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“Il SUD e quindi anche la Basilicata di fronte alla manovra del Governo non possono pensare di uscirsene con il tradizionale “speriamo che me la cavo” ma devono mettere in campo iniziative ed azioni quanto più incalzanti ed incisive possibili per puntare a modificare ed indicare la strada da seguire in tutt’altra direzione”: è il messaggio che Anna Gruosso della Uil Pensionati Basilicata ha lanciato a Napoli intervenendo alla riunione degli attivi Cgil, Cisl, Uil delle regioni meridionali. “Abbiamo bisogno – ha detto ancora Gruosso -di servizi sociosanitari. Incrementare in modo strutturale – le risorse per le politiche socio assistenziali, coordinandole e finalizzandole allo sviluppo dei servizi alla persona ed alla famiglia. Definire, per tutte le aree di bisogno, i livelli essenziali delle prestazioni sociali come diritti soggettivi esigibili. Garantire, da parte di tutti i livelli istituzionali, processi di integrazione tra sociale e sanitario. Sulla povertà facciamo chiarezza perché nessuno si illuda che il Reddito di Cittadinanza – che è ancora un oggetto sconosciuto - possa risolvere il diffuso disagio sociale. Prevale la politica assistenzialistica in nome e per conto del cosiddetto contratto di governo e di tesi populistiche in esso contenute. Invece è significativa l’esperienza della Regione Basilicata che di recente ha prorogato il Reddito Minimo di Inserimento per 2.226 cittadini lucani. E ancora: l’avvio del Reddito d’Inclusione (REI) ha rappresentato un evento molto importante per il nostro Paese che si è finalmente dotato di una misura nazionale, strutturale ed organica di contrasto alla povertà. L’esperienza del REI non può essere dispersa anzi deve essere confermata e rafforzata per il suo valore di inclusione anche nell’annunciato reddito di cittadinanza di cui ad oggi non si conoscono le caratteristiche. Sarà importante proseguire e rafforzare, con la quota dedicata del Fondo Povertà, il percorso di potenziamento dei Servizi sociali per l’inclusione. Siamo preoccupati: l'universalità e la sostenibilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale sono fortemente messi a rischio dalle scelte politiche, operate in questi anni di progressivo definanziamento. Con le liste di attesa che crescono e non si riducono colpendo soprattutto gli anziani. Ma – ha detto Gruosso - il SUD ha bisogno di maggiori Investimenti per favorire Crescita e Sviluppo per dare lavoro ai Giovani e servizi adeguati ai Cittadini e Pensionati. Viviamo in una società in cui è forte il conflitto generazionale tra giovani e anziani, un conflitto che ha impoverito il Paese. È necessario non percorrere la strada del conflitto e della rassegnazione, ma impegnarsi, rimboccarsi le maniche avere voglia di partecipare. Solo insieme si può proseguire per andare nella direzione giusta. Quella del lavoro. Vogliamo il lavoro per i nostri figli. Vogliamo che i nostri figli con i nostri nipoti possono avere un futuro meglio del nostro. Vogliamo che i nostri figli insieme ai nostri nipoti possono vivere nella loro terra”.

Grazie al lavoro svolto dal CRC INAIL di Basilicata, anche i medici dell’INAIL potranno usare il ricettario fornito dalla Regione, al pari dei medici del Servizio Sanitario Regionale.

Lo rendono noto il presidente del CRC, Donato Rosa (UILTuCS), e la vice presidente Vitalba Acquasanta (Confapi Matera), che hanno sensibilizzato la Giunta Regionale in tal senso.

La Regione Basilicata e la Direzione Regionale INAIL, infatti, hanno sottoscritto di recente una convenzione per l’erogazione di prestazioni di riabilitazione incluse nei livelli integrativi di assistenza.

“Si tratta di un grande risultato per i lavoratori e i cittadini lucani – precisano i vertici del Comitato Regionale di Coordinamento dei CO.CO.PRO. di Basilicata - perché gli infortunati sul lavoro e i tecnopatici non dovranno più recarsi presso il proprio medico per farsi prescrivere visite specialistiche o altre prestazioni del servizio sanitario”.

