Visualizza articoli per tag: uil

Venerdì, 09 Novembre 2018 19:10

COMUNICATO STAMPA SU VERTENZA VENUM 3.0 SRL


In merito alla vertenza Venum 3.0 Srl balzata alle cronache regionali nell’ultima settimana, UILTuCS BASILICATA, anche alla luce di ricostruzioni faziose e capziose inopinatamente diffuse da più parti, sente l’obbligo di fare chiarezza sulla vicenda in itinere.

Il ruolo di UILTuCS BASILICATA trae origine dalla volontà di dar credito e fiducia ad una start up dalle prospettive incoraggianti, dalle potenzialità indiscusse e da una visione di crescita condivisa. Alla luce di ciò, quindi, in un contesto di precarietà giovanile endemica, si è inteso giungere ad una forma di contrattazione collettiva e di stabilizzazione della pianta organica che potesse garantire stabilità e garanzia dei diritti, secondo quanto previsto dal D. Lgs. 81/2015.

IL CCNL S.A.F.I. proposto da UILTuCS BASILICATA (contratto sottoscritto OO.SS maggiormente rappresentative), ha rappresentato la soluzione ottimale che fosse in grado di garantire un giusto equilibrio tra stabilità lavorativa e costi del lavoro; strategia pienamente condivisa dai lavoratori regolarmente riuniti in assemblea. Inoltre è bene sottolineare che il contratto adottato risulta essere decisamente più vantaggioso rispetto a quello prospettato da altre sigle sindacali.

Inoltre era stata prevista anche una successiva contrattazione di secondo livello, da implementare per gradi e regolarmente presentata da UILTuCS BASILICATA all’azienda, che portasse in dote elementi migliorativi, sotto forma di un innalzamento progressivo delle condizioni salariali dei dipendenti.

Purtroppo, il contingente stato di crisi che ha investito l’unico committente della Venum 3.0 Srl, Axèlero Spa, ha mortificato questo piano di crescita, causando difficoltà e disagi ai lavoratori.

Le continue inadempienze della società committente, la non volontà da parte della Venum di sopperire con adeguati mezzi allo stato di crisi, ha causato la mancata corresponsione di quattro mensilità dovute ai lavoratori, portando UILTuCS BASILICATA a proclamare lo sciopero a tempo indeterminato. La scelta è stata condivisa con i lavoratori riuniti in assemblea e senza alcuna intesa preventiva con l’azienda potentina. È da sottolineare inoltre, che la vicenda è stata gestita da UILTuCS BASILICATA in perfetta solitudine, mentre si apprende oggi a mezzo stampa di intempestive rivendicazioni di altre sigle sindacali.

Infine, a margine della prima giornata di sciopero UILTuCS BASILICATA ha chiesto al Prefetto la convocazione di un tavolo di mediazione cui prendessero parte anche Regione Basilicata e parti in causa (Venum 3.0 Srl, Axèlero Spa). La richiesta è stata accolta, e l’incontro avrà luogo in Prefettura il giorno 15 Novembre alle ore 10:30.

UILTuCS BASILICATA ed i lavoratori tutti, auspicano che l’incontro fissato crei le condizioni per una conclusione positiva della vertenza, riportandola nell’alveo della correttezza procedurale e soprattutto che possa evitare l’ennesima emorragia di professionalità, giovani e futuro.

 

