Articoli filtrati per data: Marzo 2019

La ripresa della mobilitazione dei pensionati per protestare contro la totale mancanza di attenzione nei loro confronti da parte del governo con tre grandi assemblee promosse unitariamente come Sindacati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil per il prossimo 9 maggio (per il sud a Napoli); Riforma fiscale più equa per superare la forte penalizzazione delle pensioni; Separazione assistenza e previdenza; Legge nazionale per la non autosufficienza; Invecchiamento attivo con l’impegno dei  nuovi Governo e Consiglio Regionali a dare pronta attuazione alla legge della passata legislatura sull’invecchiamento attivo. Sono questi i temi principali affrontati dal Consiglio Regionale della Uil Pensionati di Basilicata.

I lavori sono stati aperti da una relazione del segretario regionale Vincenzo Tortorelli per il quale il report aggiornato dell’Inps sul sistema previdenziale italiano fa giustizia del vecchio luogo comune secondo cui da noi e in tutto il Sud si concentra la più alta percentuale di pensionati e di pensioni assistenziali. Le pensioni erogate al primo gennaio 2019 in Basilicata sono 125.131 (71.653 donne e 53.476 uomini) con una percentuale pari a 222 ogni 1.000 residenti e un coefficiente di pensionamento standardizzato pari a 219. Entrambi questi indicatori sono inferiori ad altre regioni del Nord quali Piemonte, Liguria e del centro quali Emilia e Marche. Lo stesso vale per le pensioni assistenziali – 42.003 (24.805 donne e 17.198 uomini) con percentuale di 75 ogni 1000 e coefficiente pensionamento pari a 73.  

Oltre il 60% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro; Il 61,3% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro. Questa percentuale, che per le donne raggiunge il 74,5%, costituisce solo una misura indicativa della "povertà", per il fatto che molti pensionati sono titolari di più prestazioni pensionistiche o comunque di altri redditi. Il divario tra i due generi è accentuato; infatti per gli uomini la percentuale di prestazioni con importo inferiore a 750 euro scende al 44,1% e se si analizza la situazione della categoria vecchiaia si osserva che questa percentuale scende al 22,4%, e di queste solo il 21,7% è costituito da pensioni in possesso dei requisiti a sostegno del reddito. Sempre per i maschi, si osserva che oltre un terzo delle pensioni di vecchiaia è di importo compreso  fra 1.500 e 3.000 euro. L'importo medio mensile della pensione di vecchiaia è di 1.196,98 euro e presenta il valore più elevato nel settentrione con 1.283,52 euro. Gli uomini percepiscono pensioni mediamente più elevate rispetto alle donne, arrivando ad essere quasi il doppio (+90,5%) nel settentrione per la categoria vecchiaia.  Percepiscono una pensione media di 495 euro al mese i 2.743.988 invalidi civili iscritti all'Inps. Per quanto riguarda la composizione dell'importo, il numero è di 582.730 sole pensioni (con un importo di 293,77 euro), 1.764.164 sole indennità (per 493,66 euro) e 397.094 pensioni e indennità di accompagnamento insieme (896,73 euro), per un totale complessivo di 2.743.988 invalidi civili. L'importo medio mensile è quindi di 495,07 euro.

L’unica misura messa in campo – denunciano i dirigenti della Uil Pensionati – è stata quella del taglio della rivalutazione, che partirà dal 1° aprile e a cui si aggiungerà un corposo conguaglio che i pensionati dovranno restituire nei prossimi mesi. La tanto sbandierata pensione di cittadinanza invece finirà per riguardare un numero molto limitato di persone e non basterà ad affrontare il tema della povertà.

Nulla è stato previsto inoltre sul fronte delle tasse, che i pensionati pagano in misura maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti, e tanto meno sulla sanità, sull’assistenza e sulla non autosufficienza, che sono temi di straordinaria rilevanza per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie e che necessiterebbero quindi di interventi e di risorse.