Consentendo ai medici del’INAIL, in occasione delle visite, di utilizzare il ricettario regionale, dunque, si avrà una più efficace e tempestiva erogazione delle prestazioni sanitarie e/ambulatoriali in favore degli infortunati sul lavoro e dei tecnopatici, con l’ulteriore effetto di riduzione dei tempi di attesa e di controllo della spesa sanitaria.

“Abbiamo pensato a facilitare la vita del lavoratore che, già alle prese con l’infortunio, non deve essere ulteriormente oberato di altre incombenze oggettivamente evitabili - conclude il presidente Rosa - in tal modo il CRC INAIL di Basilicata aumenta il proprio impegno sociale per tutti gli assicurati, sia che subiscano infortuni sul lavoro, sia che contraggano malattie causate dall’attività lavorativa”.

“Rivolgiamo un appello alla Regione Basilicata e alla Direzione Regionale INAIL perché diano immediata attuazione alla convenzione sottoscritta”.

 

“La partita del petrolio si gioca e si vince se siamo tutti quanti insieme, diversamente troveremo pure qualche isola felice ma non risolve il problema della Basilicata, risolve il problema di un Paese”. Carmine Vaccaro, segretario regionale della Basilicata della Uil, intervistato per la trasmissione Report di Rai3, nell’inchiesta “Un tanto al barile”, di Luca Chianca, con la collaborazione di Carla Rumor e Norma Ferrara, ha ribadito la posizione del sindacato su temi sempre più di attualità e all’attenzione non solo nella nostra regione. Per capire come altri Paesi investano le risorse derivanti dai tributi che le compagnie petrolifere pagano in cambio delle concessioni le telecamere di Report sono andate in Norvegia dove c'è il più grande dei fondi sovrani. Oggi vale oltre 850 miliardi di euro e investe in tutto il mondo. Solo in Italia ha investito 5,1 miliardi di dollari in titoli di stato e oltre 11 miliardi di dollari in azioni di 117 società tra cui anche la nostra Eni.
“E’ la nostra idea da sempre – dice Vaccaro - la Basilicata dovrebbe essere una delle regioni più ricche d'Italia. Solo l'Eni in cambio dell'estrazione del petrolio ha versato 1,6 miliardi di euro in poco meno di 20 anni. Soldi che dovrebbero essere spesi per rilanciare l'economia lucana. Report, invece, nell’inchiesta, “ha scoperto” che ben 170 milioni sono stati usati per tappare i buchi di sanità e istruzione universitaria. In tutti questi anni è mancata una visione a livello nazionale di cosa si debba fare con tutti questi soldi. La scelta del Fondo sovrano regionale – vorrei ricordarlo - è ispirato da due sentimenti-guida: quello della generatività delle commodities da far attecchire alla economia delle famiglie e delle imprese lucane, massimizzandone i risultati. E poi il sentimento della generosità e della ‘distesa sul futuro’ spostando quote cospicue degli introiti verso le nuove generazioni. Il Fondo – la nostra idea è sul modello norvegese tradotto nelle competenze e nella strumentazione regionale - arricchito da un impiego prudente sul mercato finanziario, proietta la programmazione al futuro e al dopo-petrolio alimentando un flusso di risorse utili, sia come accumulo di ‘previdenza sociale’ per i cittadini lucani e sia per costituire uno stock di risorse a ‘tesoreria regionale’, da investire nello sviluppo del territorio. Nei prossimi 10-20 anni l’indotto del barile petrolifero genera 10-12 miliardi di euro, comprensivi dell’introito dell’ Ires ottenuto con la negoziazione sullo Sblocca Italia. A questi valori si possono aggiungere ulteriori risorse rivenienti da politiche di valorizzazione dell’acqua (e dalle concessioni per lo sfruttamento di acque minerali attualmente incassate dalla Regione) e dei prodotti delle foreste demaniali (quantificabili in circa 18,6 Meuro di introiti all’anno). Il Fondo rimarrebbe investito fino alla sua scadenza (fra 70-80 anni) e, con una gestione accorta (Norway Model), potrebbe avere un rendimento annuo medio prudenziale del 3-4% e quindi fruttare, a scadenza, circa 56-60 miliardi. L’obiettivo del Fondo non è quello di erogare immediatamente provvigioni ai cittadini, ma di creare una riserva di valore crescente, da spendere quando il petrolio scemerà, per ristorare le future generazioni, stimando una curva di invecchiamento della popolazione.
C’é dunque una relazione stretta tra i ‘beni comuni’, l’identità ed il futuro della regione. L’ ha spiegata bene Giuseppe De Rita (Censis). Una relazione che tuttavia deve essere intessuta, architettata perché non è un dato naturale. Ci vogliono le basi di un nuovo costruire per combinare la risorsa idrica, quella appenninico-forestale e del paesaggio e quella dell’energia petrolifera. Quanto al rapporto lavoro-ambiente-comunità – aggiunge Vaccaro - in tutto il mondo è sempre stato inclinato; spetta alla capacità e alla qualità di governo delle classi dirigenti e politiche ristabilire l’equilibrio corretto recuperando anni perduti. Come spetta alla Regione riscrivere le regole, chiamando il Governo alle proprie responsabilità. Lo sforzo che chiediamo alla Total come abbiamo fatto in precedenza all’Eni inoltre è di non guardare solo al profitto”.