Al Sud ed in Basilicata servono lavoro e buona occupazione per superare i divari economici, sociali, infrastrutturali e civili sempre più estesi con il resto del Paese e ancor più con l’Europa. E’ questa la “lezione” del nuovo rapporto Svimez che disegna ancora una Basilicata in chiaro scuro anche se, approfondendo i dati e gli indicatori economici, mi pare, più in scuro che in chiaro. Sono dati che il nostro Centro Studi Sociali ed Economici del Lavoro ha in parte già anticipato con il recente Rapporto sul primo semestre 2018 soprattutto in riferimento all’occupazione che cresce ma solo quella precaria, mentre deve allarmare la flessione dei lavoratori agricoli e non può in alcun modo considerarsi positivo l’ incremento del PIL che non raggiunge nemmeno l’1%.
E’ sempre l’aspetto demografico, con la fuga di circa 33mila unità (rispetto al 2000), l’indicatore più allarmante con i tassi migratori universitari più elevati in termini percentuali sugli iscritti (con oltre il 40%).
Per tutto questo non è consolatorio il fatto che, nel biennio 2019-20, il Sud beneficerà di circa il 40% delle maggiori spese previste dalla manovra del Governo, grazie soprattutto al Reddito di Cittadinanza, perché ciò è un indice significativo della crescita del malessere sociale, della caduta dei redditi e dell´impatto del PIL che resta su valori molto bassi. E non si può continuare a far penetrare il concetto che per il Mezzogiorno la strada risolutiva siano i sussidi.
Ancora. La quasi contestualità della presentazione del rapporto Svimez con il dibattito sulla Zes Jonica, su cui sono riposte nuove aspettative di sviluppo ed occupazione, ci porta a rilanciare la proposta di istituire una ‘Company’ fatta da soggetti pubblico- privato- sociale, una Amministrazione comune appulo-lucana che riesca a governare e sovrintendere la delicatissima rete di fili interconnetivi, per far vivere, in modo diffuso ’l’animus’ della Zes Jonico- lucana nella vita dei territori e delle persone coinvolte..
Per noi è chiaro che occorre partire da Matera e dal territorio contermine, con le innumerevoli cose produttive e la ‘potenza-in atto’ di Capitale europea della cultura.
Si tratta di fare una scelta qualificante, con la regia delle due Regioni ,dei Comuni di Matera e Taranto, di Università e Centri di ricerca ,riuniti in un pool di alto profilo con il compito di tramutare le linee del Documento strategico in progetti di massima e/o definitivi. Un pacchetto di misure che prefigurino già un modello di Zona speciale, definito nei profili e nelle finalità in modo coerente. Una sorta di anticipazione sperimentale della Zes Jonica, con una temporizzazione congrua (biennale) ed una di più medio periodo. La ’fertilizzazione’ del territorio, la base per lanciare la Zes, infine, è bene ricordarlo può essere facilitata da un coinvolgimento pieno del partenariato e delle forze sociali. Una sfida di corresponsabilità ,tutt’affatto nuova, che può funzionare se lo scatto ideale contagia tutte le parti per fare una Zes di alto livello e cominciare ad invertire la tendenza evidenziata dalla Svimez.

Amianto: Cgil, Cisl, Uil, subito provvedimenti in legge di Bilancio

Roma, 8 novembre - Si è svolto oggi, 8 novembre, a Roma l’incontro tra i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Angelo Colombini e Silvana Roseto, accompagnati dai rappresentanti delle Associazioni delle vittime dell’amianto, e con Fabia D’Andrea, Vice Capo di Gabinetto del Ministro Luigi Di Maio, e Raffaele Fontana, Capo della Segreteria del Sottosegretario Durigon, sulle problematiche dell’amianto.

Dal confronto, scaturito nel corso di un presidio sindacale dei lavoratori e dei familiari delle vittime dell’amianto davanti al ministero del Lavoro, è emerso l’impegno dei rappresentanti del ministro Luigi Di Maio di valutare nel merito le richieste delle organizzazioni sindacali per verificarne l’eventuale accoglimento direttamente nella prossima legge di Bilancio. Tale disponibilità riguarda in particolare la possibilità di migliorare già nel 2019 le prestazioni economiche del Fondo per le Vittime dell’amianto.

Inoltre, i rappresentanti del ministro Di Maio si sono impegnati a dare risposte puntuali anche sulle altre questioni poste dai sindacati e dalle associazioni delle vittime dell’amianto. In particolare: la riapertura dei termini per le domande di riconoscimento previdenziale per l’avvenuta esposizione all’amianto, gli incentivi per facilitare la bonifica, le misure sanitarie per dare certezza delle prestazioni di cura e di ricerca delle terapie dei tumori.

Infine, ci sarà una risposta puntuale circa le modalità con le quali il Governo potrà assicurare la continuità delle relazioni sull’amianto con i sindacati anche attraverso una Cabina di Regia e garantire al paese una vigilanza e un impegno continuo sulle diverse problematiche relative all’amianto.

Le delegazioni Cgil, Cisl e Uil hanno preso atto delle dichiarazioni dei rappresentanti del ministro Di Maio e del sottosegretario Durigon e verificheranno nelle prossime settimane il percorso intrapreso.