In un Paese in cui il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati è eroso e la popolazione continua a invecchiare – sostiene Tortorelli -  sono necessarie iniziative lungimiranti nelle politiche fiscali e socio-sanitarie. Invece tutti gli ultimi Governi hanno deciso di fare cassa mettendo le mani nelle tasche dei pensionati, indebolendo contemporaneamente il Sistema sanitario nazionale con la conseguente crescita della spesa per l’accesso a servizi privati e la rinuncia alle cure da parte di molti anziani. Insomma: sono tante e urgenti le questioni da affrontare che chiederemo alla nuova Giunta e al nuovo Consiglio Regionali di esaminare con maggiore attenzione rispetto al passato e soprattutto in un quadro di concertazione con i sindacati di pensionati più  efficace e produttivo.

 

 

Il Consiglio Regionale UILCOM di Basilicata in data 15 Marzo 2019 ha approvato il Bilancio Consuntivo 2018 e Preventivo 2019.

Per quanto concerne il Bilancio Consuntivo, il Consiglio ha valutato positivamente la gestione oculata delle risorse economiche 2018 che ha permesso di chiudere lo stesso con un saldo positivo.

 

Diverse sono state le tematiche oggetto della discussione:

anzitutto la questione inerente la scadenza della commessa CSB – soluzioni e servizi avanzati a supporto dell’Agenda Digitale, al 31 Marzo p.v., infatti, la Regione Basilicata non ha ancora prorogato la commessa né pubblicato il relativo bando. Il Segretario Regionale UILCOM di Basilicata, Giovanni Letterelli, riferisce però che, a seguito dei vari tavoli di confronto con i dipartimenti regionali interessati, entro fine mese saranno avviate le procedure utili a tal fine.

 

Altro punto sul quale si è sviluppato il dibattito è il finanziamento, contenuto nel preventivo 2019, per la formazione RSU  e responsabili GAU  UILCOM delle varie aziende.

  

 

 

Potenza, 22/03/2019                                                                                               Addetto Stampa

 

“E’ stata avviata la discussione sulla proposta di iter amministrativo che riguarda il turn over di un minimo di 500 unità per il triennio 2019-2021. In coerenza con gli impegni presi per il comparto forestazione, un importante punto di avanzamento si è determinato nella giornata odierna a seguito del tavolo forestazione con le rappresentanze delle sigle sindacali FAI Cisl, FLAI-Cgil e UILA-Uil tenutosi presso il Dipartimento Agricoltura.”

Lo rende noto l’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Luca Braia.

“La definizione delle procedure oggi avviata – prosegue l’Assessore Braia – mantiene fede all’intesa per la tutela e la valorizzazione del patrimonio forestale regionale firmata con i sindacati nel maggio 2018 che, in particolare, ha previsto il turn over con procedure da attuarsi a partire dal 2019 e che riguarderanno circa 500 unità da assumere entro il 2021.

Sono state condivise le prime riflessioni e indicazioni operative quali, ad esempio, la divisione per Provincia delle graduatorie, la formazione al momento dell’assunzione, il rispetto dei principi indicati dalla legge 42/1998, i criteri di ammissione per le figure previste e una prima bozza di documento da implementare.

Un impegno quello del turn over che, per il costituito tavolo della forestazione coordinato dall’assessorato all’Agricoltura, rimane irrinunciabile priorità.

Un passaggio era stato già compiuto: gli uffici già nel mese di gennaio hanno inviato le linee di indirizzo al Consorzio di Bonifica per le attività 2019.

Ferma rimane quindi – conclude Luca Braia – la volontà di mantenere fede totalmente all’accordo e agli impegni presi, lavorando nelle prossime settimane per giungere alla definizione ed emanazione del bando da pubblicare entro aprile.”

Non possiamo sapere se il pomeriggio di ieri sarà ricordato a lungo nelle cronache sindacali ma intanto è doveroso annotare quanto è successo. Prima i tre segretari generali di Cgil-Cisl-Uil sono stati ricevuti dal vicepremier Luigi Di Maio e a seguire si sono spostati di qualche centinaio di metri nel centro di Roma e hanno iniziato un secondo round con i vertici della Confindustria. Nell’Italia del delirio populista succede anche questo, che in un pomeriggio primaverile i bistrattatissimi sindacati confederali, considerati dai vincitori delle elezioni politiche alla stregua di dinosauri, hanno riconquistato una loro centralità. Tanto da dar vita a distanza di mezz’ora a una triangolazione anche se imperfetta, a una sorta di surrogato anni ‘10 della vecchia concertazione.