L'idea messa a punto da UIL Basilicata, CSSEL con il contributo autorevole del Censis di istituire un Fondo sovrano regionale alimentato dalle royalties del petrolio non è nuova e di tanto in tanto torna d'attualità alimentata dalla stampa nazionale. 

"La scelta, ricorda il Segretario regionale Carmine Vaccaro, è ispirata da due sentimenti guida: quello della generatività delle commodities da far attecchire all'economia delle famiglie e delle imprese lucane, massimizzandone i risultati e quello della generosità e della "distesa sul futuro" spostando quote cospicue degli introiti verso le nuove generazioni. Il Fondo - sul modello norvegese tradotto nelle competenze e nella strumentazione regionale - arricchito da un impiego prudente  sul mercato finanziario, proietta la programmazione al futuro e al dopo-petrolio alimentando un flusso di risorse utili sia come accumulo di "previdenza sociale" per i cittadini lucani e sia per costruire uno stock di risorse a "tesoreria regionale" da investire nello sviluppo del territorio. Esperienze straniere (ad esempio quella dell'Alberta Heritage Savings Trust Fund) mostrano che per ogni euro depositato nel fondo si possono creare circa 1,7 euro di redditi da investimenti finanziari, riversati sul territorio anche come investimenti per lo sviluppo. Un esempio: investimenti in quote azionarie della FCA e dell'ENI. L' Obiettivo del Fondo non è quello di erogare immediatamente provvigioni ai cittadini ma di creare una riserva di valore crescente da spendere quando il petrolio scemerà, per ristorare le future generazioni, stimando una curva di invecchiamento della popolazione".

Di Petrolio, utilizzo delle Royalties e della proposta di Fondo Sovrano ne parlerà domani il Segretario regionale della UIL Basilicata, Carmine Vaccaro, nella puntata di Report che andrà in Onda domani, 17 dicembre, alle 21.15 su Rai 3.