 

Il bonus luce, gas e acqua 2018 è un’agevolazione, della durata di 12 mesi, che riconosce uno sconto sulla bolletta per la fornitura dell’energia elettrica, del gas naturale e dell'acqua mirata ad aiutare le famiglie disagiate.
Ogni anno ARERA (Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico) entro il 31 Dicembre aggiorna e comunica gli sconti annuali che spettano alle famiglie.
In previsione di questa prossima scadenza l’Adoc ricorda agli utenti quali sono i requisiti per accedervi e come fare richiesta del bonus luce, gas e acqua.
Per usufruire dell’agevolazione sulla fornitura dell’energia elettrica è fondamentale, innanzitutto, essere in possesso di un reddito ISEE basso, il quale non deve superare € 8.107,50. Per le famiglie con più di 3 figli a carico, riconosciuta quindi come “famiglia numerosa” dalla normativa sul bonus, il limite del reddito ISEE sale fino a € 20.000,00.
Tuttavia non basta avere solo un reddito basso per avere diritto al bonus luce. Tale agevolazione, infatti, è disponibile solo per i clienti domestici (imprese, professionisti, ditte individuali o società non possono avvalersene) che hanno installato, nella propria abitazione di residenza, un contatore elettrico fino ai 3 kw per le famiglie con massimo 4 persone e a 4,5 kw per quelle con un numero maggiore di residenti.
Esiste anche un bonus luce per disagio fisico, cumulabile con il bonus luce per reddito basso: tutti i clienti domestici che in casa hanno una persona costretta all’utilizzo di apparecchiature elettromedicali per la sopravvivenza della persona, avranno diritto a trarne beneficio. In tal caso sarà basilare farsi rilasciare dalla ASL un certificato sanitario che attesti l’indispensabilità di utilizzare tali apparecchiature, il tipo e l’indirizzo presso il quale è installata, oltre alla data di installazione e di inizio all’uso da parte del paziente.
Per quanto riguarda il bonus gas, come per quello luce, sarà disponibile per tutti i clienti domestici che hanno intestata una fornitura di gas naturale nella casa di residenza, dunque non avrà valenza per coloro che sono forniti da gas in bombola o a GPL. Requisito principale sarà sempre l’ISEE pari o inferiore a € 8.107,50 (con limite di € 20.000,00 per le famiglie con più di 3 figli a carico) e il contatore del gas non superiore a G6.
Coloro rientrino nei suddetti requisiti potranno recarsi presso il CAF e compilare l’apposito modulo per presentare la “domanda bonus sociale”. Dopodiché sarà stesso il CAF ad inviare tutta la documentazione al Comune, il quale - avvalendosi del Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche (SGAte) - gestirà la richiesta o il rinnovo della domanda, fornendo al cittadino beneficiario informazioni riguardanti la data d’inizio, la scadenza, l’importo spettante e i termini per rinnovare il bonus.
Si ricorda che per presentare una nuova “domanda bonus speciale”, sarà necessario ottenere la Dichiarazione Unica Sostitutiva (DSU) dell’anno in corso completa del valore ISEE. Il rilascio di tale documento avviene solitamente in circa 10 giorni lavorativi e può essere richiesto all’INPS; pertanto, se il bonus sociale è prossimo alla scadenza, si consiglia di tenere in considerazione i suddetti tempi di rilascio. In ogni caso un eventuale ritardo non farà decadere il beneficio, ma ne sposterà solamente la data di attivazione.
I consumatori possono anche chiedere maggiori informazioni all’Adoc di Basilicata nelle sedi di Potenza in Via Stigliani 2 (c/o Centro sociale) e Via Napoli 3, di Matera in Via Annunziatella 34, di Sant’Arcangelo in Piazza de Gasperi 10, di Marsicovetere in Via P. Festa Campanile 3.

