinaria quella più utilizzata (circa 1 milione 400 mila ore) mentre i posti di lavoro salvaguardati sono stati 1.854 (erano 1.913 a luglio 2017). Sono questi i dati principali del settimo rapporto del Servizio Politiche Attive e Passive della Uil sulla cig. A livello provinciale, Potenza con poco più di 1 milione 400 mila ore autorizzate fa registrare il decremento maggiore (meno 4,1%); Matera con cica 800 mila ore segna un decremento dell’1,2%. Quanto ai settori di attività è sempre l’industria al primo posto con circa 1 milione 800 mila ore seguita dall’edilizia con 414 mila ore; il comparto costruzioni segna un aumento del 44,3% rispetto ai primi sette mesi del 2017. 

Per la Uil dunque continua la flessione della cassa integrazione anche a luglio di quest’anno. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, si registra una diminuzione di ore autorizzate in tutte le macro aree: -68,7% nel Mezzogiorno, -56% nel Centro e -51,9% nel Nord. I valori dell’ammortizzatore sociale si avvicinano sempre più a quelli del periodo pre-crisi. La cassa integrazione si è rivelata in questi anni di crisi, e continua ad essere, un fondamentale strumento di tenuta del tessuto produttivo ed occupazionale. Sicuramente per una parte ciò è dovuto alle recenti riforme degli ammortizzatori sociali che hanno determinato l’abolizione della cassa integrazione in deroga, un irrigidimento dell’utilizzo della cig ordinaria e straordinaria, e aumentato i costi di accesso per le imprese; dall’altra è evidente una tendenza che fa sperare in un miglioramento del sistema economico-produttivo.
Per la Uil aAl di là delle singole capacità imprenditoriali, solo con una massiccia dose di investimenti e politiche di sviluppo per tutto il Paese, a partire dal Mezzogiorno, si potrà rendere più solida e veloce l’attuale timida ripresa economica.
Fonte di preoccupazione è, al contrario, l’incremento delle domande di Naspi presentate nel primo semestre dell’anno se confrontate con lo stesso periodo dell’anno precedente. Segnano un buon andamento i dati occupazionali forniti dall’Osservatorio sul precariato Inps. Infatti nel I semestre di quest’anno aumentano del 6,6%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le attivazioni di rapporti di lavoro subordinato, anche a tempo indeterminato.
È significativo il riscontro della forte flessione delle persone in cerca di occupazione, mentre permane preoccupazione per la vistosa crescita dell’occupazione a termine rispetto ai rallentamenti di quella a tempo indeterminato, che sembrano testimoniare ancora un basso livello di credibilità di ripresa del sistema economico-produttivo da parte delle aziende.
Il dato sulla crescita dell’occupazione condotta per fasce di età degli occupati, mostra come il mercato del lavoro sembra continuare ad investire maggiormente su profili di lavoratori con esperienza acquisita, come dimostra il dato sull’aumento dei lavoratori over 50. Segnali di ripresa anche sul fronte giovani, che vedono ridurre la quota di coloro che sono alla ricerca di un’occupazione. Continua, ormai da troppo tempo, ad essere sofferente la fascia 35-49 anni.
In questa fase di seppur debole ripresa, sono necessarie politiche attive efficaci che consentano un miglior matching domanda-offerta di lavoro. Al contempo, occorre continuare ad investire nella formazione continua e negli ITS mirati alle effettive esigenze delle imprese.

Potenza, 10 settembre 2018 L’Addetto Stampa

“A cinque anni dal tragico alluvione nel Metapontino e dopo la recente tragedia in Calabria provocata sempre da alluvioni e fenomeni di dissesto del suolo il progetto di “Rilancio per la tutela e valorizzazione del patrimonio forestale regionale” sostenuto dall’intesa che i sindacati confederali regionali e di categoria hanno sottoscritto con la Regione è il percorso da seguire e consolidare per attuare efficaci misure di prevenzione contro le continue calamità naturali specie in piena stagione autunnale”. A sostenerlo sono i segretari regionali della Uil Carmine Vaccaro e della Uila Gerardo Nardiello ricordando tra gli elementi principali dell’accordo che tutti gli addetti delle diverse platee ( L.42, Green River, Ivam, Vie Blu, Lsu Pollino, ex UTB) che insistono sul settore sono stati accorpati in una platea unica e tutti gli addetti dovranno raggiungere la 151 giornate a testa. “L’obiettivo strategico – aggiungono i dirigenti della Uil e Uila – è quello di saldare l’occupazione, superando la storica precarietà, consentendo a circa 3400 operai di avere un incremento importante di giornate e la certezza della puntualità dei pagamenti, con un programma di opere per dare valore all’intero sistema ambientale e forestale lucano, in modo da realizzare un progetto organico di valorizzazione della risorsa bosco. Un progetto che rappresenta una grande opportunità di nuova occupazione specie tenendo conto dell’età media piuttosto alta dell’attuale organico dei lavoratori lucani idraulico-forestali. Ma proprio per rispondere con più efficacia alle frequenti calamità naturali non dobbiamo fermarci qui. Siamo convinti – dicono Vaccaro e Nardiello – che in Basilicata sia necessario dare corpo e radicare progettualità di grande carica innovativa nelle diverse filiere agroforestali: da quella del legno a quella delle biomasse, dell’utilizzo del sottobosco, della ripresa della forestazione produttiva e protettiva per arrivare al turismo sociale ed all’utilizzo dei crediti di carbonio. A partire da una messa a valore dei beni demaniali regionali e comunali, con particolare attenzione a quei Comuni che già hanno dimostrato di impiegare, a fini multipli, le proprie risorse ambientali. Confortati da esperienze pilota in altre regioni e da modelli già consolidati, possiamo fare della Basilicata una “best practice” nel comparto idraulico-forestale a condizione che si lavori per l’attuazione di un sistema di valorizzazione delle risorse forestali che consente di mantenere ed organizzare una platea vasta ed organizzata di lavoratori.
La forestazione ha la necessità di vedere la messa in campo di una riforma caratterizzata dal coraggio, dalla trasparenza legate ad una riforma vera basata sul superamento dei livelli attuali di competenze che, nei fatti come più volte denunciato, frenano e smorzano ogni tentativo di snellimento del percorso.
Noi riproponiamo con forza il modello dell’Agenzia che altro non è che una nuova idea di corretto e più snello funzionamento del settore legato allo promozione ed attuazione di progetti multifunzionali che abbiano al centro un’anima produttiva che sperimenti subito il nuovo modello nel mondo agroforestale lucano. Si cambi passo e si avvii e si consolidi un nuovo processo di sviluppo incentrato sulla valorizzazione moderna e avanzata dei “beni comuni” con la partecipazione, il coinvolgimento e la condivisione di tutte le parti interessate”.