Domenica, 09 Dicembre 2018 22:26

Tesseramento UIL 2019

“Nei primi 10 mesi del 2018 le ore di cassa integrazione erogate complessivamente in Basilicata sono state oltre 4 milioni 300mila di cui gran parte assorbite dalla straordinaria (2 milioni 500 mila ore) e a seguire dall’ordinaria (1 milione 800 mila ore). A riferirlo è il decimo rapporto della Uil sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Sempre nella nostra regione i posti di lavoro salvaguardati ad ottobre scorso sono stati 2.536 di cui 1.473 per la cig straordinaria. La Uil inoltre evidenzia che la cassa integrazione tra gennaio ed ottobre è in diminuzione in tutte le Regioni ad eccezione della Basilicata, unico territorio che registra un aumento del 25,8%.
Se a tali andamenti dello strumento di integrazione salariale che registra una tendenza decisamente negativa in Basilicata rispetto al resto del Paese, aggiungiamo il crescente numero di domande di Naspi, che mostra un incremento congiunturale pari al doppio ed in escalation anno dopo anno – è il commento del segretario regionale della Uil lucana Carmine Vaccaro - l´apertura di un tavolo di discussione ed approfondimento con il Governo sul tema degli ammortizzatori sociali, che abbiamo sollecitato in occasione degli attivi unitari con Cgil e Cisl, si rende maggiormente necessario al fine di salvaguardare, nel miglior modo possibile, sia le imprese che, soprattutto, i posti di lavoro.
Quanto alle risorse finanziarie per rilanciare i Centri per l´Impiego e gli altri soggetti impegnati nella gestione delle politiche attive per il lavoro contenute nella Legge di Bilancio – continua il segretario della Uil - siamo preoccupati perché si stanno accumulando ritardi sostanziali per la realizzazione degli interventi annunciati, anche in vista dell’introduzione del Reddito di Cittadinanza. Per la Uil è necessario implementare un vero e proprio «sistema» delle politiche attive, tuttora caratterizzato da grandi disomogeneità e lacune organizzative. È un progetto complesso da realizzare, che prevede la definizione delle piante organiche dei CPI, con la stabilizzazione dei precari e il reclutamento di nuovo personale, formazione adeguata a nuove competenze e la realizzazione di specifiche convenzioni con le singole Regioni.
Per questo, a nostro parere, non è consolatorio il fatto che, nel biennio 2019-20, il Sud beneficerà di circa il 40% delle maggiori spese previste dalla manovra del Governo, grazie soprattutto al Reddito di Cittadinanza, perché ciò è un indice significativo della crescita del malessere sociale, della caduta dei redditi e dell´impatto del PIL che resta su valori molto bassi. E non si può continuare a far penetrare il concetto che per il Mezzogiorno la strada risolutiva siano i sussidi. Al Sud, in Basilicata bisogna creare lavoro, occorre ridare la dignità di lavoratori a tanti cittadini, giovani e meno giovani la cui dignità è stata svilita se non cancellata ogni volta che si pensa ad una forma di assistenza e sussistenza sociale, modello Reddito di cittadinanza. Per tutte queste ragioni, è necessario, un confronto vero con le parti sociali e con i corpi intermedi che possono contribuire alla realizzazione di obiettivi condivisibili”.

In data 04 dicembre 2018, alle ore 08.45, si è riunito il C.R.C. di Basilicata convocato dal suo Coordinatore Dr. Donato Rosa.
Alla riunione sono presenti il Dr. Donato Rosa, la Sig.ra Acquasanta Vitalba, il Sig. Cosimo Damiano Paolicelli e la Dr.ssa Lucia Carmen Angiolillo, Direttore Regionale dell'INAIL di Basilicata. La Sig.ra Acquasanta Vitalba e il Sig. Cosimo Damiano Paolicelli sono in videoconferenza dalla Sede di Matera . Considerata la maggioranza assoluta dei componenti del C.R.C., la riunione è validamente convocata, ai sensi dell'art. 22 del “Regolamento” per il funzionamento dei Co. Co. Pro. e dei C.R.C.

Il Direttore Regionale apre la riunione dando il benvenuto ai componenti del C.R.C., di seguito ricapitolando che, tra le attività propedeutiche dell'avviso pubblico Isi 2018, è possibile l'individuazione di uno o due settori produttivi sul territorio di competenza per i quali richiedere l’ attribuzione del bonus di 5 punti.
Vagliatala documentazione già trasmessa al CRC , volta a fornire elementi utili per l'individuazione dei suddetti settori (scheda riepilogativa, relativa alla Regione Basilicata, inerente i dati sull'andamento infortunistico nei diversi settori con riferimento agli indici di frequenza e gravità distribuiti per codice ATECO), in considerazione degli indici di gravità nonché del tessuto economico della Regione, dall'esame della tematica consegue la proposta di individuare nel bando ISI 2018 i seguenti settori da sostenere:

  • Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti (H52)
  • Fabbricazione di mobili (G3)

Si dà atto che il suddetto bonus riguarderà tutti gli assi con esclusione dei due dedicati alle micro e piccole imprese (agricoltura e specifici settori di attività).