 

Aver dato il nostro appoggio già due anni fa alla Marcia d’Amore per la Cultura, quando questa iniziativa fu lanciata, tra lo scetticismo generale, testimonia che abbiamo creduto fin dal primo momento nei principi che la animano e che mettono in primo piano il risveglio delle coscienze puntando proprio sui giovani e la scuola.
Pertanto siamo davvero felici che la ‘Marcia d’Amore per la Cultura’ stia per aver inizio, coinvolgendo tutti i 131 comuni, con i migliori auspici e con le adesioni davvero entusiastiche di scuole, enti e associazioni.
Del resto l’Accordo di Programma ‘Basilicata in Marcia per la Cultura’, che abbiamo sottoscritto insieme a 40 partners nel maggio scorso, recepisce la nostra proposta del Piano del Lavoro della Crescita e della Coesione in Basilicata e rilancia azioni positive e concrete finalizzate a creare nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani con una strategia mirata, che non disperda le esigue risorse per affrontare le tradizionali criticità nell’ottica di un nuovo e concreto patto tra generazioni e generi, valorizzando la voglia dei giovani e delle donne di essere protagonisti, per far sì che il lavoro non risponda solo ad un’esigenza economica ma diventi la quota di cambiamento che ognuno può portare alla società e al paese favorendo una nuova etica e cittadinanza del patrimonio comune, di legalità, redistribuzione e partecipazione
La Basilicata ha la necessità di cambiare pagina è la Marcia per la Cultura, che partirà da Potenza il prossimo 20 novembre per poi toccare tutti i comuni lucani, sembra rispondere perfettamente a questa richiesta essendo strutturata su un’idea forte che prevede l’investimento principale proprio nell’Educazione con l’attivazione dei Laboratori Emozionali nelle scuole, incentrati sulla valorizzazione delle vocazioni del territorio, della Lucanità, del capitale umano e del patrimonio culturale per farne una fonte di ricchezza etica, estetica ed economica, partendo dalla consapevolezza che un impegno per il Bene Comune è tanto più efficace quanto maggiore è la coscienza della propria identità.
Siamo certi i Lucani sapranno far sentire la propria voce perché credono fermamente nelle potenzialità dei principi universali a cui è ispirata la Marcia per la Cultura, coordinata da Tomangelo Cappelli e improntata proprio sul rispetto della persona e della vita, per creare sostegno allo sviluppo locale, secondo un processo forte di inclusione sociale, condizione essenziale per il progresso culturale, civile ed economico della regione.


E noi ce la metteremo tutta per far conoscere e promuovere l’iniziativa, innanzitutto tra i nostri iscritti, invitandoli a farsi protagonisti di un processo di sensibilizzazione culturale che valorizzi tutti i comuni lucani per intercettare i flussi turistici previsti per Matera- Basilicata 2019 e per creare le concrete condizioni per una società migliore con il raggiungimento di una più alta e diffusa qualità della vita.

Martedì, 06 Novembre 2018 12:56

UIL: UN PRIMO PASSO PER TEMPA ROSSA

In data odierna presso il Centro Olio di Corleto Perticara “Tempa Rossa” si è tenuta l’assemblea dei lavoratori, alla quale ha partecipato la delegazione della UIL di Basilicata nelle persone di Carmine Vaccaro, Carmine Lombardi e Giovanni Galgano per illustrare i contenuti dell’accordo raggiunto nella tarda serata di ieri presso la Regione Basilicata.
Accordo resosi necessario a seguito dello sciopero con assemblea permanente dei lavoratori licenziati dal Centro Olio di Tempa Rossa e che hanno dato vita ad un presidio notte e giorno per denunciare e manifestare il proprio dissenso a seguito dei suddetti licenziamenti.
Dopo un’ampia discussione, a cui hanno partecipato i rappresentati di Total, Tecnimont, Organizzazioni Sindacali e Sindaci dell’Area, si è giunti ad un’ intesa che prevede un percorso chiaro e ben definito di come dovrà avvenire la smobilitazione prossima del cantiere di Tempa Rossa e soprattutto come dovrà avvenire in maniera contestuale l’avvio della produzione, che dovrà necessariamente previlegiare l’inserimento e il reinserimento dei lavoratori lucani che hanno costruito e contribuito alla realizzazione del Centro Petrolifero di Tempa Rossa.
Questo percorso va monitorato già dai prossimi giorni e dai tavoli che verranno convocati presso la Regione Basilicata già a partire dal 20 novembre per valutare se gli impegni assunti dalle parti siano davvero esigibili e soprattutto se possano rappresentare una risposta vera alle istanze dei lavoratori.
C’è tanto da fare, ma questo fare dovrà necessariamente andare verso la costituzione del Distretto Energetico Lucano, passaggio fondamentale per garantire la piena occupazione anche attraverso la mobilità dei lavoratori ma soprattutto per il trasferimento di know- how, di tecnologie e di sperimentazione di nuove fonti energetiche, elementi indispensabili per garantire stabilità occupazionale, salariale, industriale e ambientale.