Dalle dirette Facebook siamo tornati agli incontri tra delegazioni che partoriscono, come accadeva una volta, una serie di successivi incontri di approfondimenti che vengono chiamati — guarda caso — «tavoli».

Non è certo una novità veniamo da stagioni in cui la politica era solita «vendere» più arredo dell’Ikea grazie alla moltiplicazione non dei pani e dei pesci ma proprio dei tavoli e delle sedie. Ma evidentemente il «cambiamento» si è dovuto in qualche maniera piegare, anche lessicalmente. Riparte dunque una stagione di confronto sindacati-governo che è figlia della mobilitazione del 9 febbraio perché la verità è semplice: se muovi le piazze alla fine i populisti sono costretti a rispettarti, terranno pure il conteggio minuzioso dei like e dei clic ma poi Rousseau si deve inchinare a Carmelo Barbagallo.

Ma — chiederete — dopo gli schemi socio-politici seguiranno finalmente i contenuti? I presupposti ci sono.

I tavoli discuteranno di problemi seri e reali di questo Paese (cantieri, pensioni, lavoro, salario minimo, rappresentanza) e possiamo solo sperare che il dialogo sia propedeutico all’individuazione di soluzioni. A questo punto saggeremo la virtù dei leader sindacali che obiettivamente hanno davanti a sé un’occasione pressoché unica. Per farla fruttare al meglio, nell’interesse loro e più in generale del sistema Paese, dovranno muoversi in maniera compatta e — come peraltro hanno dichiarato — saper alternare presenza ai tavoli e mobilitazione.

Se poi riuscissero anche a mettere in asse le proprie proposte con quelle di Confindustria, la revanche dei corpi intermedi sarebbe ancora più netta e potrebbe regalarci in questo complicatissimo 2019 una maggiore ragionevolezza di obiettivi e di intenti.

 

 

 I sindacati dei pensionati di Basilicata Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil aderiscono al Global Strike for Future, la marcia per il clima nata dalla protesta della quindicenne Greta Thunberg che ha deciso di manifestare ogni venerdì sotto il Parlamento di Stoccolma contro la scarsa ambizione delle attuali politiche sul clima. Una delegazione parteciperà al corteo di domani 15 marzo a Potenza promosso dalla Legambiente Basilicata e dalla Rete degli studenti medi di Basilicata.

Oggi la sfida del clima è la più ampia, globale e importante che abbiamo davanti. Per questo è fondamentale accelerare il passo nelle politiche climatiche e definire delle strategie coordinate tra i diversi Paesi per rispettare gli impegni presi, a partire dall’Accordo di Parigi della COP21, per mettere in campo politiche adeguate allo scenario che il cambiamento climatico ci impone già. Una sfida che deve raccogliere anche l’Italia che purtroppo su questo fronte è indietro con politiche governative, passate e attuali, poco incisive e ancora incentrate sulle fonti fossili, come dimostrano i 16 miliardi di euro di sussidi diretti e indiretti ancora oggi garantiti alle società petrolifere.

Quello che serve alla Paese è un nuovo modello energetico basato su efficienza e rinnovabili che riduca fortemente le emissioni di gas serra, aiutando così il clima, l’ambiente e l'innovazione tecnologica. Affinché i Governi, a partire da quello italiano, si attivino attraverso un impegno serio e tangibile è importante una spinta sempre più pressante e incisiva dal basso che coinvolga e abbia per protagonisti i giovani.

Per questo sosteniamo il movimento “Fridays For Future” e lo sciopero globale “Global Strike for Future” del 15 marzo, per rivendicare il diritto al futuro alle attuali e alle prossime generazioni.

Siamo convinti che, anche nella lotta per la giustizia climatica, le alleanze siano essenziali per sconfiggere l’inerzia dei governi che tutela gli interessi di pochi a scapito della giustizia sociale, dell’equità intergenerazionale e dello sviluppo sostenibile.

Rispondiamo responsabilmente all’appello di Greta: “Non possiamo essere noi giovani a salvare il pianeta, non c’è abbastanza tempo. Tocca agli adulti intervenire e devono farlo adesso”. Noi ci siamo.

Venerdì, 01 Marzo 2019 20:02

UIL 69° ANNIVERSARIO