Nel concludere il Direttore, Dr.ssa Lucia Carmen Angiolillo informa che dai contatti con gli Uffici Regionali è emersa l'approvazione dell'attesa deliberazione di Giunta Regionale in ordine all'accoglimento della proposta, vivamente sostenuta dal CRC, di consegna del ricettario regionale ai medici Inail per la prescrizione delle prestazioni LEA rientranti nel PRI.

Con detto atto di giunta è stata inoltre determinato il rinnovo della convenzione attuativa del protocollo Inail- DR Basilicata circa le prestazioni LIA.

Il ritorno a Matera di Giuseppe De Rita, “padre” del Censis, per la presentazione del suo ultimo libro, "Dappertutto e rasoterra", organizzata dal Centro Studi Sociale e del Lavoro, che collabora con la UIL regionale e nazionale, si è caricata di tanti significati che si trovano “dentro” e “fuori” il libro (con lui ne ha parlato il caporedattore Tgr Basilicata Oreste Lopomo).

Il libro è un condensato di cinquant’ anni della storia italiana attraverso la lente delle ‘Considerazioni generali’ inserite nei ‘Rapporti’ annuali del Censis. Una sorta di atlante di quella ‘nuova geografia dei valori’ a sostegno del lavoro sindacale odierno. Una lettura antica e moderna, fluida e concreta, ma – sottolinea Giancarlo Vainieri, presidente del Cseel - anche libera e creativa. Un ausilio a ‘pensare per immagini’, come ci invita a fare Cacciari, senza il velo delle ideologie, con metafore adatte ad intuire piu che a spiegare il sociale. Un ‘paniere’ di parole d’ordine e di idee guida – aggiunge Vainieri - per aprire il contatto con la gente d’oggi e per pensare ed agire insieme.

Censis sta ‘al lato’ dei fenomeni, li osserva e poi vi si immerge e poi li connette con formule che indicano il senso e la direzione di marcia. Così De Rita ha letto e scovato le costanti, ’le stelle fisse’ della piccola e grande storia. Nella convinzione che più che irriducibili rotture e sconvolgimenti ci sia un impasto ‘strano’ di cose nel sistema sociale italiano.

Il legame tra De Rita e Matera e la Basilicata ed in particolare con la Uil proprio nella Capitale Europea della Cultura ha trovato le opportunità di più intensa cooperazione. Con Giuseppe De Rita e con il Censis – afferma Carmine Vaccaro, segretario regionale Uil - c’è da tempo, per noi della Uil e per il Centro Studi Sociali e del Lavoro, una felice e suggestiva consuetudine di rapporti. Lo testimoniano i tre quaderni sul “valore dei beni comuni lucani”: acqua, energia e foreste. E diversi altri documenti per leggere le trasformazioni sociali della regione. Una frequentazione e una cooperazione che ci ha dato non pochi “attrezzi” per svolgere al meglio il nostro mestiere di sindacato prendendo in prestito lo sguardo indagatore ed ispiratore dell’impareggiabile fondatore del Censis, visionario di uno sviluppo che non è solo economico.

Una sorta di rilancio del potere locale che si interroga e si ripiega su di una nuova, non scontata, valorizzazione delle risorse locali, come plasticamente dice De Rita, “una mano che si chiude” per stringere il fascio delle risorse, dei beni comuni e rimetterle nelle dinamiche del ‘globale’, con visione, determinatezza e nuovo protagonismo”.