L’assemblea dei lavoratori ha approvato all’unanimità l’intesa raggiunta e pertanto è stato rimosso temporaneamente il presidio dei lavoratori in attesa di quel monitoraggio necessario affinché gli impegni siano rispettati.

CORLETO - Il presidio dei lavoratori del cantiere Total a Corleto Perticara va avanti. Dopo le prese di posizione e le visite istituzionali, oggi in Regione è atteso il confronto con Total per cercare di trovare una via d’uscita. Ieri intanto una delegazione della Uil guidata da Carmine Vaccaro e Carmine Lombardi ha incontrato i manifestanti. «La fine del cantiere e l’inizio delle fasi di produzione - spiegano - mette a repentaglio il futuro di centinaia di persone, che in un territorio martoriato dalla disoccupazione non intravedono possibilità occupazionali. È il momento della responsabilità, bisogna recuperare questo patrimonio di persone che hanno contribuito alla nascita del centro oli, utilizzandoli nel ciclo produttivo esistente e quello a divenire, ”piu lavoro meno soldi”. Solo così, prosegue il segretario generale della Uil, potremmo rispondere a quella richiesta di opportunità ed equità sociale che ci chiedono questi padri di famiglia spesso monoreddito. Bisogna costruire un distretto dell’energia che governi le regole e la presenza di Total e di Eni sul territorio lucano, che garantisca l’occupazione e la legalità nei presidi di Corleto e di Viggiano. Perché, aggiunge Vaccaro, nella logica di distretto si posso creare le giuste sinergie in termini di capitale umano, di know-how e di nuove tecnologie che sono le uniche certezze che potranno garantire e dare stabilità al tempo che verrà. E sulla vicenda interviene anche Piero Lacorazza. «Sono stato al presidio dei lavoratori del Centro Oli di Corleto. Premetto che se fosse passato l’art. 38 della Legge Sblocca Italia il territorio sarebbe stato più debole e più fragili sarebbero stati i diritti dei lavoratori e le opportunità per le nostre imprese. Sono orgoglioso di aver promosso e guidato quel referendum che costrinse il governo nazionale a modificare le norme che davano più potere allo Stato centrale e alle compagnie petrolifere. Chiederò all’Assessore Cifarelli di riferire martedì in Consiglio Regionale affinché tutte le forze politiche possano dare il proprio contributo ad una battaglia comune a difesa del lavoro, delle imprese lucane e del territorio. C’è la consapevolezza che con la fine della costruzione del Centro Olio di Corleto servirà meno forza lavoro ma i lucani e coloro che vivono in questi territori devono avere priorità. Durante il tour elettorale il Ministro dello Sviluppo Economico Di Maio ha detto: nessuna altra autorizzazione sarà data fino a quando i soldi andranno via dalla Basilicata e non sarà rispettato il diritto alla salute. Una dichiarazione che dice, aldilà dei precedenti proclami propagandistici, che saranno rispettati i contratti in essere per 154 mila barili giorno. Ma adesso almeno il Ministro Di Maio inizi a far rispettare i lavoratori e le imprese lucane e convochi un tavolo, anche alla presenza del Ministero dell’Ambiente, per fare il punto sulla vicenda petrolifera lucana ragionando su nuovi investimenti per la nostra Regione per realizzare infrastrutture e lavoro. Infine, dopo anni anche di personale impegno in Consiglio, si sono sbloccate le risorse per gli investimenti in questi territori; parliamo di oltre 500 ml di euro nei prossimi 10 anni. Questo obbiettivo raggiunto nato dall’attribuzione alle ’aree estrattive’ del 30% delle royalties incassate dalla Regione deve avere una immediata concretizzazione. La Regioni convochi la conferenza dei sindaci del Programma Operativo Val d’Agri Sauro Camastra Melandro e faccia partire da subito attività e progetti».