C’è poi una forte attualità del “pensiero” di De Rita rispetto a quanto sta avvenendo nella politica del Paese e ancor più in quella della nostra regione. Quel che diventa inaccettabile, secondo il fondatore del Censis, è l’idea che un’élite politico-economica all’interno della nostra società possa prescindere dal corpo sociale perché dipende da altri fattori siano essi esterni (basti pensare alla finanza internazionale) o interni (il raggiungimento e la conservazione dei propri obiettivi di potere). A questo processo il corpo sociale reagisce puntando tutto sulla propria autonoma capacità di “reggersi”, prescindendo a sua volta dalla presenza di strutture politiche e istituzionali.

Questo duplice arroccamento fa emergere la mancanza della funzione di “cerniera”, cui sarebbero adibite le istituzioni, a cui il potere politico ed il corpo sociale dovrebbero avere il coraggio di restituire un nuovo ruolo se vogliono provare a uscire dall’impasse. La politica riafferma orgogliosamente il suo primato progettuale e decisionale, mentre il corpo sociale rafforza la sua orgogliosa autonomia nel «reggersi». Sarebbe il momento giusto di dare, coraggiosamente, un nuovo ruolo alle troppo mortificate istituzioni. Qui si potrebbe usare anche una parola nobile come mediazione se essa non fosse diventata, nel linguaggio corrente, sinonimo di intrallazzo, compromesso al ribasso, filtro burocratico, corruzione. Meglio, allora, il termine usato dal fondatore del Censis: “fare giunture”. Si può fare un passo avanti per uscire dalla fase opaca e pallida di una ripresa regionale ancora stentata e non contrappuntata da obiettivi strategici condivisi? E’ la domanda posta da De Rita.

Abbiamo urgente bisogno – evidenzia Carmine Vaccaro - di “fare cerniere”, di “fare giunture”. Potremmo aggiungere, con una terminologia che ci è diventata familiare, “fare ponti” invece che costruire muri. La cosa più pericolosa per il sindacato è avere neutralità sul riformismo che è invece un formidabile campo di battaglia per difendere diritti, merito, eticità, regole. Per tutto questo – dice ancora Vaccaro – per noi la stella polare è il “bene comune” che vuol dire coltivare una visione lungimirante, vuol dire investire sul futuro, vuol dire preoccuparsi della comunità dei cittadini, vuol dire anteporre l’interesse a lungo termine di tutti all’immediato profitto dei pochi, vuol dire prestare prioritaria attenzione ai giovani, alla loro formazione e alle loro necessità.

Vuol dire anteporre l’eredità che dobbiamo consegnare alle giovani generazioni, raccogliendo proprio i segnali preoccupanti che ci invia De Rita sulla frattura integenerazionale e sul complesso pianeta dei giovani sempre più sfiduciati e – aggiungo – in fuga dalle due grandi città come dai paesi polvere. Ed è la sfida che intendiamo raccogliere da Matera, cogliendo il senso della fatica del Censis, di De Rita, nel riprendere quel respiro profondo della società italiana che ancora oggi si ripropone in forme nuove ed inusitate.

    

 

Il 29 novembre a Matera presso Casa Cava, con inizio alle ore 16,30, si terrà la presentazione dell'ultimo libro di Giuseppe De Rita, "Dappertutto e rasoterra", organizzata dal Centro Studi Sociale e del Lavoro che collabora con la UIL regionale e nazionale, e che proprio con il Censis ha costruito in Basilicata un osservatorio privilegiato sui termini attuali di un nuovo sviluppo nel Mezzogiorno, tra criticità ed opportunità nelle strettoie della crisi.
«Dappertutto e rasoterra» (Oscar Mondadori), ripercorre cinquant’anni di storia della società italiana e pochi come lui sanno analizzare i grandi e i piccoli mutamenti. Il confronto tra le generazioni, nel corpo della nazione, è uno dei grandi fenomeni e su questo De Rita è illuminante.

Negli ultimi anni intensificando la collaborazione – sottolineano Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil e Giancarlo Vainieri, presidente del Cssel – ci sono stati numerosi ‘ritorni’ del Presidente Giuseppe De Rita e di Giorgio De Rita in Basilicata, a Matera in particolare, a rivisitare le origini dell’impegno culturale di questa scuola di pensiero e di ricerca sociale legata ai modelli dello sviluppo locale. Con le lenti del Censis abbiamo prodotto e presentato diversi lavori di interpretazione delle potenzialità di sviluppo della Basilicata, a partire dal ‘valore dei beni comuni acqua, energia, foreste’. Un insieme di asset che da soli rappresentano gli elementi fondamentali per disancorare il Mezzogiorno interno da rapporti storici di svantaggio che neppure il regionalismo ha saputo recuperare.
Una sorta di rilancio del potere locale che si interroga e si ripiega su di una nuova, non scontata, valorizzazione delle risorse locali, come plasticamente dice De Rita, “una mano che si chiude” per stringere il fascio delle risorse, dei beni comuni e rimetterle nelle dinamiche del ‘globale’, con visione, determinatezza e nuovo protagonismo.
Da qui, dalla Basilicata, da Matera ci sembra opportuno cogliere il senso della fatica del Censis, di De Rita nel riprendere quel respiro profondo della società italiana che ancora oggi si ripropone in forme nuove ed inusitate. In qualche modo la qualità originale della storia sociale del Paese in cinquant’anni, interpretata dalle considerazioni generali dei rapporti del Censis raccolti nel testo.

La contestazione, il terrorismo, il sommerso, l’esplosione della piccola impresa, la crescita del ceto medio e la vitalità di una società molecolare il cui sviluppo si è propagato “dappertutto e rasoterra”.
Questo evento assume poi il carattere di alto appuntamento di studio e di approfondimento con il parterre e l’ascolto di rappresentanze locali dei ‘mondi vitali’ e con il concorso-patrocinio degli organismi regionali e nazionali della UIL.
E non rimane fine a se stesso, ma è dentro un lavoro ‘militante’ per leggere ed interpretare i tempi d’oggi, al servizio anche del rinnovamento delle organizzazioni sociali e sindacali.

Ne parlerà con l’autore Oreste Lo Pomo, caporedattore TGR Basilicata.

In occasione della Giornata Internazionale per la eliminazione della violenza contro le donne, CGIL CISL UIL Basilicata, in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata, vogliono dedicare a questo tema una particolare attenzione. A settembre di quest’anno, in un paese della provincia di Potenza, Cersosimo, una giovanissima donna, Angela Ferrara, madre di un bambino, donna impegnata, scrittrice, poetessa, è morta, uccisa dal marito.
Sappiamo bene come il tema del femminicidio e, più in generale, della violenza contro le donne, in tutte le sue forme, sia determinata da un dato culturale. Femminicidio è un termine che non indica il sesso della vittima, ma il motivo per cui è stata oggetto di violenza: perché essa non si comporta secondo le aspettative dell’uomo.
A lei, alla sua memoria, vogliamo dedicare questa iniziativa: il Premio “Angela Ferrara”. Il Premio verrà curato, nella organizzazione, dalla Università degli Studi della Basilicata e verrà assegnato a tesi di laurea e di dottorato svolte su tematiche di genere, attraverso un bando di partecipazione che premierà l’impegno di approfondimento delle giovani e dei giovani che vi dedicheranno i propri lavori: dalla letteratura, all’economia, alla filosofia o in altri ambiti, contribuendo, così, a far sì che l’attenzione verso l’argomento sia sempre maggiore e che su di esso si realizzi un patrimonio culturale comune sempre più ampio.
In Italia le donne continuano ad essere uccise al ritmo di una ogni tre giorni. La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani, eppure in molti casi viene ancora sottovalutata quando non banalizzata. Secondo una ricerca del 2017 fatta dalla Commissione parlamentare sul femminicidio, almeno il 50% delle denunce di reato viene archiviato.

Alla memoria di Angela, dunque, rivolgiamo così il nostro pensiero e la nostra azione.

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