Continua il presidio dei lavoratori del cantiere total a Corleto perticara. Oggi una delegazione della Uil guidata da Carmine Vaccaro e Carmine Lombardi ha incontrato i manifestanti. La fine del cantiere e l'inizio delle fasi di produzione mette a repentaglio il futuro di centinaia di persone, che in un territorio martoriato dalla disoccupazione non intravedono possibilità occupazionali. È il momento della responsabilità, ha dichiarato Vaccaro, bisogna recuperare questo patrimonio di persone che hanno contribuito alla nascita del centro oli, utilizzandoli nel ciclo produttivo esistente e quello a divenire, "più lavoro meno soldi".
Solo così, prisegue il Segretario Generale della Uil, potremmo rispondere a quella richiesta di opportunità ed equità sociale che ci chiedono questi padri di famiglia spesso monoreddito. Bisogna costruire un distretto dell'energia che governi le regole e la presenza di Total e di Eni sul territorio lucano, che garantisca l'occupazione e la legalità nei presidi di Corleto e di Viggiano. Perché, conclude Vaccaro, nella logica di distretto si posso creare le giuste sinergie in termini di capitale umano, di know-how e di nuove tecnologie che sono le uniche certezze che potranno garantire e dare stabilità al tempo che verrà.

Tempa Rossa (Corleto Perticara), sciopero ad oltranza dei lavoratori licenziati da un'azienda metalmeccanica che lavorava per Tecnimont.

La UIL chiede a Total di intervenire con un accordo di sito che possa mettere in sicurezza tutti i lavoratori che operano presso il Centro Oli di Tempa Rossa.

Lunedì alle ore 11,00 presso l’assessorato alle attività produttive convocati CGIL, CISL, UIL, Tecnimont e Total per affrontare la vertenza.

• ORE AUTORIZZATE A SETTEMBRE 2018
dati per macro area, regioni, province - confronto con SETTEMBRE 2017

• ORE AUTORIZZATE NEI PRIMI 9 MESI DEL 2018
dati per macro area, regioni, province - confronto con stesso periodo 2017

• STIMA UIL: POSTI DI LAVORO SALVAGUARDATI NEI PRIMI 9 MESI DEL 2018
dati per macro area e regioni - confronto con stesso periodo 2017

• ORE AUTORIZZATE PER SETTORE PRODUTTIVO NEI PRIMI 9 MESI DEL 2018
dati per macro area e regioni - confronto con stesso periodo 2017

 

 INTRODUZIONE

La forte riduzione tendenziale degli strumenti di integrazione salariale, sia ordinaria che straordinaria, registrata nel mese di settembre, fotografa la condizione in cui versa attualmente il nostro sistema produttivo.

Con 11,3 milioni di ore autorizzate ed un calo del 44,2% rispetto allo stesso mese del 2017, settembre 2018 mostra una riduzione del 44,9% delle ore richieste di cassa integrazione straordinaria ed una contrazione del 25,6% delle ore di ordinaria. Verso il completo svuotamento la cassa in deroga che si riduce del 98,7%.

 Nei primi 9 mesi di quest’anno, sono state complessivamente autorizzate 162 milioni di ore, pari ad una stima di 106 mila posti di lavoro salvaguardati grazie a questo strumento. Il trend delle ore di cassa integrazione è in continua diminuzione. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le ore richieste sono diminuite del 38,7%, con una cassa integrazione straordinaria che si è quasi dimezzata.

 Da una parte, quindi, la timida crescita in atto traina le imprese più competitive determinando una minore richiesta di cassa integrazione; dall’altra, i dati segnalano la sofferenza di quella parte del sistema produttivo non ancora uscito dalla crisi che ha terminato i periodi di cassa integrazione previsti  dalla riforma introdotta dal Jobs Act, con conseguente apertura delle procedure di licenziamento le quali trovano riscontro nell’aumento delle domande di Naspi.

All’interno di questo quadro vanno nella giusta direzione i primi orientamenti del Ministero del Lavoro come da noi più volte richiesto, circa l’ampliamento dei periodi di cassa integrazione in favore di quelle aziende che stanno gestendo complesse fasi di riorganizzazione e la reintroduzione della cassa integrazione per cessazione di attività, anche in presenza di procedure concorsuali.

 

Ivana Veronese – Segretaria Confederale UIL                            

Roma, ottobre 2018

Pagina 6 di 7